- Tags: austria, estrema-destra, haider, joerg-haider
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L’eredità politica di Jeorg Haider, dopo la sua tragica morte, potrebbe essere nascita del più forte partito austriaco, una delle più importanti formazioni populiste del panorama europeo. Per molti analisti, dopo la scomparsa del 58enne Governatore della Carinzia, il destino della sua creatura, la Bzoe, la Lega per il futuro dell’ Austria, sembra essere segnato: diventare una costola, o peggio, essere annessa, dalla Fpoe, il partito liberale dell’ex amico Heinz-Christian Strache.
Il confronto Strache vs Haider
“E’ solo una questione di tempo - afferma Peter A. Ulram, uno dei più importanti politologi austriaci. “Secondo me, in un paio di anni, la Bzoe confluirà nei liberali. Potrebbe essere incorporata, e quindi sparire. Oppure potremmo trovarci di fronte a una confederazione di partiti, come in Germania, con i popolari della Cdu alleati con il partito regionale bavarese della Csu. Nel nostro caso, la Bzoe sarebbe l’appendice carinziana della Fpoe”. Per il docente universitario, ascoltato opinionista, autore di numerosi libri, alcuni dei quali pubblicati anche in Italia, entro poco tempo, le due formazioni politiche potrebbero formare un gruppo unico nel parlamento austriaco, con una dote di 58 seggi, diventando una forza in grado di controllare il 30% dei voti. Almeno sulla carta. Perché la grande incognita, secondo Peter A: Ulram è proprio questa: l’elettorato apprezzerà la(ri)unificazione tra Fpoe e Bzoe? Heinz-Christian Strache e Jeorg Heider erano riusciti a “spartirsi” i compiti e il consenso. Con toni più forti contro gli immigrati, l’Europa e la sicurezza, il primo. Con slogan decisamente più moderati, invece, il governatore della Carinzia.
“Penso che il leader dei liberali manterrà i suoi accenti radicali, a meno che non entri al governo. Ma se rimarrà all’opposizione, continuerà a seguire la sua politica “aggressiva” . Manterrà così una parte dei consensi ottenuti, ma rischia di perdere coloro che invece guardavano a Jeorg Haider. Nelle ultime elezioni, molti elettori del Oevp - il partito popolare - l’hanno abbandonato per scegliere il governatore della Carizia. Morto il leader della Bzoe, è facile pensare che in poco tempo, quei voti tornino all’ovile”. Per il politologo viennese, la morte di Heider non dovrebbe incidere sulle trattative per il nuovo governo. “La decisione è già presa - spiega Ulram - si torna alla Grande Coalizione, all’alleanza tra socialdemocratici e popolari. La decisione è stata giù presa.
Il governatore della Carinzia non è mai stato in gioco. Lo sapeva. E infatti, aveva deciso di non lasciare la sua carica per tornare a Vienna. Nei giochi politici tra socialdemocratici e democristiani, i liberali potrebbero essere usati come grande spauracchio. I due partiti minacceranno entrambi un’alleanza con la Fpoe solo per aumentare il prezzo in vista del varo del nuovo esecutivo”. L’analisi di Ulram è confermata dalle indiscrezioni secondo le quali, il Presidente austriaco Heinz Fischer starebbe per conferire l’incarico di formare il nuovo governo al leader socialdemocratico Werner Faymann. Saranno settimane difficili per lui e per il nuovo leader popolare Josef Proell, che ha preso il posto dello sconfitto Wilhelm Molterer. Dovranno trovare un’intesa sul programma della riedizione della Grande Coalizione. “Io vedo due problemi e due priorità - afferma l’opinionista di Vienna. “La prima è la crisi economica. Personalmente non ho visto grandi proposte da parte di socialdemocratici e popolari per combattere gli effetti dello tzunami finanziario globale. Ma è anche vero che, in genere, le alleanze tra così grandi partiti è un fattore positivo in momenti così difficili”.
L’altra tema, secondo Peter A. Ulram , è più molto spinoso: l’Europa. Il rapporto con Bruxelles è stato uno dei fattori della sconfitta dei due partiti alle elezioni di settembre, visto che le formazioni populiste hanno fatto man bassa di voti proprio grazie ai loro slogan antieuropeisti. Il nuovo governo dovrà decidere quale politica adottare nei confronti della Ue. Su questo tema, trovare un accordo non sarà facile, anche perchè i popolari sono attratti da una politica più tiepida nei confronti dell’Europa. Il futuro della Grande Coalizione, ma anche dei due partiti, passa attraverso questa difficile strada. Se verrà sbagliata, la destra populista avrà la possibilità di aumentare sempre di più i suoi consensi. Diventare una forza senza uguali nel Vecchio Continente.
- Lunedì 13 Ottobre 2008
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Il 13 Ottobre 2008 alle 17:24 Fontan Blog » Austria: chi raccoglierà l’eredità politica di Haider - Il blog degli studenti. ha scritto:
[...] bamarko: [...]
Il 15 Ottobre 2008 alle 12:55 “Non vogliamo nostalgici e neofascisti al funerale di Haider” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La famiglia di Joerg Haider ringrazia per il cordoglio giunto dall’Italia, ma non vuole che il funerale venga strumentalizzato dall’estrema destra. Tantomeno che compaiono simboli razzisti, saluti romani o inni nostalgici durante la cerimonia. “Joerg Haider era più vicino al Dalai Lama che a politici dell’estrema destra europea e italiana che hanno vantato amicizie con il governatore della Carinzia” spiega a Panorama.it Paolo Quercia, genero del politico austriaco morto in un’incidente stradale sabato scorso, che ha scritto un ricordo del suocero per il numero di Panorama in edicola venerdì 17 ottobre. [...]
Il 15 Ottobre 2008 alle 13:09 SuccedeOggi » Blog Archive » “Non vogliamo nostalgici e neofascisti al funerale di Haider” ha scritto:
[...] La famiglia di Joerg Haider ringrazia per il cordoglio giunto dall’Italia, ma non vuole che il funerale venga strumentalizzato dall’estrema destra. Tantomeno che compaiono simboli razzisti, saluti romani o inni nostalgici durante la cerimonia. “Joerg Haider era più vicino al Dalai Lama che a politici dell’estrema destra europea e italiana che hanno vantato amicizie con il governatore della Carinzia” spiega a Panorama.it Paolo Quercia, genero del politico austriaco morto in un’incidente stradale sabato scorso, che ha scritto un ricordo del suocero per il numero di Panorama in edicola venerdì 17 ottobre. [...]
Il 16 Ottobre 2008 alle 2:27 SuccedeOggi » Blog Archive » La famiglia di Haider: “Non vogliamo nostalgici e neofascisti al funerale” ha scritto:
[...] La famiglia di Joerg Haider ringrazia per il cordoglio giunto dall’Italia, ma non vuole che il funerale venga strumentalizzato dall’estrema destra. Tantomeno che compaiono simboli razzisti, saluti romani o inni nostalgici durante la cerimonia. “Joerg Haider era più vicino al Dalai Lama che a politici dell’estrema destra europea e italiana che hanno vantato amicizie con il governatore della Carinzia” spiega a Panorama.it Paolo Quercia, genero del politico austriaco morto in un’incidente stradale sabato scorso, che ha scritto un ricordo del suocero per il numero di Panorama in edicola venerdì 17 ottobre. [...]
Il 16 Ottobre 2008 alle 9:51 La famiglia di Haider: “Non vogliamo nostalgici e neofascisti al funerale” | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] La famiglia di Joerg Haider ringrazia per il cordoglio giunto dall’Italia, ma non vuole che il funerale venga strumentalizzato dall’estrema destra. Tantomeno che compaiono simboli razzisti, saluti romani o inni nostalgici durante la cerimonia. “Joerg Haider era più vicino al Dalai Lama che a politici dell’estrema destra europea e italiana che hanno vantato amicizie con il governatore della Carinzia” spiega a Panorama.it Paolo Quercia, genero del politico austriaco morto in un’incidente stradale sabato scorso, che ha scritto un ricordo del suocero per il numero di Panorama in edicola venerdì 17 ottobre. [...]
Il 18 Ottobre 2008 alle 11:17 Austria: Addio Jörg, non eri razzista come dicevano » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Di Paolo QuerciaGli occhiali di Jörg sono ancora qui sulla sua scrivania assieme agli oggetti più cari. Sulla libreria, un piatto in ceramica donato dal sindaco di Filadelfia. Sulla parete, un tappeto con scritte in arabo, di quelli che i musulmani usano per pregare. Fuori dalla porta di casa, a Klagenfurt, si accumulano i segnali d’amore della gente della sua terra: una pila di lettere scritte a mano, ramoscelli d’abete, un cuore fatto con il muschio, disegni di bambini. Se qualcuno, dopo anni di calunnie e parole al vento, vuole sforzarsi per capire Jörg Haider deve partire da qui, dall’amore della sua terra, la piccola patria carinziana. Deve partire da una chiesetta alpina nascosta tra i boschi della valle dell’Orso, dove la mattina dopo l’incidente si sono riuniti i montanari, in lacrime e increduli. Tenendosi per mano, hanno recitato il Padre nostro in tedesco e sloveno. Gli stessi che 30 anni fa l’avevano visto arrivare in Carinzia. [...]
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