Sarkozy tira un sospiro di sollievo: dopo le tensioni emerse nel luglio scorso a Nizza, i ministri dell’Interno e della Giustizia dei 27 Stati membri dell’Ue hanno approvato giovedì 25 settembre all’unanimità il Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo proposto dalla presidenza di turno francese. Il sì definitivo ci sarà solo al Summit dei capi di Stato Ue il prossimo 15 e 16 ottobre 2008, ma - assicurano a Panorama.it fonti europee di Bruxelles - “il voto sarà una pure e semplice formalità”: gli ostacoli politici, in sostanza, sono stati superati. Esiste da oggi una politica migratoria comune.
In cima all’agenda politica della presidenza di turno francese, il Patto - che cerca di coniugare rigore contro l’immigrazione clandestina e necessità di integrare i regolari - si pone cinque obiettivi principali: “Organizzare l’immigrazione legale tenendo conto delle priorità, dei bisogni e delle capacità di accoglienza di ogni Stato membro e favorire l’integrazione; lottare contro l’immigrazione clandestina, favorendo il ritorno degli stranieri in situazione irregolare nel loro paese di origine oppure verso un paese di transito; potenziare i controlli alle frontiere; attuare una procedura unica per la richiesta di Asilo (entro il 2012, ndr); creare un partenariato globale con i paesi di origine e di transito per favorire le sinergie tra le migrazioni e lo sviluppo”.
Stop alle regolarizzazioni di massa. Sul fronte della lotta contro l’immigrazione clandestina, spicca la decisione di porre fine alle regolarizzazioni di massa. Sarà anche reso obbligatorio da qui al 2012 il visto biometrico e saranno regolamentati i ricongiugimenti familiari in base alla disponibilità di alloggi o la conoscenza della lingua del paese di accoglienza.
Altra novità: la “blue card“. Ispirandosi al sistema della “green card” americana, l’Ue intende privilegiare l’accesso sul suo territorio di una manodopera straniera altamente qualificata attraverso l’attribuzione di un permesso di soggiorno ad hoc. Per il presidente della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari interni del Parlamento europeo, Gérard Duprez, il Patto consente “per la prima volta all’Ue di organizzare i flussi migratori in funzione dei suoi bisogni”. Ma non tutti sono d’accordo. Contattato da Panorama.it, un portavoce dell’African Diaspora Policy Centre, un think tank influente di Amsterdam, sostiene che l’Europa “non può pensare di accappararsi le menti più brillanti del nostro continente. I governi africani spendono tempo e denaro a formare medici o informatici per poi vederseli scappare nel Nord del mondo”. Secondo l’Organizzazione mondiale delle Migrazioni (OIM), ogni anno circa 20.000 africani altamente qualificati lasciano il continente per i paesi ricchi. Un danno pari a quattro miliardi di euro annui che colpisce i settori sanitari e educativi, entrambi cruciali per lo sviluppo dell’Africa.
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- Venerdì 26 Settembre 2008

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Commenti
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Il 26 Settembre 2008 alle 19:01 robrob ha scritto:
Questa frase m’intriga e mi disturba:
“l’Europa “non può pensare di accappararsi le menti più brillanti del nostro continente. I governi africani spendono tempo e denaro a formare medici o informatici per poi vederseli scappare nel Nord del mondo”. ”
Io credo già che vengono da soli !
Poi se i dirigenti africani si occupassero di organizzarsi ad utilizzare le risorse per il bene dei loro cittadini, non spendendo i soldi in armi, per guerrigliare tra loro o sostenere terroristi o mettendoli in tasca, sarebbe una buona cosa .
Aggiungo che quando fanno tali dichiarazioni dovrebbero anche alineare cio’ che la UE e gli americani versano ogni anno !
Infine, rocordo cio’ che disse un presidente algerino qualche anno fà in piena sessione ONU:
“vi conquisteremo con il ventre delle nostre donne” !
Nessuno mosse un dito !
Allora cosa vogliono ? Si lamentano che “rubiamo” le loro teste pensanti, o ce li mandano per conquistarci ?
C’è anche da dire che se fugano quei paesi, una ragione ragione ci sarà: pensano !
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