
Al G20 appena terminato c‘era un altro grande assente oltre a Barack Obama: il premier olandese Jan Peter Balkenende che, appena atterrato a Washington, è dovuto ripartire per la morte improvvisa di suo padre. Obama ha comunque mandato due suoi rappresentanti - l’ex segretario di Stato Madeleine Albright e l’ex deputato Jim Leach. E anche se nel comunicato dello staff di Obama non sono mancate piccole gaffe (“pronti a vedere lo staff di Prodi” anziché Berlusconi), i due hanno lavorato sodo, incontrando tutte le delegazioni.
Dmitrij Medvedev, il presidente russo, per tutto il Summit ha mantenuto un atteggiamento molto distaccato. Solo durante l’incontro con la stampa, alla presenza della stessa Albright, si è permesso di scherzare. E a sorpresa ha svelato qualche dettaglio interessante. Alla domanda sul perché avesse fatto il suo discorso alla nazione proprio il giorno della vittoria di Obama e avesse parlato dei missili Iskander da installare a Kaliningrad, ha risposto: “Pensate che fosse un ricatto? Vi dico la verità. Pensavo di fare questo discorso prima. Mi avevano dato il testo due volte, e non mi piaceva. Alla fine ho dovuto prendere io la penna e riscriverlo. E ho messo la data – il 5. Con tutto rispetto per gli USA e per Obama, non ricordavo che le presidenziali americane fossero avvenute il giorno prima”.
Medvedev ha ribadito ancora che se gli Usa non installeranno uno scudo antimissile in Europa, la Russia non installerà i missili vicino alla frontiera: “Noi speriamo nella nuova amministrazione americana e rimaniamo aperti a un dialogo. Sullo scudo antimissile, noi non facciamo il primo passo. Solo se il programma andrà in una direzione per noi inaccettabile, inizieremo a reagire”.
Alla domanda di Madeleine Albright sulle ragioni del progetto di prolungamento del mandato presidenziale in Russia Medvedev ha risposto: “Ogni potere vuole rafforzare la sua posizione. Ma io pensavo ad altro: rafforzare la stabilità politica. Forse, tra 30-40 anni si potrà ritornare al vecchio mandato (4 anni), ma questo non sarà più un mio problema”.
E quando uno dei partecipanti ha chiesto, che il nuova sistema di sicurezza potrebbe includere la Russia come membro della Nato, Medvedev ha risposto: “La Nato aveva la possibilità di invitare la Russia nell’alleanza. Non l’ha fatto, e adesso la situazione è un po’ cambiata. Noi vorremmo mantenere rapporti amichevoli con l’alleanza. Inoltre, se i nostri partner vedono qualche possibilità per la trasformazione dei nostri rapporti, noi siamo pronti a considerarli…” E dopo una pausa: “Never say never!”.
- Lunedì 17 Novembre 2008
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