Un militare italiano, il caporale Giovanni Valeriani, di Marcellina (Roma), in servizio presso il quarto Reggimento Alpini paracadutisti di Bolzano, è rimato ferito ad una coscia in uno scontro a fuoco avvenuto nella notte a circa 40 chilometri da Farah, nell’ovest dell’Afghanistan. Lo riferiscono fonti del comandando del contingente italiano ad Herat, sottolineando che il soldato ha personalmente informato la famiglia.
Lo scontro è avvenuto poco dopo le 2 locali, le 23.30 di ieri ora italiana, tra una pattuglia di alpini e un gruppo di forze nemiche. Il militare italiano stato colpito alla gamba sinistra: lo hanno stabilizzato e poi trasportato con un mezzo al centro sanitario del Prt (Povincial reconstruction team) statunitense di Farah. Nella notte è stato operato nell’ospedale da campo Usa. L’intervento chirurgico, spiegano al comando del contingente italiano, ha avuto “esito favorevole”.
“Giovanni ci ha telefonato stanotte. Era stato appena ferito, ma ci ha subito rassicurati dicendo che stava bene. Ci ha tenuto a telefonare lui stesso, per non farci preoccupare. Lui è fatto così. È un ragazzo che ama la pace e crede alla missione a cui si sta dedicando”. Così la mamma di Giovanni Valeriani, Rosalia, racconta di come ha appreso la notizia del ferimento del figlio colpito in Afghanistan, dove si trovava da due giorni con un contingente di 2.400 italiani.
La famiglia di Giovanni abita a Marcellina, paese della sabina a nord est di Roma. Attorno ai genitori si sono stretti tutti i parenti. Anche il nonno di Giovanni, Andrea, che non sapeva della missione in Afghanistan ed è rimasto particolarmente colpito dalla notizia del ferimento del nipote. “Mio figlio”, racconta il padre Giuseppe, “ha 22 anni. Gli è sempre piaciuto il suo lavoro. Da tre anni è in servizio presso il 4/o Reggimento Alpini paracadutisti di Bolzano”.
I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.400, tra Kabul ed Herat, nell’ovest, dove è schierato il grosso del contingente. Solo due giorni fa, giovedì, c’è stato l’avvicendamento al comando della Regione ovest tra il generale Francesco Arena e il generale Paolo Serra: ai fanti della brigata aeromobile “Friuli” sono subentrati gli alpini della “Julia”. Lo scorso 5 agosto, a Kabul, l’Italia ha ceduto alla Francia il comando della Regione della capitale nella missione Nato-Isaf: un passaggio di consegne che ha avuto come conseguenza la graduale e progressiva riduzione del contingente.
Contestualmente, c’è stato il rafforzamento di quello di Herat, dove è schierata un’intera brigata, con due “battle group” ed altre aliquote operative, che possono contare sugli efficienti mezzi anti-mina Lince, su diversi elicotteri da trasporto, 6 elicotteri d’attacco Mangusta, 3 velivoli senza pilota Predator. L’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan anche 4 caccia Tornado da ricognizione, che dovrebbero essere operativi tra alcune settimane. Negli ultimi tempi si è assistito ad una recrudescenza di attacchi contro i militari italiani nell’ovest, fortunatamente senza gravi conseguenze.
- Sabato 11 Ottobre 2008

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Commenti
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Il 12 Ottobre 2008 alle 18:26 osservatoriobbrindisi ha scritto:
Analisi del fatto :uomini o meglio Ranger di uno dei reparti di elite del nostro esercito cadono in un’imboscata alle due di notte nonostante visori notturni, tecnologie elevate e le migliori armi delle forze speciali. Il 4 rgt alpini paracadutisti è praticamente sottopressione da anni poichè i governanti di destra e sinistra preso l’impegno afgano hanno paura di perdite considerevoli tra le truppe convenzionali e così il 4 è costretto a fare tutto e di più. Ne consegue stress ( che può portare a disattenzioni o valutazioni erronee fatali). Si fa presente che molti di loro fanno 4 mesi in guerra e quattro presso il reparto in patria dove continua l’addestramento al combattimento durissimo. Una situazione che anche gli psicologi militari ritengono inusuale e con conseguenze nella sfera privata e sociale pesanti per il futuro di questi e delle loro famiglie ( vedi tragici casi di veterani vietnam) Non si tratta di uomini che possono lasciare tranquillamente e dire ora basta poichè hanno firmato un contratto di 10 anni nelle forze speciali ( quindi niente soldatini poco addestrati! ognuno di loro (e pagato da noi) ha circa un anno e mezzo di addestramento sulle spallle prima del teastro operativo ) il problema è che di questi tempi si tratta di una prospettiva di dieci anni di guerra, poichè con l’utilizzo dei militari sempre più nelle zone di crisi sociale e ambientale nel territorio nazionale e che in futuro significherà far fronte a disoccupati, emarginati incazzatissimi oltre che aspiranti guerriglieri e/0 terroristi ( vedi nuovo addestramento inserito nei ranger alpini , quello con armi con silenziatore per operazioni ” speciali” in ambiente urbano finalizzate ad eliminazione elementi pericolosi
invitandovi a visitare mio sito per altri approfondimenti sul futuro militarizzato , ringrazio per l’attenzione
Antonio Camuso osservatoriobrindisi@libero.it
http://www.pugliantagonista.it.....atorio.htm
Osservatorio sui balcani di Brindisi
Il 13 Ottobre 2008 alle 16:50 In Sardegna in campo la tecnologia antiterrorismo » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] La guerriglia che, anche in Iraq, colpisce le forze occidentali con ordigni spesso rudimentali ma quasi impossibili da intercettare in tempo. E i soldati europei e americani esposti quotidianamente a pericoli insidiosi. Anche alcuni italiani sono rimasti feriti negli ultimi mesi. Fatti del genere, purtroppo, sono all’ordine del giorno e il sistema di comunicazione tra le forze Nato in campo, con le sue falle, diventa una questione urgente. [...]
Il 14 Ottobre 2008 alle 2:29 SuccedeOggi » Blog Archive » In Sardegna in campo la tecnologia antiterrorismo ha scritto:
[...] La guerriglia che, anche in Iraq, colpisce le forze occidentali con ordigni spesso rudimentali ma quasi impossibili da intercettare in tempo. E i soldati europei e americani esposti quotidianamente a pericoli insidiosi. Anche alcuni italiani sono rimasti feriti negli ultimi mesi. Fatti del genere, purtroppo, sono all’ordine del giorno e il sistema di comunicazione tra le forze Nato in campo, con le sue falle, diventa una questione urgente. [...]
Il 18 Ottobre 2008 alle 9:28 Afghanistan, soldati italiani feriti in un attentato suicida » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.400, tra Kabul ed Herat, nell’ovest, dove è schierato il grosso del contingente. Circa una settimana fa è avvenuto l’avvicendamento al comando della Regione ovest tra il generale Francesco Arena e il generale Paolo Serra: ai fanti della brigata aeromobile ‘Friuli’ sono subentrati gli alpini della ‘Julia’. Lo scorso 5 agosto, a Kabul, l’Italia ha ceduto alla Francia il comando della Regione della capitale nella missione Nato-Isaf: un passaggio di consegne che ha avuto come conseguenza la graduale e progressiva riduzione del contingente. Contestualmente, è stato rafforzato quello di Herat, dove è schierata un’intera brigata, con due ‘battle group’ e altre aliquote operative, che possono contare sugli efficienti mezzi anti-mina ‘Lince’, su diversi elicotteri da trasporto, 6 elicotteri d’attacco Mangusta, 3 velivoli senza pilota ‘Predator’. L’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan anche 4 caccia Tornado da ricognizione, che dovrebbero essere operativi tra alcune settimane. Negli ultimi tempi si è assistito ad una recrudescenza di attacchi contro i militari italiani nell’ovest. [...]
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