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La Tour Eiffel illuminata con i colori europei per celebrare l’inizio della presidenza francese della Ue (Afp)
Il 15 novembre, data del G20, si avvicina. E al summit tra le principali economie del pianeta (un G8 allargato ai paesi emergenti e alla Spagna, inclusa oggi), l’Europa vuole arrivare con una voce sola. Nicolas Sarkozy, presidente di turno del consiglio europeo, vuole essere quella voce. “Chiederemo subito decisioni forti, ambiziose e operative” ha detto oggi al termine del vertice dei capi di stato dei 27 a Bruxelles, “proposte concrete entro 100 giorni, non sarà una serata mondana”. Contrariamente a quanto era sembrato ieri, il neopresidente americano Barack Obama non sarà presente al vertice, anche se probabilmente concorderà con gli uomini di Bush le decisioni per il futuro, “La crisi è grave, non potevamo aspettare il suo insediamento” ha detto il presidente francese. Ma certo Obama sarà a Washington nei giorni del vertice per incontrare bilateralmente i leader mondiali e gettare le basi del secondo G20, che si terrà quando ormai sarà insediato alla Casa bianca.
L’obiettivo dell’Ue è riscrivere le regole dei mercati: nella dichiarazione conclusiva del vertice informale dei leader si parla di rafforzare le regole e la vigilanza, ”combattendo ogni forma di protezionismo”, ”trasformando il Fondo monetario internazionale nella principale istituzione responsabile della stabilità finanziaria mondiale” e realizzando un ‘’sistema di allerta globale” contro i rischi. Tra i cinque punti indicati affinché si traducano in decisioni al G20, oltre alla fine dei paradisi fiscali, c’è una riforma delle agenzie di rating, delle norme contabili, un codice di condotta per evitare che nell’industria finanziaria siano presi rischi eccessivi, senza escludere il sistema remunerativo.
Infine si chiede di “affidare all’Fmi la responsabilità prima, con l’Fsf, di raccomandare misure per ristabilire la fiducia e la stabilità. Il Fondo dovrà inoltre essere dotato delle risorse necessarie e degli strumenti appropriati per sostenere i Paesi in difficoltà ed esercitare pienamente il suo ruolo di sorveglianza macroeconomica”. ”Partiamo con un mandato unanime per portare la posizione comune dei 27 al G20 del 15 novembre”, ha assicurato Silvio Berlusconi, giudicando buono il documento ”in cinque punti concreti” di fatto formalizzato oggi dai leader europei. Il premier è stato chiamato questa notte dal presidente eletto Barack Obama, dopo la conferenza stampa tenuta da quest’ultimo a Chicago. “Una lunga e cordiale telefonata” così la definisce una nota di Palazzo Chigi, “in cui è stato confermato lo stretto rapporto di amicizia e collaborazione fra i due paesi anche in vista dell’imminente presidenza italiana del G8”. Il colloquio con il premier era atteso dopo che, in giornata, il nuovo “commander in chief” aveva chiamato tutti gli altri leader del G8.
- Venerdì 7 Novembre 2008

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Commenti
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Il 8 Novembre 2008 alle 0:44 carlo.tosi ha scritto:
Staremo proprio a vedere con quale faccia tosta berlusconi si presenterà ad Obama. Dopo le infelici “battute” che sono uscite dalla sua bocca, c’è da aspettarsi la solita scena di uno che vuole fare e sembrare simpatico, il solito sorriso di plastica, e sicuramente altre frasi fuori luogo. Comunque tranquilli, probabilmente Obama ha già soppesato il tipo e lo incontrerà solo come proforma, ma concedendogli il credito e la stima che si merita, cioè zero.
Il 8 Novembre 2008 alle 11:49 artisticamente ha scritto:
Dopo aver chiamato i Grandi Leader d’Europa, in un momento di pausa, (probabilmente mentre era seduto sul water),il Presidente Obama ha chiamato “testa d’asfalto”….
Siamo ridotti male…..
Quando il nano andrà alla Casa Bianca, lo faranno passare dalla porta di servizio, dalle cucine…….
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