La valanga Obama rischia di travolgere non solo il suo rivale, ma anche l’intero partito Repubblicano. Il Grand Old Party non solo può perdere la Casa Bianca, ma corre anche il pericolo di essere messo in un angolo al Congresso. La geografia politico-istituzionale degli Stati Uniti potrebbe essere rivoluzionata dal Martedì Elettorale. Se per Obama, la quota magica è 270, il numero dei Grandi Elettori necessari per diventare presidente, per il Partito Democratico, l’obiettivo è arrivare al traguardo dei sessanta senatori, una cifra che permetterebbe a Barack Obama, se venisse eletto, di bypassare ogni possibile ostruzionismo parlamentare da parte dei repubblicani.
Il neo presidente avrebbe davanti a sé un’autostrada per far passare i provvedimenti di legge che, invece, in situazione di sostanziale parità di seggi, rischierebbero di naufragare al Senato. L’aria che tira in queste ore è quasi di panico nelle fila dei repubblicani. Molti di loro rischiano di non essere riconfermati. Anche nelle loro roccaforti. Sembra di essere di fronte ad una chiara inversione di tendenza. Lo ha dichiarato al New York Times il responsabile della campagna elettorale per il Senato del Partito Democratico, Charles E. Schumer. “Sappiamo di essere sull’onda del momento - ha detto - ma siamo anche consapevoli che arrivare a quota 60 sarà difficile perché vorrebbe dire vincere in molti “Stati Rossi” (dal colore del partito di John McCain).
Le parole di Schumer sembrano essere confermate da diverse analisi indipendenti, secondo le quali, i democratici avrebbe oltrepassato il loro rituale territorio di caccia elettorale - le grandi e medie città –per arrivare anche sfondare anche nei sobborghi della middle class e addirittura, in alcune zone rurali. E’ anche in queste zone, la crisi economica a condurre le danze della campagna elettorale. I candidati democratici hanno avuto gioco facile a puntare su questo tema per togliere consenso ai senatori rivali. Lo ha ammesso con molta sincerità Rebecca Fisher, a capo della macchina di propaganda del Partito Repubblicano. “Si, è possibile che arrivi un fortissimo terremoto - ha dichiarato sempre al Nyt — in grado di spingere questo paese verso sinistra. Così tanto che poi ci vorranno poi generazioni per riportarlo verso di noi”. I sondaggi della vigilia danno corpo alle preoccupazioni della Fisher. Queste rilevazioni dicono che, su un totale di 35 poltrone in palio, i candidati democratici potrebbero vincere addirittura in 11 dei 23 stati ora nelle mani dei repubblicani, compresi alcuni stati del sud, come la Georgia o il Mississippi. Attualmente al senato, il Partito Democratico ha 51 voti a disposizione (su 100 seggi). Una maggioranza esigua, ottenuta grazie all’appoggio di due indipendenti. Se le premesse della vigilia venissero mantenute, al partito di Obama basterebbe quindi vincere “solo” nove sfide per arrivare al controllo totale (e indisturbato) del ramo nobile del Congresso Usa.
Ce la faranno ? Si vedrà all’apertura delle urne. Certo è che i repubblicani stanno dando loro una grossa mano. Non solo per gli errori commessi a livello nazionale, ma anche per qualche piccolo “infortunio” a livello locale. Come in Alaska, lo stato di Sarah Palin, dove il senatore Ted Stevens è rimasto coinvolto - e condannato - per uno scandalo finanziario. Per questo, il seggio di Anchorage sembra essere destinato a cadere nelle mani democratiche. Il partito della Speaker Nancy Pelosi sembra essere destinato a vincere anche la maggioranza delle sfide per la Camera dei Rappresentanti, dove consoliderebbe la sua maggioranza. Ad aiutare la “Corsa” dei democratici c’ é anche il fattore “denaro”. Fiumi di dollari, quasi il doppio di quelli spesi dai repubblicani, sono stati immessi in questa, decisiva, campagna. In questo, roseo panorama futuro, per i Democrats, ci sono alcune incognite. La prima, riguarda il Senato. E’ vero che la maggioranza assoluta sembra a portata di mano, ma molti dei candidati presentati sono indipendenti o moderati, proprio per conquistare gli elettori non iscritti ai due partiti, oppure, addirittura, per “rubare” voti ai repubblicani.
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Non è detto però che questi senatori indipendenti, poi, una volta a Capitol Hill, decidano di seguire le indicazioni del partito, votando le leggi proposte dal presidente. Poi c’ é il fattore “Balance of Power”. I repubblicani stanno spingendo molto sul tasto della “dittatura del partito unico”. “Casa Bianca e Congresso interamente in mano al partito di Barack Obama - ha detto John McCain - sarebbe un danno per l’essenza stessa della nostra democrazia”. E’ un buon argomento in una nazione creata sul rispetto dell’indipendenza del potere esecutivo da quello legislativo, ma non è detto che possa essere utile per convincere gli elettori a votare ancora una volta per il Gop. Certo è che i democratici hanno di fronte a loro un’occasione storica. Dopo 8 anni di George W. Bush, hanno la concreta possibilità di iniziare un nuovo ciclo politico, istituzionale che vada avanti per gli anni a venire. Sarà questa l’America che uscirà dalle urne?
Stato per Stato, i sondaggi da usaelectionpolls.com
| State | #EV | Date | BO | JM |
| Weighted Nat’l Avg | X | X | 46.2 | 41.5 |
| California | 55 | 10/29-31 | 50 | 36 |
| Texas | 34 | 10/21 | 44 | 54 |
| New York | 31 | 10/21-22 | 65 | 29 |
| Florida | 27 | 10/29-31 | 50 | 46 |
| Illinois | 21 | 11/1 | 60 | 38 |
| Pennsylvania | 21 | 11/1 | 52 | 46 |
| Ohio | 20 | 10/28-29 | 45 | 47 |
| Michigan | 17 | 10/28-31 | 53 | 37 |
| Georgia | 15 | 10/30 | 47 | 52 |
| New Jersey | 15 | - | - | |
| North Carolina | 15 | 10/29 | 50 | 48 |
| Virginia | 13 | 10/31-11/2 | 52 | 46 |
| Massachusetts | 12 | 10/20-22 | 53 | 34 |
| Indiana | 11 | 10/28-31 | 48 | 48 |
| Missouri | 11 | 10/29 | 47 | 50 |
| Tennessee | 11 | 10/21-22 | 38 | 54 |
| Washington | 11 | 10/27-31 | 51 | 39 |
| Arizona | 10 | 10/28-30 | 46 | 50 |
| Maryland | 10 | 9/17-19 | 54 | 39 |
| Minnesota | 10 | 10/29-31 | - | - |
| Wisconsin | 10 | 10/28-29 | 55 | 39 |
| Alabama | 9 | 6/26 | 36 | 51 |
| Colorado | 9 | 10/28-30 | 52 | 45 |
| Louisiana | 9 | 10/21 | 41 | 57 |
| Kentucky | 8 | 10/29 | 43 | 55 |
| South Carolina | 8 | 10/28-29 | 44 | 52 |
| Connecticut | 7 | 10/18-22 | 56 | 31 |
| Iowa | 7 | - | - | |
| Oklahoma | 7 | 10/18-19 | 35 | 59 |
| Oregon | 7 | 10/30 | 54 | 42 |
| Arkansas | 6 | 10/28-31 | 44 | 51 |
| Kansas | 6 | 10/21-22 | 41 | 53 |
| Mississippi | 6 | 10/27 | 45 | 53 |
| Nebraska | 5 | 9/30 | 37 | 56 |
| New Mexico | 5 | 10/29-31 | 52 | 45 |
| Nevada | 5 | 10/28-29 | 47 | 43 |
| Utah | 5 | 10/24-30 | 32 | 57 |
| West Virginia | 5 | 10/23-26 | 40 | 50 |
| Hawaii | 4 | 9/7-12 | 63 | 32 |
| Idaho | 4 | 9/9 | 29 | 68 |
| Maine | 4 | 11/1 | 56 | 43 |
| New Hampshire | 4 | - | - | |
| Rhode Island | 4 | 9/13 | 58 | 39 |
| Alaska | 3 | 10/28-30 | 39 | 58 |
| Delaware | 3 | 10/10 | 56 | 41 |
| South Dakota | 3 | 10/30 | 44 | 53 |
| Montana | 3 | 10/29 | 46 | 50 |
| North Dakota | 3 | 10/28-29 | 46 | 47 |
| Vermont | 3 | 9/18-22 | 56 | 38 |
| Wyoming | 3 | 10/18-19 | 37 | 58 |
| District of Columbia | 3 | 9/11-13 | 82 | 13 |
- Lunedì 3 Novembre 2008

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Il 3 Novembre 2008 alle 19:48 Corrado Buccieri ha scritto:
Domani,festa grande.
Il 4 Novembre 2008 alle 10:31 Election day: tremano i repubblicani » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: La valanga Obama travolgerà anche il Congresso? [...]
Il 5 Novembre 2008 alle 6:18 Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti » Panorama.it - Mondo ha scritto:
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