Barack Obama alza il velo sulla squadra economica pronta ad orchestrare un altro New Deal per tirare fuori dal pantano l’economia americana. Con una conferenza stampa alle 18.00 ora italiana, la seconda dopo quella della vittoria elettorale, Obama confermerà i ruoli chiave del suo team: il 47enne Timothy Geithner al Tesoro e il veterano Lawrence Summers alla guida del Consiglio economico della Casa Bianca, che affiancheranno l’attuale presidente della Fed Ben Bernanke (quest’ultimo) resterà saldo al suo posto fino al 2010.
David Axelrod, il super-stratega di Obama, ha sintetizzato in un’intervista alla Fox tv, la filosofia economica del nuovo presidente. “Le cose potrebbero peggiorare prima di riprendere ad andar meglio… Ma noi vogliamo toccare il fondo correndo. Queste sono le persone, le migliori menti del nostro paese, che ci aiuteranno”.
Geithner, numero uno della Federal Reserve di New York, ha in questi giorni pilotato, insieme al segretario al Tesoro Henry Paulson e al presidente della Fed Ben Bernanke, i piani di salvataggio per fronteggiare la peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta. Un uomo che Wall Street ha subito applaudito con balzo in avanti del 6 per cento di venerdì sera.
“Geithner” ha detto Axelrod “è uno che ha esperienza di crisi economiche e che ha ricoperto la carica di vice segretario al Tesoro negli anni Novanta”. “È strettamente coinvolto nella crisi attuale come presidente della Fed di New York. Per temperamento ed esperienza è l’uomo giusto per guidare il Tesoro ora”.
Nuovo tassello della squadra economica di Obama è l’incarico di segretario al Commercio al Governatore del New Mexico, Bill Richardson.
La squadra dovrà ora fronteggiare le innumerevoli sfide e lo farà con un piano a tutto campo sulla falsariga del New Deal degli anni Trenta. Sul tavolo un pacchetto di 700 miliardi di dollari per salvare le banche. Poi, non appena il 20 gennaio avrà varcato la soglia dello Studio Ovale, firmerà una legge che autorizzi una serie di grandi spese pubbliche e sgravi fiscali per “una cifra molto alta”, molto più alta dei 175 miliardi di dollari ipotizzati durante la campagna elettorale.
Obama confermerà, ha assicurato il suo stratega, anche il taglio delle tasse per il 95 per cento degli americani, come promesso in campagna, e “non ci sarà nessun aumento di tasse nel pacchetto di gennaio”. Per far fronte al rischio deflazione oltre a promettere di creare 2,5 milioni di posti di lavoro entro il 2011 Obama, ha spiegato Axelrod, potrebbe rinviare sempre al 2011 la cancellazione dei tagli fiscali a favore degli americani più ricchi introdotti dal governo Bush. Si tratterebbe di un cambio di piano obbligato dopo che durante la campagna Obama aveva promesso di far pagare più tasse a chi guadagna più di 250.000 dollari annui per finanziare i suoi programmi sociali.
- Lunedì 24 Novembre 2008
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