- Tags: Egitto, El-Cairo, sudan, turisti-rapiti
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Non c’è ancora la conferma ufficiale delle autorità libiche, ma secondo Khartoum gli undici turisti e i loro otto accompagnatori egiziani rapiti venerdì scorso nel deserto del Sahara sono stati portati in Libia, “13-15 chilometri all’interno del Paese” ha dichiarato Ali Yussef Ahmed, portavoce del ministero degli Esteri sudanese. L’ottimismo che si respirava ieri, dopo che le autorità sudanesi avevano fatto sapere di aver localizzato il covo e di averlo circondato, si è dunque volatilizzato. E a raffreddare le speranze di una rapida soluzione della vicenda, giunge da alcune fonti del Cairo la conferma che i contatti con i rapitori, tenuti quotidianamente via telefono satellitare tra uno dei rapiti, l’organizzatore della spedizione, il tour operator Ibrahim Albdel Rahim, e sua moglie, Kristen Butterweck, sono cessati. Il riscatto chiesto dai rapitori - un gruppo di ribelli del Darfur secondo le autorità di Khartoum - sarebbe di sei milioni di euro.
- Giovedì 25 Settembre 2008

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Il 29 Settembre 2008 alle 12:17 Liberi tutti gli ostaggi rapiti in Egitto » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sono stati tutti liberati gli undici turisti e i loro otto accompagnatori egiziani rapiti nel sud dell’Egitto. La conferma è arrivata dal ministro degli Esteri Franco Frattini dopo un annuncio da parte della tv di Stato egiziana. Si stanno effettuando verifiche , ma - sembra - siano tutti in buone condizioni di salute. Ora si trovano al Cairo. Secondo il numero uno della Farnesina, ora a Belgrado per un incontro bilaterale, il rilascio degli ostaggi (tra cui cinque nostri connazionali) è ‘’il risultato di una collaborazione internazionale della quale dobbiamo essere davvero grati alle autorità degli altri paesi che hanno lavorato con noi’’. L’incubo per i turisti aveva avuto inizio il 19 settembre scorso, quando il convoglio su cui viaggiavano, composto da tre o quattro fuoristrada, fu bloccato dai rapitori nel deserto del Sahara, al confine tra Egitto e Sudan, a sud-ovest di Assuan. Tre giorni dopo, lunedì 22, il ministro degli Esteri egiziano, da New York, annuncia: “Sono liberi e stanno tutti bene”. Ma è un’illusione che dura poco. E poco dopo arriva la smentita dell’agenzia ufficiale egiziana “Mena” e della Farnesina. Il giorno dopo i rapitori chiedono, per il loro rilascio, un riscatto tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Gli ostaggi, secondo Khartoum, si trovano in Sudan. Frattini chiede il silenzio stampa, mentre proseguono le trattative tra i governi interessati (tedesco, italiano ed egiziano) e i rapitori. Giovedì 25 settembre gli ostaggi - il cui covo era stato individuato dalle autorità di Khartoum - vengono trasferiti in Libia dai rapitori, secondo Khartoum un gruppo di ribelli del Darfur. Sabato 27 settembre gli ostaggi sono avvistati di nuovo in Sudan, diretti verso l’Egitto. Si diffonde la notizia che siano a “corto di cibo”. Domenica 28 ottobre fallisce il blitz delle forze di sicurezza sudanesi che comunque uccidono sei rapitori e ne catturano due. Fino a oggi, quando l’annuncio ufficiale della Farnesina scioglie i dubbi sul loro rilascio. [...]
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