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Si tratta di uno sconto per tutelare la salute dei dipendenti pubblici: gli obesi in Alabama, lo Stato con la più alta percentuale di obesità (oltre il 30%) di tutti gli Stati Uniti, hanno un anno per rimettersi in sesto o, a partire da gennaio 2010, potrebbero essere penalizzati. L’hanno chiamata ‘fat tax’, ‘tassa sugli obesi‘, ma ufficialmente di ‘tassa’ non si tratta. Stiamo parlando del nuovo programma di assicurazione sulla salute degli impiegati statali, promosso dall”Alabama State Employees Insurance Board‘ e criticato dalla stampa internazionale che l’ha bollato con il termine improprio di ‘tassa’. Una delle responsabili del programma, che chiede di mantenere l’anonimato, sembra intimorirsi di fronte alle nostre domande. “E’ falso quello che è stato scritto sul nostro programma. Non vogliamo punire le persone soprappeso. Non è la verità!” Poi conclude velocemente l’intervista invitandoci a guardare il loro sito, in particolare la galleria ‘Wellness’.
Il provvedimento prevede uno sconto di 25 dollari sull’assicurazione sanitaria, che verrà concesso solo ai dipendenti pubblici che si sottoporranno gratuitamente ad un check-up medico annuale e, se ritenuti malati o ‘obesi’, seguiranno un programma di dimagrimento a spese dello Stato.
In sostanza, dal 2010 ogni impiegato pubblico (quasi 40.000) dovrà pagare un premio mensile di 50 dollari per l’assicurazione sulla salute, 25 dollari in più rispetto a quanto sborsa attualmente.
A partire dal 2009 ciascun dipendente potrà sottoporsi ad una visita medica gratuita, in cui si controllerà pressione del sangue (limite: 140-90), colesterolo (soglia: 240 milligrammi), indice di massa corporea (inferiore a 35) e altri disturbi dell’obesità. Chi supera i limiti stabiliti dovrà iniziare un programma di dimagrimento finanziato dallo Stato.
Lo sconto di 25 dollari verrà quindi concesso a chi decide di sottoporsi ai controlli e di seguire scrupolosamente un eventuale programma di fitness organizzato o, in totale autonomia. Ne usufruirà anche chi rientra nei limiti. Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che chi supera l’indice di massa corporea stabilito (35) genera al sistema sanitario un costo aggiuntivo annuale di oltre 1,700 dollari.
William Ashmore, CEO dell’ Employees’ Health Insurance Program parla di un piano volontario per educare i dipendenti obesi, considerando che il 10% degli impiegati che si sono sottoposti a controlli medici negli ultimi quindici anni sono a rischio e non lo sanno. Lo scopo è indubbiamente anche quello di abbattere le spese mediche per curare le malattie dei ‘grassi’, che in Alabama sono elevatissime e mettono in crisi il sistema sanitario statale. Non mancano polemiche, imbarazzi e grandi discussioni suiblog degli obesi (es. ), dove il programma viene completamente demolito. Anche nel 2004, quando furono i lavoratori pubblici fumatori ad essere penalizzati in Alabama, la reazione fu pesante, nonostante il provvedimento portò, peraltro, discreti risultati. In altri Stati americani, per combattere l’obesità giovanile (che è di circa il 16%), è già stata introdotta una sovrattassa sui fast food, sui dolci e sulle bibite per le scuole. Anche a livello internazionale, un esempio sono l’Argentina e il Messico, sono stati introdotti nuovi programmi di educazione alimentare.
“Buoni obiettivi con mezzi sbagliati!” dice Brett Short, imprenditore di Trussville. “E’ un provvedimento negativo tanto quanto lo è corrompere i ragazzi per ottenere dei buoni voti!” continua sconcertato. “La cura del proprio corpo non deve essere legata a quanti soldi si devono o non si devono pagare!” conclude con fermezza. Anche per Rose, giurata della Corte Federale di Birmingham che sceglie di usare un nome fittizio chiedendo di mantenere l’anonimato, quest’iniziativa non ha nulla di positivo. “E’ intrusiva e ridicola. I suoi confini sono illimitati”. Rose, pur non essendo obesa, si sente coinvolta in prima persona perché ha molti amici soprappeso che presto dovranno fare da cavie al nuovo provvedimento. “Cosa mi dite di chi si stressa per il troppo lavoro e quindi fuma, beve o mangia in eccesso, si droga o prende troppi medicinali?” ci domanda menzionando le ultime statistiche, secondo le quali l’abuso di medicinali è la terza causa di morte negli Stati Uniti. “Tanto poi va dal dottore a curarsi” continua “Ed ecco che genera nuovi costi per il nostro sistema sanitario, ormai paralizzato. Quanto diventa troppo?” si domanda. Ritornando realista conclude: “Comunque si, se fossi obesa, farei il possibile per ottenere lo sconto del premio!”.
- Lunedì 17 Novembre 2008
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Il 3 Dicembre 2009 alle 12:00 Si riaccende il dibattito sulla Fat Tax | speciale in Liquida ha scritto:
[...] Stati Uniti: in arrivo la ‘fat tax’ sugli obesi [...]
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