
Extraterrestri in una puntata de “I Simpson”.
Nessuno pensi a omini verdi né a dischi volanti. “I’m an alien, I’m a legal alien, I’m an englishman in New York”. Un alieno “legale”. Così cantava Sting, in quanto “inglese a New York”. E così sono chiamati tutti gli immigrati negli Stati Uniti d’America. “Aliens”. Legali o no, che si tratti di professori universitari provvisti di green card o di clandestini entrati dal Messico. Si stima siano circa 29 milioni di persone in tutti gli Usa. Più o meno il 10 per cento della popolazione. E anche loro sono certo interessati a come andrà a finire, tra una settimana, la sfida tra Obama e Mc Cain. Non avranno voce in capitolo: solo i cittadini americani possono votare. Ma uno studio di design ha pensato anche a loro: il Cuban Council (niente a che fare con l’Isola di Fidel) ha creato il sito alienvote.org, in cui gli immigrati residenti negli states possono esprimere la loro preferenza. “Gli “alieni” sono tanti quanto gli abitanti di New York e del New Jersey” spiegano gli autori nelle motivazioni, “possiedono case e beni, pagano le tasse, sostengono l’economia e vanno nelle scuole pubbliche. Vogliamo vedere se questa minoranza silenziosa sarebbe in grado di influenzare l’esito delle elezioni”. I risultati del sondaggio saranno resi noti solo dopo il 4 novembre. Ma per i blogger conservatori non c’è dubbio su chi sia il preferito degli “alieni”: “Con Osama Obama diventeranno tutti cittadini americani, è chiaro che votano per lui” scrive questo utente del forum del social network Omgili . E c’è chi teme le “infiltrazioni” degli immigrati nelle urne: “Terry Johnson, sceriffo della North Carolina, ha dichiarato che il sistema dello Stato è pieno di falle: basta una licenza di guida per registrarsi alle liste elettorali, non ci sono abbastanza controlli” scrive la rivista mensile “American Renaissance“. Un paradosso, per un Paese che, dai Padri Pellegrini del Mayflower in poi, ha sempre visto arrivare gli “alieni” di tutta la terra.
Intanto la campagna elettorale si fa sempre più serrata, ma per qualcuno c’è già un vincitore. A 60 anni dalla clamorosa gaffe del ‘Chicago Tribune’ che annunciò a titoli cubitali la sconfitta del democratico Harry Truman ad opera del repubblicano Thomas Dewey, un quindicinale del New Mexico è uscito con la notizia dell’elezione del senatore dell’Illinois. “Obama vince”, ha scritto il “New Mexico Sun News” che ha mandato in edicola l’edizione del 26 ottobre-8 novembre, successiva all’election day del 4 novembre. La rivista ha spiegato le ragioni della scelta scherzandoci sopra: “Tutti vogliono essere i primi a dare la notizia del vincitore dell’elezione presidenziale. Il New Mexico Sun News oggi si attribuisce lo scoop”. Il candidato democratico, invece, fa gli scongiuri e spera di non fare la fine di Dewey.
- Venerdì 31 Ottobre 2008

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