
Francesco Paravati - inviaggioconobama
Tremilacinquecento giornalisti provenienti da tutti i media e da tutti gli stati confederati, 57 giornalisti stranieri provenienti da 23 paesi. Il primo dibattito presidenziale ospitato ad Oxford dall’università del Mississipi è stato un evento mediatico per milioni di persone. Nonostante le incertezze legate alla necessità di risolvere la crisi economica abbiano adombrato il riverbero mediatico del primo faccia a faccia tra i due candidati, il dibattito tra i due candidati a Oxford ha consentito ai giornalisti di ricordare quanto fosse ancora forte, nei campus degli anni 60, il razzismo dei bianchi verso gli afroamericani.
Allora Kennedy dovette inviare l’esercito in Mississipi per sedare la rivolta che costò la vita a due persone. Oggi la comunità, formata dai figli degli studenti bianchi di allora, ha investito 5 milioni di dollari, raccolti tra gli sponsor privati, in particolare la Fedex, l’agenzia di spedizioni statunitense, in questa grande operazione di marketing. Perché ospitare un dibattito tra presidenti in America è anche un grande business. Non solo per gli alberghi che hanno venduto e vendono le camere a prezzi doppi o tripli rispetto al normale. (Anche Graceland, casa di Elvis Prelsey, non c’erano più posti letto per dormire in camere in stile anni 70 con televisori che trasmettono 24 ore su 24 film del re del rock and). Il vero business sta nella fornitura di servizi ai giornalisti: connettersi ad internet in ogni dibattio costa 175 dollari per un giorno con una velocità di appena dieci megabite, 250 dollari per attaccare il computer alla spina e avere una sedia nel press center, un tendone pieno di maxischermi realizzato accanto alla debate hall. Wireless e sedia assieme costano intorno ai 300 dollari, i costi per le telecamere che andavano prenotati con largo anticipo sono strabilianti.
Tutti pagano a denti stretti per la speranza di fare uno scoop e di dover avere un modo veloce e sicuro per mandare in redazione il pezzo. Di buono c’è che cibo in abbondanza e birra sono gratis per i giornalisti fino a un minuto prima dell’inizio del debite, il che trasforma il predibattito in una ressa per vere quante più birre possibili e ingozzare quante più costolette di maiale prima che il bar vegna chiuso e si debba iniziare a lavorare. Oggi si ricomincia a Saint Louis, in Missouri, per il dibattito tra i due vicepresidenti. Sarah Palin che dovrà dimostrare di essere pronta alla vicepresidenza davanti all’esperienza di un volpone (un po’ gaffeur) di Washington come il senatore democratico Joe Biden. La Palin ha preso il passaporto solo nel 2007 ed è andata uscita dagli Stati Uniti solo per andare in Germania e in Kuwait per incontrare le truppe americane. E’ da tre giorni chiusa nel ranch di McCain per prepararsi con gli spin doctor alla serata. Biden dovrà stare attento a non fare gaffe. Quella più famosa? “Quando sarò Presidente”, ha detto decine di volte in questa campagna elettorale. Obama, a quanto pare, non se l’è presa.
- Giovedì 2 Ottobre 2008
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Il 2 Ottobre 2008 alle 16:21 Palin vs Biden: chi sbaglierà meno nel duello dei vice? » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Quanto vale il circo dei dibattiti [...]
Il 3 Ottobre 2008 alle 3:12 SuccedeOggi » Blog Archive » Palin vs Biden: chi sbaglierà meno nel duello dei vice? ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Quanto vale il circo dei dibattiti [...]
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