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Obama si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio, ma il suo esordio sulla scena internazionale come Presidente Usa potrebbe avvenire prima: funzionari dell’amministrazione Bush stanno infatti verificando la possibilità che il successore di George W. Bush partecipi al vertice del G20 sulla crisi economica, in programma a Washington per il 15.
Nel primo giorno dopo le elezioni Obama ha già nominato il suo capogabinetto: ha scelto il deputato dell’Illinois Rahm Emanuel, un clintoniano di ferro, come chief of staff della sua amministrazione. Alla Casa Bianca, i texani di George W. Bush si preparano a fare le valige: arriva la squadra di Chicago. Guidata dall’ex capo di gabinetto di Bill Clinton, l’italo-americano di Chicago John Podesta, la transizione per una nuova amministrazione Barack Obama è già cominciata.
Con Podesta lavorano a stretto contato di gomito i concittadini Valerie Jarrett, economista, e David Axelrod, l’architetto della vittoria. La priorità immediata del presidente eletto è la nomina del nuovo ministro del Tesoro: in pole position c’è l’ex ministro del Tesoro di Clinton, Lawrence Summers. La poltrona è bollente per la peggior crisi economica e finanziaria dai tempi della Grande Depressione: la decisione potrebbe arrivare in settimana e comunque prima del G20 del 15 novembre a Washington. Oltre a Summers, nel toto-nomine per l’eredità di Henry Paulson figurano un ‘grande vecchio’, l’ex capo della Fed Paul Volcker, e un giovane, il presidente della Fed di New York Timothy Geithner, 47 anni come Obama. Più un ex Goldman Sachs, il governatore del New Jesey John Corzine: “Mi piace il lavoro che faccio, ma mai dire mai”, ha detto alla Cnbc, aggiungendo di non aver parlato con nessuno dello staff di Obama della questione. Hillary Clinton alla Giustizia: possibile ma non probabile.
Mentre tra i nomi che circolano per il posto di Attorney General c’è anche quello di Andrew Cuomo, figlio dell’ex governatore italo-americano dello stato di New York, Mario Cuomo, che ha dato negli ultimi mesi battaglia a colpi di denunce contro i superbonus dei Ceo di Wall Street.
La poltrona del Pentagono potrebbe per il momento rimanere a Bob Gates, mentre per il posto di Consigliere della Sicurezza Nazionale Obama potrebbe puntare sulla ’sua’ Rice: Susan Rice, 44 anni, afroamericana come Condi e anche lei con radici a Stanford, è stata la guru di politica estera nella campagna dopo aver servito come assistente segretario di Stato per l’Africa sotto Clinton. Una donna, la deputata Jane Harman, potrebbe diventare ‘zarina’ dell’intelligence. Per il dipartimento di Stato sta facendo una lobby spietata il senatore John Kerry (Obama è stato messo in guardia, ai repubblicani non piace), mentre si parla anche del deus ex machina degli accordi di Dayton sulla ex Jugoslavia e ex ambasciatore all’Onu Richard Holbrooke: appoggio’ Hillary durante le primarie.
- Giovedì 6 Novembre 2008

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Commenti
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Il 7 Novembre 2008 alle 0:55 carlo.tosi ha scritto:
Il neo eletto Obama è già al lavoro, ed il nostro presidente dalla Russia commenta definendolo “ABBRONZATO”. Questo è il nostro capo del governo che mandiamo in giro per il mondo a fare colossali gaff e figuracce di cacca, (il brutto è che le fa fare all’Italia intera). Se non gli scrivono tutto ciò che deve dire in pubblico, e si avventura in qualche discorso spontaneo, inevitabilmente scivola nel grottesco, o maleducato o volgare o grezzo. Magari lui le intende come battute, invece sono solo colossali figuracce che producono grande imbarazzo o giusto risentimento fra le platee che lo ascoltano.
Ci vuole poi sempre qualcuno che si affanna nel tentativo di metterci una pezza, spiegando che è stato frainteso, magari dalla solita stampa di sinistra, che ha falsato le parole uscite dalla sua bocca. La storia recente è piena di queste imprese vergognose, per finire con quest’ultima infelice “battuta” sul neopresidente Obama, pronunciata in Russia. Una trovata simile l’aveva rivolta, tempo fa, anche alla bravissima (e bellissima) giornalista israeliana Rula Jebral. Personalmente mi vergogno in occasioni come queste, di essere italiano, o meglio di essere rappresentato da una persona di così basso rispetto per il resto del mondo. Uno che, se non sei in sintonia, sei solo uno “sporco comunista”. Ci consoliamo considerando che il suo grande amico e modello da seguire come politico, Bush, abbia preso una sonora e clamorosa bocciatura dagli americani, che hanno dato fiducia invece al giovane Obama.
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