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Sono stati tutti liberati gli undici turisti, tra cui cinque italiani (Mirella De Giuli, Walter Barotto, Lorella Paganelli, Michele Barrera e Giovanna Quaglia) e i loro otto accompagnatori egiziani rapiti venerdì 19 nel sud dell’Egitto. La conferma è arrivata dal ministro degli Esteri Franco Frattini dopo un annuncio da parte della tv di Stato egiziana. Si stanno effettuando verifiche , ma sembrerebbero tutti in buone condizioni di salute. Ora stanno per essere trasferiti al Cairo a bordo di un elicottero militare. Secondo il numero uno della Farnesina, ora a Belgrado per un incontro bilaterale, il rilascio degli ostaggi (tra cui cinque nostri connazionali) è ”il risultato di una collaborazione internazionale della quale dobbiamo essere davvero grati alle autorità degli altri paesi che hanno lavorato con noi”. “Un ringraziamento enorme al ministro Frattini, all’unità di crisi e a tutta la Farnesina” ha dichiarato Giuseppe Paganelli, il fratello della signora Lorella, una delle rapite, a nome di tutti gli ostaggi.
La cronistoria. L’incubo per i turisti aveva avuto inizio il 19 settembre scorso, quando il convoglio su cui viaggiavano, composto da tre o quattro fuoristrada, fu bloccato dai rapitori nel deserto del Sahara, al confine tra Egitto e Sudan, a sud-ovest di Assuan. Tre giorni dopo il ministro degli Esteri egiziano, da New York, annuncia: “Sono liberi e stanno tutti bene”. Ma è un’illusione che dura poco. Poco dopo arriva la smentita dell’agenzia ufficiale egiziana “Mena” e della Farnesina. I rapitori chiedono, per il loro rilascio, un riscatto tra i 6 e gli 8 milioni di euro: gli ostaggi, secondo Khartoum, si trovano in Sudan. Frattini chiede il silenzio stampa, mentre proseguono le trattative tra i governi interessati (tedesco, italiano ed egiziano) e i rapitori. Giovedì 25 settembre gli ostaggi - il cui covo era stato individuato dalle autorità di Khartoum - vengono trasferiti in Libia dai rapitori, secondo il Sudan un gruppo di ribelli del Darfur. Sabato 27 settembre gli ostaggi sono avvistati di nuovo in Sudan, diretti verso l’Egitto. Si diffonde la notizia che siano a “corto di cibo”. Domenica 28 ottobre fallisce il blitz delle forze di sicurezza sudanesi che comunque uccidono sei rapitori e ne catturano due. Fino a oggi, quando l’annuncio ufficiale della Farnesina scioglie i dubbi sul loro rilascio.
- Lunedì 29 Settembre 2008

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