La crisi dei mutui ha solcato l’Atlantico e le prime ondate stanno già toccando l’Europa. Riuscirà il vecchio continente a fare fronte comune per limitarne gli effetti? Per rispondere a questa domanda si sono riuniti oggi i presidenti di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, i quattro paesi europei che fanno parte del G8. La sede del summit è l’Eliseo, casa di Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell’Unione. A Parigi oltre a Angela Merkel, Gordon Brown e Silvio Berlusconi sono presenti anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, quello della Commisione europea, Jose’ Manuel Barroso, e dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Prima dell’inizio del vertice, Sarkozy ha incontrato il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, che ha chiesto ai paesi europei di agire insieme. “E’ la prova più grande per i paesi dell’Euro” ha ricordato l’ex ministro dell’economia francese, “è necessaria una regia comune”. Parole che rischiano di restare lettera morta. Infatti, se i quattro “grandi” dell’economia europea si incontrano per definire una strategia comune, non hanno fatto i conti con gli altri 23 stati dell’Unione. Il malcontento degli esclusi potrebbe rovinare il piano che sarà messo a punto all’Eliseo. Un’anticipazione l’ha data già il presidente dell’ Europarlamento, Hans Poettering: ”Voglio essere chiaro su un punto: questa riunione non puo’ essere che propositiva”, ha detto Poettering, che si è definito ”non amico” di questo tipo di incontri. ”La Francia, la Gran Bretagna, l’Italia e la Germania non possono decidere per l’insieme della Ue, le decisioni si dovranno prendere a 27 e con tutte le istituzioni europee”, ha insistito.
Non entusiasta certo è la Spagna, che ha sminuito il mini-vertice francese: ”è una riunione tra le altre”, ha detto il vice premier, Maria Teresa Fernandez de la Vega. ”Gli organi di decisione europei restano l’Ecofin e il Vertice dei capi di stato e di governo”, ha messo in chiaro la numero due di Madrid. Polemica anche la Finlandia che ha definito la riunione di Parigi ”una pessima idea. Siamo tutti nella stessa barca”, ha detto il ministro delle Finanze, Jyrki Katainen, parlando ad una televisione nazionale. ”Finlandia, Svezia e tutti i paesi europei dovrebbero essere messi nelle condizioni di decidere”. Ma al di là delle dichiarazioni, i segnali più preoccupanti arrivano dai due paesi che più di recente hanno affossato le iniziative dell’Unione: Olanda (con il “no” alla Costituzione europea nel 2005) e Irlanda (referendum negativo al trattato di Lisbona lo scorso giugno). L’isola ha deciso unilateralmente di garantire per due anni i depositi delle sue sei principali banche, facendo infuriare gli altri paesi, Gran Bretagna in testa, che temono fughe di capitali verso Dublino. E l’Olanda, in 48 ore, ha messo fine ad una tradizione di liberalismo economico nazionalizzando le attivita’ olandesi del gruppo bancario-assicurativo Fortis (di proprieta’ anche di Belgio e Lussemburgo). Angela Merkel, giunta a Parigi, ha dichiarato: “Siamo del parere che in questo difficile periodo gli stati europei debbano assumersi le loro responsabilità. Ma se le devono assumere anche coloro che i danni li hanno provocati”. Ma più che agli Usa l’Europa dovrà guardarsi dentro per trovare una soluzione condivisa.
- Sabato 4 Ottobre 2008

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Il 5 Ottobre 2008 alle 11:23 “Sosterremo le banche europee”, il piano dei Quattro contro la crisi » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “Salveremo le banche in difficoltà”. Non ci saranno Lehman Brothers all’europea, insomma. E’ la buona notizia (per il mondo della finanza) che è arrivata ieri da Parigi, dove si sono riuniti i leader dei quattro paesi della zona Euro che fanno parte del G8. Il padrone di casa, Nicolas Sarkozy, ha spiegato alla fine del vertice di cosa si era discusso: “Abbiamo preso l’impegno solenne di sostenere le banche europee in difficoltà” ha detto ai giornalisti riuniti all’Eliseo, “Ogni governo secondo i metodi propri, ma in modo coordinato con gli altri stati europei”. Niente più fughe in avanti come quella dell’Irlanda, che ha agito da sola per garantire i risparmi delle proprie banche, irritando i britannici. “Il Patto di Stabilità” ha proseguito il presidente francese, “dovrà riflettere l’ecezionalità delle condizioni”. Eccezionalità che, in pratica, dovrebbe consentire salvataggi pubblici e aiuti statali senza che la Commissione Ue si stracci le vesti per le violazioni delle regole di mercato. Ma non ci sono solo salvagenti per i manager dei grandi gruppi creditizi, anzi. Nell’accordo raggiunto è scritto espressamente: “Ogni Stato si impegna a punire i dirigenti che hanno fallito e a proteggere i contribuenti vittime dei fallimenti”. Detta così sembra la rivincita della politica sugli speculatori, ma bisognerà vedere nella pratica l’applicazione. Non solo, anche le agenzie di rating, colpevoli di non aver segnalato la tempesta in arrivo sui mercati, saranno sottoposte a controlli più stringenti. Nel corso del vertice, alla fine è risultata vincente la posizione tedesca: nessun fondo comune europeo, ma un impegno ad agire nei singoli casi senza però danneggiare gli altri paesi Euro. “Ogni paese deve prendersi la sua responsabilità” ha detto prima del vertice Angela Merkel. Un messaggio rivolto agli Usa, ma anche agli alleati europei: la Germania non darà assegni in bianco per le banche altrui. Sarkozy ha anche annunciato “da subito”, su proposta di Brown, “un fondo di 30 mld di euro per le piccole e medie imprese per bilanciare le perdite di credito” .”Dobbiamo riportare l’etica nel mondo della finanza e la fiducia tra i risparmiatori” sintetizza Silvio Berlusconi. Anche per un liberista come si è sempre dichiarato lui, gli interventi statali sono l’unica soluzione in un caso come questo. Ma chiarisce che l’Italia, per la sua situazione di debito pubblico abnorme, non chiederà deroghe al Trattato di Maastricht. Soddisfatto si è detto il governatore della Bce Jean Claude Trichet, presente al vertice: “le misure adottate vanno nel verso di una fiducia nei mercati” dice, “il patto di stabilità dell’Euro va rispettato” chiarisce, “ma le circostanze attuali richiedono la responsabilità di tutti”. Un messaggio per niente cifrato: domani e martedì i ministri delle finanze dei 27 si ritroveranno in Lussemburgo. E le discussioni non saranno brevi. Leggi anche: A Parigi il “G4″ cerca una soluzione alla crisi, ma il resto d’Europa mormora [...]
Il 5 Ottobre 2008 alle 11:42 SuccedeOggi » Blog Archive » “Sosterremo le banche europee”, il piano dei Quattro contro la crisi ha scritto:
[...] “Salveremo le banche in difficoltà”. Non ci saranno Lehman Brothers all’europea, insomma. E’ la buona notizia (per il mondo della finanza) che è arrivata ieri da Parigi, dove si sono riuniti i leader dei quattro paesi della zona Euro che fanno parte del G8. Il padrone di casa, Nicolas Sarkozy, ha spiegato alla fine del vertice di cosa si era discusso: “Abbiamo preso l’impegno solenne di sostenere le banche europee in difficoltà” ha detto ai giornalisti riuniti all’Eliseo, “Ogni governo secondo i metodi propri, ma in modo coordinato con gli altri stati europei”. Niente più fughe in avanti come quella dell’Irlanda, che ha agito da sola per garantire i risparmi delle proprie banche, irritando i britannici. “Il Patto di Stabilità” ha proseguito il presidente francese, “dovrà riflettere l’ecezionalità delle condizioni”. Eccezionalità che, in pratica, dovrebbe consentire salvataggi pubblici e aiuti statali senza che la Commissione Ue si stracci le vesti per le violazioni delle regole di mercato. Ma non ci sono solo salvagenti per i manager dei grandi gruppi creditizi, anzi. Nell’accordo raggiunto è scritto espressamente: “Ogni Stato si impegna a punire i dirigenti che hanno fallito e a proteggere i contribuenti vittime dei fallimenti”. Detta così sembra la rivincita della politica sugli speculatori, ma bisognerà vedere nella pratica l’applicazione. Non solo, anche le agenzie di rating, colpevoli di non aver segnalato la tempesta in arrivo sui mercati, saranno sottoposte a controlli più stringenti. Nel corso del vertice, alla fine è risultata vincente la posizione tedesca: nessun fondo comune europeo, ma un impegno ad agire nei singoli casi senza però danneggiare gli altri paesi Euro. “Ogni paese deve prendersi la sua responsabilità” ha detto prima del vertice Angela Merkel. Un messaggio rivolto agli Usa, ma anche agli alleati europei: la Germania non darà assegni in bianco per le banche altrui. Sarkozy ha anche annunciato “da subito”, su proposta di Brown, “un fondo di 30 mld di euro per le piccole e medie imprese per bilanciare le perdite di credito” .”Dobbiamo riportare l’etica nel mondo della finanza e la fiducia tra i risparmiatori” sintetizza Silvio Berlusconi. Anche per un liberista come si è sempre dichiarato lui, gli interventi statali sono l’unica soluzione in un caso come questo. Ma chiarisce che l’Italia, per la sua situazione di debito pubblico abnorme, non chiederà deroghe al Trattato di Maastricht. Soddisfatto si è detto il governatore della Bce Jean Claude Trichet, presente al vertice: “le misure adottate vanno nel verso di una fiducia nei mercati” dice, “il patto di stabilità dell’Euro va rispettato” chiarisce, “ma le circostanze attuali richiedono la responsabilità di tutti”. Un messaggio per niente cifrato: domani e martedì i ministri delle finanze dei 27 si ritroveranno in Lussemburgo. E le discussioni non saranno brevi. Leggi anche: A Parigi il “G4″ cerca una soluzione alla crisi, ma il resto d’Europa mormora [...]
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