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L’ex presidente egiziano Anwar Sadat
Da mesi gli hacker musulmani si sfidano sul web, divisi tra sciiti e sunniti. L’ultimo colpo è stato messo a segno contro Al Arabiya. Sulla pagina web dell’emittente di Doha è apparso un messaggio minaccioso, sormontato dall’immagine di una bandiera israeliana in fiamme: “Avviso importante: se gli attacchi contro i siti sciiti continuano, nessuno dei vostri siti internet sarà al sicuro”. La guerriglia online si è accesa dalla fine del ramadan, il periodo religioso di digiuno, quando si sono intensificate le incursioni di pirati informatici sunniti contro le comunità sciite, diffuse soprattutto in Iran, Iraq e Azerbaijan. Secondo la Bbc uno dei 300 siti colpiti è quello dell’ayatollah iracheno Ali Al Sistani. A fomentare gli attacchi contro gli sciiti sono state anche le dichiarazioni di Yousuf Al Qaradawi, un predicatore che dalla sua trasmissione quotidiana su Al Jazeera li ha accusati di cercare nuovi fedeli nelle nazioni sunnite, come l’Egitto.
Perché gli hacker sciiti hanno scelto proprio Al Arabiya per rispondere all’offensiva virtuale? La scorsa estate un’associazione iraniana ha organizzato la proiezione di un documentario al Cairo: Execution of the Pharaoh (L’esecuzione del faraone) è un filmato sull’omicidio dell’ex presidente egiziano, Anwar al-Sadat, ucciso nel 1981. Ma l’opinione pubblica si è infiammata per i toni offensivi dell’opera: la federazione di calcio egiziana ha cancellato la partita con l’Iran e la polizia ha chiuso un’emittente satellitare di Teheran con una sede nella capitale dell’Egitto. A poco sono servite le scuse ufficiali: “Il documentario è stato prodotto da un’organizzazione privata” ha detto una fonte diplomatica iraniana “e non rappresenta la posizione ufficiale dell’Iran”. Il giornale Al-Masri Al-Yawm, poi, ha scoperto che in realtà Execution of Pharaoh è la copia di un’inchiesta trasmessa da Al Jazeera due anni prima, ma doppiata in farsi e montata per enfatizzare i punti critici contro Sadat. Dopo settimane di polemiche sulla stampa e sui forum online, l’Egitto ha annunciato che produrrà un documentario, Imam of blood, sulla figura dell’ayatollah Khomeini, padre della rivoluzione islamica in Iran (dove la maggior parte dei fedeli sono sciiti). E la prima emittente a diffondere la notizia è stata Al Arabiiya con il suo sito web. A fare le spese della tensione crescente tra mondo sciita e sunnita sono stati anche i rapporti tra Egitto e Iran: se negli ultimi mesi era iniziato un riavvicinamento tra i due Paesi, ora il dialogo si è raffreddato.
L’omicidio del presidente egiziano Anwar al-Sadat durante una parata militare
- Lunedì 13 Ottobre 2008
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