
Dopo aver eliminato dalla dieta latte, brioches, biscotti, uova, birra e altre bevande dissetanti alla frutta per le possibili contaminazioni con la melamina, i cinesi da oggi si vedono costretti a rinunciare anche all’acqua. Per lo meno a quella messa in commercio da Master Kong, uno dei principali produttori locali di acqua minerale, bevande analcoliche e noodles istantanei.
La Master Kong è accusata di aver provocato ustioni alla bocca mettendo sul mercato bevande che contengono una quantità di cloro 3.800 volte superiore ai livelli di sicurezza. La maggior parte dell’acqua impiegata negli stabilimenti Master Kong viene dall’inquinatissimo fiume Hanjian, che già a febbraio era stato dichiarato inutilizzabile perché infestato da alghe e ricoperto da una schiuma rossastra.
Dallo Xinjiang, un ragazzo ha denunciato di essersi bruciato la bocca dopo aver bevuto solo un sorso di acqua Master Kong. Dall’Hubei, invece, Xiang Jianghua ha raccontato di non essersi ritrovato soltanto con il palato ustionato, ma di aver anche vomitato sangue. Dopo aver denunciato la Master Kong, Xiang Jianghua è stato risarcito con 2.000 yuan (200 euro), molti di meno rispetto ai 20.000 richiesti dal suo legale. L’azienda cinese, infatti, si è difesa sostenendo che i problemi del giovane sarebbero stati causati dalla manomissione della bottiglia da lui acquistata, e non dalla presunta cattiva qualità delle bevande.
Pian piano le denunce cominciano a moltiplicarsi. L’ultima è quella di un pechinese che sostiene di essersi bruciato la bocca e di aver sofferto di un terribile mal di stomaco dopo aver bevuto solo un sorso d’acqua da una bottiglietta acquistata in una bancarella. Ma i consumatori non sono gli unici a lamentarsi. Wang Ran, titolare di un negozietto a Xiangfan, la città in cui si trovano gli stabilimenti Master Kong, ha confermato che la qualità di queste bevande non è delle migliori. Una volta Wang Ran ha perfino acquistato 1.500 bibite, in molte delle quali non era indicata la data di imbottigliamento. Un suo cliente, dopo averne acquistate un paio, tornò poi in negozio lamentando che quelle bevande gli avevano provocato una forte diarrea. In quell’occasione, l’azienda si rifiutò di accordare qualunque tipo di risarcimento, ma quando il proprietario del negozio denunciò l’episodio in rete, venne subito contattato da un dirigente della Master Kong che gli inviò 800 Yuan (80 euro) per coprire le spese mediche del suo cliente e 4.500 bottiglie di bibite gratis.
Da poco si è scoperto che dal 12 ottobre 2007 le bevande Master Kong compaiono sulla lista nera del Ministero della Sanità cinese, che le considera pericolose perché cariche di batteri e additivi potenzialmente tossici. A questo punto, però, bisognerebbe chiedersi per quale motivo, da allora, non sono state ancora ritirate dal mercato.
- Lunedì 10 Novembre 2008
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