- Tags: Hugo-Chavez, politica, Stati Uniti, Sud-America, Venezuela
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Per l’osservatore distratto di cose sudamericane, le elezioni amministrative che ieri dovevano scegliere 22 governatori e oltre 300 sindaci sono state un trionfo per il presidente Hugo Rafael Chávez Frías. Il partito “rojo rojito” da lui fondato un paio di anni fa, ovvero il PSUV, è stato quello che ha ottenuto il maggior numero di voti e su 22 stati (l’equivalente delle nostre regioni) ne ha portate a casa 17. Andando al di là del proprio naso, tuttavia, e analizzando il quadro che esce dal voto di ieri, ben si capisce come non siano tutte “rose e fiori” per l’ex tenente colonnello dei paracadutisti e come la sua “rivoluzione bolivariana” esca de facto più debole rispetto a quattro anni fa.
Alle amministrative del 2004, infatti, l’opposizione aveva conquistato appena due stati, Zulia, la cui capitale Maracaibo dopo Caracas è la città più importante del paese, e Nueva Esparta, nella parte orientale del paese. Oggi, oltre a questi che si sono confermati anti-chavisti, se ne sono aggiunti altri tre: Miranda, dove alcuni feudi tradizionalmente chavisti sono caduti, Carabobo e Tachira (anche se qui mancherà l’ufficialità sino a stasera essendo ancora in corso lo scrutinio).
Inoltre Chavez e i suoi hanno perso il “Distrito Capital”, ovvero la capitale Caracas, anch’essa strappata dall’opposizione al PSUV. La sconfitta di Aristobulo Isturiz, candidato chavista per il governo della capitale, rappresenta il colpo più duro per il presidente “bolivariano” che nei prossimi quattro anni sarà costretto, volente o nolente, a dialogare e fare i conti con il candidato dell’opposizione che ha trionfato, ovvero il neoeletto sindaco Antonio Ledezma. Insomma, mentre l’apparato governativo festeggia l’opposizione, in realtà, ha vinto nelle zone più ricche e popolate del Venezuela, basti pensare che Miranda, Zulia, Distrito Capital, Carabobo e Tachira riuniscono da sole oltre la metà della popolazione del paese.
- Lunedì 24 Novembre 2008
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Il 25 Novembre 2008 alle 12:52 Rielezione perpetua: è l’obiettivo di Chavez » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Amministrative: la Revolucion perde colpi [...]
Il 25 Novembre 2008 alle 16:07 Luttwak: “Tranquilli, Chávez non fa paura a nessuno” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo la mezza sconfitta delle amministrative, arriva oggi a Caracas Dmitri Medvedev, il presidente russo che, oltre a firmare un accordo di cooperazione bilaterale per la costruzione di reattori atomici, ha il compito di portare un po’ di ossigeno al presidente “bolivariano” Hugo Rafael Chávez Frías e fargli sentire che, almeno sul piano internazionale, non è così isolato. La visita di Medvedev era stata annunciata in pompa magna dallo stesso leader del Venezuela in concomitanza con le dichiarazioni esplosive sui progetti atomici di Caracas. “Energia atomica. Tecnologia russa per il Venezuela. Costruiremo reattori atomici!”, aveva detto la scorsa settimana Chávez, facendo preoccupare non poco i vicini e, soprattutto, Washington, considerata da Hugo la causa di tutti i mali del mondo. Inoltre, proprio oggi iniziano le esercitazioni navali congiunte della marina venezuelana con una flotta russa guidata dall’incrociatore “Pietro il Grande”, armato di missili a testata nucleare. [...]
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