L’obiettivo principale del ministero della Salute indiano è da anni quello di scoraggiare i fumatori nel paese. Un obiettivo difficile da raggiungere, soprattutto considerando il fatto che in India le nuove normative vengono spesso vissute come semplici suggerimenti.
Dopo aver analizzato i risultati allarmanti delle ultime ricerche, il governo indiano ha introdotto il 2 ottobre scorso il divieto di fumo nei luoghi pubblici: ristoranti, discoteche, alberghi, centri commerciali, aeroporti, stazioni ferroviarie, biblioteche, fermate dei mezzi e parchi.
L’India ha scelto di colpire i suoi 120 milioni di fumatori, metà dei quali di età inferiore ai 30 anni. Chi non rispetterà il nuovo divieto dovrà pagare una multa di 200 rupie (poco più di 4 dollari americani).
In queste ultime settimane sono stati tanti i fumatori accaniti che hanno dovuto pagare. All’entrata principale della stazione ferroviaria di New Delhi è stato appeso di recente un nuovo cartello blu con una scritta bianca: “Smoking and spiting are strictly prohibited in station area”. Nonostante la scritta sia grande e ben visibile, i funzionari incaricati di effettuare un controllo hanno sorpreso moltissime persone con una sigaretta nascosta tra le dita e sono stati costretti a multarli.
Un video della BBC girato qualche giorno lo testimonia.
Secondo uno studio condotto dal New England Journal of Medicine, ogni anno in India 900,000 persone muoiono a causa del fumo (anche quello passivo) e si teme che entro il 2010 questo dato salirà ad un milione. In media chi fuma bidi - le sigarette più comuni ed economiche del paese - perde dai 6 agli 8 anni di vita, a seconda che si tratti di un uomo o di una donna.
Dopo Cina e Stati Uniti, l’India è il terzo produttore e consumatore di tabacco al mondo. Le spese sostenute dal sistema sanitario per le malattie legate al fumo superano però il giro d’affari generato dall’industria del tabacco.
Far rispettare questo nuova regola, così poco gradita per molti, non sarà certo facile. Le leggi adottate contro il fumo negli anni passati non sono mai state rispettate. Gli stati Bihar e Maharashtra hanno già annunciato che non avranno i mezzi economici adeguati per far osservare questo divieto.
Il Ministro della salute indiano, Anbumani Ramadoss, non ha però intenzione di mollare. Ha obbligato gli attori di Bollywood ad eliminare tutte le scene in cui si vedono sigarette o fumatori in procinto di accendersene una. Prendendo l’esempio della Thailandia, della Gran Bretagna e del Sud Africa, il Ministro ha avviato una massiccia campagna anti-fumo attraverso televisione, radio e quotidiani. Le abitazioni private non sono state incluse nel provvedimento e potrebbero diventare il rifugio ideale per continuare a fumare rispettando la legge.
- Mercoledì 29 Ottobre 2008

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