Quella delle prigioni segrete è una questione che in tanti, a Pechino, fanno finta di ignorare. Si tratta di “rifugi” gestiti da agenti di polizia inviati nella capitale dai governi delle province per tenere sotto controllo quei cittadini che, insoddisfatti del sistema giuridico locale, intendano rivolgersi a Pechino per avere giustizia. L’ultimo caso ha visto come protagonisti Maxing Rong e Xu Zhiyong, rispettivamente una cittadina dell’Henan e un professore di diritto costituzionale di Pechino.
È dai tempi dell’imperatore che i cittadini cinesi identificano l’autorità della capitale come quella di ultima istanza, quella a cui si può chiedere giustizia tutte le volte che ci si sente vittime di un sopruso. In linea con la tradizione, Maxing Rong era arrivata a Pechino a fine settembre per rivendicare il proprio diritto a ricevere un risarcimento di 100.000 yuan (circa 10.000 Euro) così come previsto in una sentenza mai applicata che, otto anni prima, aveva condannato il pirata ubriaco che aveva investito e poi abbandonato sul ciglio della strada il figlio delle donna. Tuttavia, ancora prima di consegnare la propria petizione, Maxing Rong è stata arrestata dagli agenti provinciali presenti in città e portata in una prigione segreta per poi essere rispedita a casa, dove verrà processata con l’accusa di essersi recata a Pechino per mettere in cattiva luce l’operato del governo provinciale.
L’obiettivo delle prigioni segrete, infatti, è proprio quello di evitare che all’orecchio dei giudici della capitale arrivino voci relative a un cattivo funzionamento delle corti regionali e provinciali. Ma se i politici pechinesi fanno finta di non sentire, gli attivisti non mancano di denunciare i soprusi che si verificano in questi luoghi.
Xu Zhiyong è stato il primo a parlare delle prigioni segrete. Il costituzionalista pechinese ne avrebbe identificate quattro: l’Ostello della gioventù di Taiping street, quello di Fenglong e gli hotel Juyuan e Jingyuan. Non solo: Xu Zhiyong si sarebbe recato con un gruppo di amici presso una di queste prigioni per negoziare con le guardie il rilascio dei reclusi, raccontando sul suo blog che “la prima volta (il 21 settembre, ndr), quando sono andato a visitare una prigione, i due carcerieri mi hanno detto che le persone rinchiuse erano lì volontariamente. Ma quando ho provato a chiamare sul cellulare una donna che mi aveva contattato, è comparsa subito e si è gettata verso la finestra provando invano a uscire. I carcerieri mi hanno detto che mi sarei pentito di quello che avevo fatto”. Infatti, in occasione della seconda “visita”, il 13 ottobre, Xu Zhiyong è stato picchiato da un gruppo di poliziotti giunti sul posto a bordo di un’auto targata MG8790, che lo hanno sorpreso alle spalle e gli hanno ordinato di non farsi più vedere. La scena è stata ripresa da Zuola, amico di Xu Zhiyong cui era stato affidato il compito di restare di vedetta in un incrocio. “Sono rimasto nei pressi della prigione fino a che Xu Zhiyong non mi ha urlato di scappare, visto che alcuni agenti si stavano dirigendo anche verso di me”, ha raccontato sul suo blog.Reazione prevedibile. I carcerieri erano stati chiari: si tratta di un affare di Stato, e i civili dovrebbero starne fuori. Durante le Olimpiadi, ai cinesi era stato garantito, a parole, il diritto di manifestare e protestare. Poi, anche per evitare di affollare e allo stesso tempo pubblicizzare l’esistenza di queste prigioni, il diritto di petizione è stato cancellato e non più ripristinato, neppure nelle forme più blande.
- Mercoledì 29 Ottobre 2008

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.