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(Lapresse)di Giampaolo Musumeci e Tommaso Della Longa
Stavolta, forse, ci siamo. Il lungo conflitto che dagli anni ‘90 insanguina la regione del Kivu potrebbe essere a una svolta importante. Il Generale Laurent Nkunda, il capo dei ribelli è pronto a trattare. Arrivato due settimane fa alle porte di Goma, dopo aver messo in scacco le forze governative, il “Chairman” è pronto a discutere la pace. In una affollata festa evento di propaganda popolare e poi in una conferenza stampa a Rutshuru, nel bel mezzo dei territori da lui controllati, Nkunda ha mostrato il suo volto ecumenico: ha parlato alla gente locale nei quattro dialetti swahili, ha detto di voler rappresentare tutti i congolesi e ha cosi gettato acqua sul fuoco sulla contrapposizione etnica hutu-tutsi, che secondo alcuni osservatori è una delle cause del conflitto. Kabila deve aver paura: le sue Fardc, le forze governative, mal pagate e demotivate hanno lasciato il campo libero ai 5mila aggueriti ribelli che oramai controllano un territorio vasto quanto il centro Italia. Gli unici capaci di contrastare i ribelli sono i guerrieri May may, una milizia filogovernativa circondata da un’aura esoterica. May may significa acqua acqua. Il nome deriva dal rito di cospargersi il corpo di un unguento a base appunto di acqua che renderebbe invulnerabili i guerrieri. In questo scacchiere in continuo mutamento un altro importante ruolo è giocato dai Fdlr, I fuoriusciti ruandesi responsabili del genocidio del ‘94 e che ora combattono contro Nkunda. La ricchissima regione del Kivu fa gola un po’ a tutti. A Kabila, a Nkunda, ma anche alle multinazionali americane e alla Cina che ha da poco chiuso una commessa multimiliardaria per lo sfruttamento del coltan, il prezioso minerale fondamentale per l’industria aeronautica e elettronica. Guarda caso la guerra è scoppiata subito dopo. Insomma, il conflitto etnico è secondo molti osservatori, un velo di Maya su una guerra che ha profonde ragioni economiche. Alcuni fonti qui a Goma da un paio di giorni raccontano che Kabila si sarebbe ritirato dalle trattative che sono in corso con i ribelli da alcuni giorni. Se cosi fosse Nkunda, ha già annunciato, potrebbe marciare intanto su Goma e poi su Kinshasa.
- Lunedì 24 Novembre 2008

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