A pochi giorni dall’attesissimo voto americano alcuni giornalisti hanno accusato i due candidati di non fare abbastanza per garantire la libertà di stampa. All’origine della spinosa denuncia c’è la decisione di Barack Obama e di John McCain di far pagare ai giornalisti un biglietto carissimo per accreditarsi alle convention presidenziali previste per il giorno delle elezioni. Stando a quanto hanno fatto sapere dagli Stati Uniti, John McCain ha stabilito che i reporter intenzionati a seguirlo in Arizona (da dove seguirà lo spoglio elettorale) dovranno sborsare 695 dollari. Chi vorrà invece starsene al fianco di Obama nel prestigioso Grant Park di Chicago dovrà essere pronto a pagare tra 715 e 1815 dollari a seconda dei servizi di cui avrà bisogno (linee telefoniche, accesso alla Rete e via dicendo). Ma non basta. I giornalisti che poi vorranno intervistare lo staff del candidato di colore saranno invitati a sganciare ulteriori 935 bigliettoni verdi. Un sacco di soldi insomma, che di certo i freelance o gli operatori delle piccole organizzazioni faranno molta fatica a trovare (cosa che non si potrà invece dire per chi lavora per i grandi network mai a corto di liquidi). Facile intuire che la decisione di imporre un così salato prezzo sia balzata agli onori della cronaca, che in alcuni casi ha gridato alla discriminazione. In un articolo apparso questo fine settimana sul Wall Street Journal il cronista riporta poi i malumori di alcuni colleghi che già prevedono, in caso di vittoria di Obama, possibili tensioni tra il futuro presidente e i media.
Tv egiziana condannata per aver diffuso immagini “scomode”
A volte è proprio dura per i giornalisti egiziani fare il loro mestiere in patria. Stando a quanto ha fatto sapere France Presse, questo fine settimana un’emittente del Cairo è stata condannata a pagare 150mila sterline egiziane (più o meno 20mila euro) per avere diffuso lo scorso aprile un video che riprendeva alcune sommosse. Secondo Nadim Gohar (direttore dell’emittente in questione, la Cairo News Company - ), la pesante multa è arrivata inaspettata, dopo che un tribunale locale ha sentenziato che la società televisiva non aveva ricevuto l’autorizzazione a trasmettere le immagini. Un’assurdità, ha ribattuto Nadim Gohar, che ha annunciato un ricorso. Ma cosa c’era di tanto scottante nei video trasmessi dalla Cairo News? Semplice, delle immagini che riprendevano alcune violente sommosse nella città di Mahalla dove i manifestanti strappavano i manifesti dell’intoccabile presidente egiziano Hosni Mubarak.
Arriva il dominio Internet per i fiamminghi
A breve la Rete si arricchirà di un nuovo dominio Internet. Tre lettere: VLA. Quanto basta a indicare la provenienza fiamminga dei contenuti pubblicati. Già, perché sono ormai diversi anni che le Fiandre (Vlaanderen in lingua locale) non si sentono rappresentate a sufficienza dal loro Stato ufficiale, il Belgio. E così da Bruxelles (che oltre a essere capitale d’Europa e del Belgio è anche il capoluogo fiammingo) hanno fatto sapere che è iniziata la trafila per la registrazione ufficiale del nuovo dominio.
Tre lettere sono però d’obbligo, visto che due (come il nostrano .it) sono riservate solo ai Paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite. L’operazione costerà circa 100mila euro e dovrebbe sdoganare il nuovo dominio entro il 2009. Questo farà felice i numerosi fiamminghi indipendentisti che vedono in questa operazione un primo passo verso la sognata indipendenza.
- Martedì 28 Ottobre 2008
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