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Un militare italiano in Afghanistan
Sei soldati italiani sono rimasti feriti lievemente in un attentato avvenuto nei pressi dell’aeroporto di Herat, nell’Afghanistan occidentale, alle alle 7:40 locali (le 5:10 in Italia): si tratta di tre ufficiali, due sottufficiali e un militare di truppa. Il kamikaze si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio dell’Isaf, la forza internazionale sotto comando Nato, in cui sono inquadrate le truppe italiane. Due veicoli hanno subito danni. L’unità di reazione rapida (Qrf) e il nucleo artificieri (Eod) sono subito intervenuti e hanno messo in sicurezza l’area per favorire lo sgombero dei feriti, trasportati nell’ospedale da campo della base italiana di Herat. Anche se le loro condizioni non destano preoccupazione, solo tre restano ricoverati in osservazione: il maresciallo Alessandro D’Angelo, il capitano Giuseppe Cannazza e il maresciallo Fabio Sebastiani. Altri due militari coinvolti nell’attacco e già dimessi sono il tenente colonnello Giovanni Battaglia e il caporale maggiore Giuseppe Laganà. Il nome del sesto ferito non è stato reso noto: le ferite riportate sono di scarsa entità ed è già stato dimesso.
Quello contro gli italiani a Herat è stato il secondo attacco contro un contingente Isaf nelle ultime ventiquatt’ore. Ieri sera a Kandahar, ex roccaforte dei talebani nel sud del Paese, l’aeroporto è stato obiettivo di un lancio di razzi e due soldati del contingente bulgaro sono rimasti feriti in modo non grave, stando a quanto ha riferito questa mattina da Sofia il ministero della Difesa. Dall’inizio dell’anno a tutto settembre sono stati 84 gli attacchi suicidi in territorio afghano, contro i 119 dell’anno precedente: la maggior parte delle vittime sono state civili, sebbene il bersaglio fossero i militari stranieri.
I militari italiani in Afghanistan sono attualmente circa 2.400, tra Kabul ed Herat, nell’ovest, dove è schierato il grosso del contingente. Circa una settimana fa è avvenuto l’avvicendamento al comando della Regione ovest tra il generale Francesco Arena e il generale Paolo Serra: ai fanti della brigata aeromobile ‘Friuli’ sono subentrati gli alpini della ‘Julia’. Lo scorso 5 agosto, a Kabul, l’Italia ha ceduto alla Francia il comando della Regione della capitale nella missione Nato-Isaf: un passaggio di consegne che ha avuto come conseguenza la graduale e progressiva riduzione del contingente. Contestualmente, è stato rafforzato quello di Herat, dove è schierata un’intera brigata, con due ‘battle group’ e altre aliquote operative, che possono contare sugli efficienti mezzi anti-mina ‘Lince’, su diversi elicotteri da trasporto, 6 elicotteri d’attacco Mangusta, 3 velivoli senza pilota ‘Predator’. L’Italia ha deciso di inviare in Afghanistan anche 4 caccia Tornado da ricognizione, che dovrebbero essere operativi tra alcune settimane. Negli ultimi tempi si è assistito ad una recrudescenza di attacchi contro i militari italiani nell’ovest.
- Sabato 18 Ottobre 2008

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