
Bambini e bambine congolesi sono stati costretti ad imbracciare i fucili e combattere da ribelli ugandesi che li hanno rapiti nel corso di un attacco sferrato sabato scorso in una zona al confine tra Congo e Sudan. La denuncia giunge dalla Caritas.
A seguito dell’attacco, che ha interessato la città di Dungu Duruma, circa 56.000 perone sono state costrette a fuggire nella foresta mentre il gruppo ribelle ugandese del “Lord Resistance Army” faceva razzie.
La Caritas congolese, che ha avviato un intervento umanitario a favore di 90.000 sfollati dal nord-Kivu, sta organizzando un intervento di emergenza anche in questa zona, per assistere 4000 famiglie costrette a fuggire e rimaste senza nulla. In vista di un aggravamento dell’emergenza sfollati, la Caritas, che ha avviato anche uno specifico programma di aiuto ai bambini-soldato, ha lanciato un appello ai donatori.
Nel frattempo, secondo quanto riferito da fonti dell’Onu, si registrano nuovi scontri tra le forze ribelli di Laurent Nkunda e miliziani Mai-Mai, esplosi nei pressi di Rutshuru, località a circa 75 chilometri a nord di Goma, dove oggi è giunto in visita il nuovo premier Adolphe Muzito. I Mai-Mai hanno costituito formazioni locali di autodifesa che si sono schierate con l’esercito regolare. Gli scontri vengono segnalati nella zona di Kiwanja, dove è dislocata anche una unità della missione delle Nazioni Unite nella Rdc (Monuc), ma al momento non si conosce la portata dei combattimenti.
I combattimenti sono ripresi a infuriare con grande intensità invece nella provincia del Nord Kivu, all’estremità orientale della Repubblica Democratica del Congo, zona ormai da giorni assediata dalle forze insurrezionali del Cndp, il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, guidate dal generale rinnegato Laurent Nkunda, capo dei ribelli. Protagoniste degli scontri ancora una volta sono state queste ultime: per una volta, tuttavia, non contro le truppe regolari congolesi bensì contro le milizie Mai-mai di Rutshuru, situata appena una sessantina di chilometri a nord di Goma, ai confini con Ruanda e Uganda e sul limitare del Parco Nazionale dei Monti Virunga. I miliziani, attivissimi in tutte le guerre che si sono susseguite nella regione dei Grandi Laghi, in passato si sono talora schierati al fianco dei governativi, e potrebbero aver fatto altrettanto anche adesso. Si tratta in realtà di gruppi armati che non fanno capo ad alcuna etnia o movimento politico, ma semplicemente ad anziani delle varie tribù, a signori della guerra, capi villaggio o addirittura mercenari; teoricamente si battono per la difesa dei rispettivi territori, di fatto mettono uomini e mezzi a disposizione del miglior offerente, cambiando in continuazione le alleanze.
Laurent Nkunda ha detto che estenderà la sua guerriglia fino alla capitale Kinshasa se il governo non accetterà di trattare con lui.
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- Martedì 4 Novembre 2008

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