
La numero due repubblicana Sarah Palin è riuscita ad arrestare la crisi di fiducia nella sua candidatura che negli ultimi giorni aveva indotto un terzo degli elettori americani incerti a escludere di votare John McCain a causa della sua presenza nel ticket. Palin era arrivata al faccia a faccia con Joe Biden (il primo e unico dibattito tra candidati alla vicepresidenza della corsa per la Casa Bianca 2008) con il devastante bagaglio di una serie di interviste con la Cbs in cui era apparsa smarrita e impreparata di fronte alle sfide di un ruolo che mette la seconda carica dello stato “a un battito di cuore dalla presidenza”. Non è chiaro se il dibattito di stanotte della George Washington University abbia cambiato i meccanismi del gioco: secondo un sondaggio Cbs tra elettori indecisi, il 46% ha dato la vittoria a Biden, il 21 a lei.
Biden, un veterano della politica la cui logorrea ha provocato gaffe che lo hanno reso famoso, stavolta ha evitato i trabocchetti e gli attacchi diretti alla rivale, concentrando le critiche su McCain: una tattica collaudata in dibattiti precedenti. Il senatore del Delaware, da 35 anni al Congresso, si è commosso in diretta evocando il sui dramma di “ragazzo padre”, quando a 29 anni gli è morta la prima moglie.
Con la governatrice (da due anni) dell’Alaska lo scontro è stato su temi come l’economia, l’Iraq, i diritti dei gay.
Entrambi si sono dichiarati agenti di cambiamento per una nazione in crisi finanziaria. Entrambi hanno promesso che, dovesse morire il rispettivo numero uno, ne porterebbero in fondo le politiche.
La Palin, ben più presente che nelle interviste tv, ha tenuto un tono cordiale e populista fin dalle prime battute: “Felice di conoscerti, posso chiamarti Joe?”, ha esordito stringendo la mano al rivale. Battute terra terra hanno punteggiato i suoi commenti sulla crisi economica: “Maledette le socieà’ dei mutui che predano la gente”, ha detto a un certo punto. E poi: “Se vai a una partita di calcio dei figli, certo che sentirai genitori che dicono che c’è la crisi”.
Sia lei sia Biden si sono innalzati a difensori della classe media. Alla moderatrice del dibattito, Gwen Ifill della Pbs, Palin ha aggiunto: “Ogni americano della strada, ogni ‘Joe sei birre’, ogni ‘mamma dell’hockey’, dobbiamo tutti metterci insieme e proclamare che non deve succedere più”.
Per Palin era il primo dibattito sulla scena nazionale; Biden aveva partecipato a 14 dibattiti prima di uscire dalla corsa della Casa Bianca dopo le primarie in Iowa.
I milioni di telespettatori che hanno seguito lo show sono rimasti delusi dall’assenza di colpi di scena o momenti in grado di cambiare il corso di una campagna che vede un’eclissi della stella di McCain con la decisione di abbandonare lo stato campo di battaglia del Michigan. Palin ha fatto un solo errore, quando ha chiamato il comandante delle truppe in Afghanistan generale McClellan: in realtà è il generale David D.McKiernan.
Biden e la rivale si sono trovati d’accordo nell’opposizione alle nozze gay, Sarah spiegando che “è tollerante verso gli omosessuali, ma vuole essere chiara con gli americani: niente matrimoni”. Sull’effetto serra, ha ammesso che per lei non è tutta opera dell’uomo. Il rivale democratico ha tirato la linea sulle differenze tra ticket quando si e parlato di Iraq: “Noi - ha detto - faremo finire questa guerra”.
Ascolta l’AUDIO del corrispondente di Panorama dagli Usa, Marco De Martino
Guarda il video del dibattito Palin-Biden
- Venerdì 3 Ottobre 2008

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