Alla fine, pur di vedere la moglie al dipartimento di Stato, Bill Clinton ha accettato di fare i nomi dei donatori della William J. Clinton Foundation. Era una delle richieste avanzate da Obama perché Hillary potesse assumere l’incarico prestigioso di Segretario di Stato, il biglietto da visita del nuovo governo all’estero. Salvo sorprese nei conti della fondazione che potrebbero rivelare possibili conflitti di interesse tra la Clinton corporation e la sua futura attività istituzionale, dovrebbe essere lei, l’ex rivale di Obama, a prendere il posto occupato da Colin Powell prima e da Condi Rice poi negli ultimi otto anni. Le resistenze, dopo il sì di Clinton, sono superate.
Senza fretta, soppesando le esigenze di cambiamento e quella della continuità istituzionale, il 44esimo presidente statunitense sta però sistemando tutte le pedine della sua futura squadra di governo. Un team dove gli ex clintoniani la fanno da padroni. L’ex senatore Tom Daschle, 60 anni, ex speaker dei Democratici caduto in disgrazia negli ultimi anni, dovrebbe guidare la riforma sanitaria che Obama ha in mente per riportare l’assistenza a circa 46 milioni di americani che vivono senza assistenza medica. Favoritissima per portare avanti la lotta al terrorismo (il Dipartimento della Sicurezza era stato istituito da Bush subito dopo l’11 settembre) è invece la 50enne Janet Napolitano, un’obamiana della prima ora e governatrice dell’Arizona distintasi nel 1991 come avvocato in un famoso processo in cui un giudice della Corte Suprema veniva accusato di violenze sessuali. Al Commercio Obama avrebbe scelto invece Penny Pritzker, 49 anni, ereditiera della famiglia che ha fondato la catena Hyatt e al 153esimo posto tra le famiglie più ricche d’America, secondo la classifica di Forbes, con un patrimonio di circa 2 miliardi di dollari.
Ieri l’equipe del presidente eletto aveva annunciato una serie di nomine per gruppi di lavoro destinati ad assicurare la transizione, nomi che comunque potrebbero entrare eventualmente anche nel governo. Come consigliere della Sicurezza nazionale, nel posto che fu di Condi Rice dal 2001 al 2005, è stato scelto James Steinberg, vice consigliere ai temi di Clinton. Sarà affiancato da Susan Rice, consigliere di Obama per la politica estera, già vicesegretario di Stato per gli Affari africani ai tempi del Clinton II. Per l’economia il gruppo di lavoro sarà presieduto da Daniel Tarullo, anche lui un clintoniano, mentre per la tecnologia e l’innovazione è stata scelta Sonal Shah, un’economista di stretta osservanza obamiana già direttrice della branca filantropica di Google. David Axelrod, di Chicago, tra i collaboratori più vicini di Obama, diventerà consigliere alla Casa Bianca, mentre un altro consigliere chiave della campagna presidenziale, Greg Craig, già avvocato di Clinton durante il processo di impeachment, sarà consigliere personale del presidente. Secondo il Boston Globe John Kerry, dato inizialmente tra i papabili per il posto della Segreteria di Stato, diventerà invece presidente della Commissione Esteri del Senato al posto di Joe Biden.
- Giovedì 20 Novembre 2008

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