D’ora in poi la moglie avrà il diritto di picchiare il marito per difendersi. Due esponenti religiosi di fama mondiale e il più antico istituto accademico del mondo islamico, hanno deciso nei giorni scorsi di prendere una posizione per tutelare la donna all’interno della sua famiglia, spesso luogo di discussioni, litigi, e a volte violenze.
Il 35% delle donne egiziane, secondo Amnesty International, muore ogni anno a causa della violenza domestica. Sono forse questi numeri drammatici ad aver spinto l’istituto islamico ad intervenire.
“Tutti gli esseri umani sono uguali davanti a Dio” dice al quotidiano egiziano Al-Masry El-Youm Sheikh Abdel-Hamid Al-Atrash, una delle massime autorità sunnite e presidente della commissione delle Fatwa (sentenze religiose) dell’università Al Azhar del Cairo. Ogni individuo ha il diritto di difendersi, indipendentemente dal sesso a cui appartiene.
Si spinge oltre l’esponente religioso saudita Abdel-Mohsen Al-Abyakan, secondo il quale la moglie dovrebbe ricorrere allo ‘stesso tipo di violenza’ che suo marito ha utilizzato contro di lei. Anche l’omicidio, ultima delle possibilità, può essere legittimo.
Per l’intellettuale turco Fethullah Gülen,
che da anni promuove i principi islamici moderati, la donna dovrebbe imparare le arti marziali e rispondere alla violenza domestica con due colpi per ciascuno ricevuto. Lo studioso, in un’intervista rilasciata al Today’s Zaman, consiglia alle donne sposate senza figli di lottare per ottenere il divorzio.
Su questo tema interviene anche l’Unione Europea, che, in cooperazione con l’Organizzazione non governativa Media Arts for Development, ha lanciato la scorsa estate una serie tv per suggerire valori e far riflettere le donne egiziane su discriminazione, diritti, violenza domestica e pari opportunità. Si tratta del telefilm Coiffeur Ashwaq, una commedia ambientata nella sala d’aspetto di un salone di bellezza, transito per decine di donne e di storie diverse.
- Giovedì 30 Ottobre 2008

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Il 31 Ottobre 2008 alle 10:23 Rassegna stampa - Quello che succede - DonnaModerna ha scritto:
[...] D’ora in poi la moglie avrà il diritto di picchiare il marito per difendersi. Due esponenti religiosi di fama mondiale e il più antico istituto accademico del mondo islamico, hanno deciso nei giorni scorsi di prendere una posizione per tutelare la donna all’interno della sua famiglia, spesso luogo di discussioni, litigi, e a volte violenze. Il 35% delle donne egiziane, secondo Amnesty International, muore ogni anno a causa della violenza domestica. Sono forse questi numeri drammatici ad aver spinto l’istituto islamico ad intervenire. “Tutti gli esseri umani sono uguali davanti a Dio” dice al quotidiano egiziano Al-Masry El-Youm Sheikh Abdel-Hamid Al-Atrash, una delle massime autorità sunnite e presidente della commissione delle Fatwa (sentenze religiose) dell’università Al Azhar del Cairo. Ogni individuo ha il diritto di difendersi, indipendentemente dal sesso a cui appartiene. Si spinge oltre l’esponente religioso saudita Abdel-Mohsen Al-Abyakan, secondo il quale la moglie dovrebbe ricorrere allo ’stesso tipo di violenza’ che suo marito ha utilizzato contro di lei. Anche l’omicidio, ultima delle possibilità, può essere legittimo. (Panorama.it) [...]
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