
LEGGI ANCHE: Quanto vale il circo dei dibattiti
È probabilmente il dibattito tra candidati vicepresidenti più atteso della storia. E promette di essere più interessante del poco adrenalinico primo confronto Obama McCain all’università di Oxford, Mississipi.
Alle 20 di giovedì 2 ottobre (in Italia le 3 di venerdì mattina), sulle rive del Mississipi, a Saint Louis, si confrontano Sarah Palin, il volto nuovo dei repubblicani, e Joe Biden, la vecchia volpe dei democratici. A moderarli Gwen Ifill, giornalista afroamericana della rete pubblica Pbs. E questo contribuisce a render ancor più frizzante l’attesa visto che l’ambiente conservatore americano ha già tacciato la Ifill di faziosità, sia per il libro che ha appena finito di scrivere Politica e razza nell’era di Obama, che uscirà in libreria il giorno dell’inaugurazione del prossimo presidente (20 gennaio 2009), sia perché secondo qualcuno la reporter avrebbe espresso il proprio disappunto verso la Palin alla Convention dei repubblicani con espressioni facciali inequivocabili.
Biden parte innanzitutto con un vantaggio: dovrà limitarsi ad amministrare il vantaggio. Obama, infatti, il candidato dei democratici, è in testa e ha raggiunto o superato la “barriera psicologica” del 50 per cento nei sondaggi in tre Stati-chiave degli Usa, Ohio, Florida e Pennsylvania. Una rilevazione della Quinnipiac University, svolta dopo il primo dibattito presidenziale e nel pieno della crisi di Wall Street, indica il candidato democratico in testa in Florida per 51-43 per cento, in Ohio per 50-42 per cento e in Pennsylvania per 54-39 per cento.
Il punto debole di Joe. Per mantenere i favori dell’elettorato Biden dovrà stare alla larga dalle gaffe che finora lo hanno contraddistinto. Al di là della sua larga esperienza politica, è lui l’uomo che un paio di volte ha dichiarato di correre per la “presidenza” degli Usa, che ha confuso le brigate con i battaglioni e che storpia i nomi. È lui che ha definito Hillary Clinton migliore di lui stesso come vice-presidente, in un clamoroso autogoal, e che fatto ridere gli States dichiarando che il Paese dovrebbe ispirarsi a Franklin Delano Roosevelt, che “nel ‘29 andò in televisione e disse agli americani cosa stava accadendo”. Sì, peccato però che nel ‘29 non ci fosse ancora la tv e che il presidente fosse Herbert Hoover.
Il punto debole di Sarah. Per Sarah Palin, invece, il compito è più arduo. E proprio per questo, forse, più facile. Uscita dal cilindro di McCain come la sorpresa vincente, è stata a lungo mattatrice delle prime pagine e dei grandi titoli di giornale, irrompendo nella campagna elettorale con la forza di un uragano. Stuzzicando anche l’elettorato femminile democratico deluso per la sconfitta di Hillary alle primarie democratiche. Ma appena la governatrice di Alaska ha cominciato a passare dai monologhi alle interviste, il suo charme è calato vertiginosamente. Proporzionalmente all’evidenziarsi della caratteristica principale che condivide con il suo avversario Biden: le gaffe. “Conosco bene la Russia perché confina con l’Alaska” è stata capace di dire. E ancora, in un comizio ha preso in giro Biden per la sua età (66 anni) ma un giornalista le ha fatto notare che McCain ha 72 anni.
A pesare è soprattutto l’inesperienza della numero due repubblicana. Catapultata la settimana scorsa sulla scena internazionale con incontri coi leader mondiali, ha dato segni di confusione. E in una recente intervista alla Cbs si è mostrata in difficoltà su molte domande, facendo addirittura scena muta sui lavori della Corte Suprema.
Per questo negli ultimi giorni McCain ha chiuso l’ex “pitbull con il rossetto” (come si era autodefinita) nel suo ranch in Arizona ad allenarsi e studiare. Recentemente dileggiata da tutti, le aspettative su Sarah Palin si sono fortemente ridimensionate. E ora non ha quasi più nulla da perdere. Un elemento che è anche un vantaggio.
Biden, per contro, ha un altro terreno insidioso da evitare: gli attacchi sessisti alla rivale. L’elettorato femminile è in allerta. E a proposito, su internet continuano a girare voci, prima sulla stampa britannica e ora su quella americana, che parlano di un ritiro del senatore del Delaware dopo il dibattito, nel caso di risultati non buoni. Il Los Angeles Times ha rilanciato sul suo blog i rumors su un presunto piano di Obama per far fuori Biden, che tornerebbe alla guida della commissione Esteri del Senato facendo spazio a una presenza femminile. La più papabile ovviamente sarebbe ancora lei, Hillary, seguita dalla governatrice del Kansas Kathleen Sebelius.
LA STAMPA AMERICANA:
Washington Post, i consigli degli opinionisti a Palin e Bedin
Los Angeles Time, il dibattito tra i vice potrebbe essere la svolta chiave
New York Times, a cosa fare attenzione durante il dibattito
- Giovedì 2 Ottobre 2008

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Il 2 Ottobre 2008 alle 17:35 Palin vs Biden: chi sbaglierà meno nel duello dei vice? ha scritto:
[...] Panorama > [...]
Il 3 Ottobre 2008 alle 10:42 La neofita e il veterano: ecco come è andata la sfida dei vice » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Tremilacento giornalisti accreditati da sessanta paesi hanno seguito dal vivo, nell’area a loro dedicata, il dibattito tra i due candidati vicepresidenti per le elezioni americane 2008. Palin e Biden non hanno fatto nessuna delle cose che i media di tutto il mondo erano affamati di riportare. La candidata repubblicana non si è dimostrata troppo impreparata, dopo tre giorni di training nel ranch di McCain, e Biden non ha commesso nessuna delle gaffe che lo hanno reso famoso. La Palin ha addirittura superato le aspettative degli americani riguardo alla sua capacità, aspettative che nei giorni scorsi erano decisamente diminuite dopo una serie di interviste televisive non troppo brillanti con la Cbs. Invece, la Palin ha fatto una performance egregia dimostrando di avere eloquenza come già David Axelrod si era affrettato a precisare ai giornalisti prima del dibattito: “Non credo che sarà un lavoro facile per Biden, ho visto i suoi dibattiti da governatrice ed è un’ottima incontrista” aveva detto lo stratega di Obama. [...]
Il 4 Ottobre 2008 alle 2:38 SuccedeOggi » Blog Archive » La neofita e il veterano: ecco come è andata la sfida dei vice ha scritto:
[...] Tremilacento giornalisti accreditati da sessanta paesi hanno seguito dal vivo, nell’area a loro dedicata, il dibattito tra i due candidati vicepresidenti per le elezioni americane 2008. Palin e Biden non hanno fatto nessuna delle cose che i media di tutto il mondo erano affamati di riportare. La candidata repubblicana non si è dimostrata troppo impreparata, dopo tre giorni di training nel ranch di McCain, e Biden non ha commesso nessuna delle gaffe che lo hanno reso famoso. La Palin ha addirittura superato le aspettative degli americani riguardo alla sua capacità, aspettative che nei giorni scorsi erano decisamente diminuite dopo una serie di interviste televisive non troppo brillanti con la Cbs. Invece, la Palin ha fatto una performance egregia dimostrando di avere eloquenza come già David Axelrod si era affrettato a precisare ai giornalisti prima del dibattito: “Non credo che sarà un lavoro facile per Biden, ho visto i suoi dibattiti da governatrice ed è un’ottima incontrista” aveva detto lo stratega di Obama. [...]
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