Lo hanno prelevato da casa sua, ad Ashford, in pieno pomeriggio. E a bussare alla sua porta, nei giorni degli attentati a Mumbai, sono state le unità antiterrorismo inglesi, che poi lo hanno trattenuto e interrogato fino alle 23 di ieri sera. Ma Damian Green, il ministro ombra dell’Immigrazione inglese, uno degli uomini di punta del Partito conservatore, col terrorismo non ha avuto niente a che fare. “Ha diffuso documenti e notizie che il Governo voleva tenere segrete”, hanno accusato gli uomini di sua Maestà la regina. “Tutte sciocchezze” ha replicato piccato Green dopo essere stato rilasciato “Mi hanno arrestato perché ho fatto il mio lavoro”.
Un episodio destinato a influenzare il clima politico inglese, dove - dopo mesi duri - il primo ministro Gordon Brown era riuscito a ritrovare un po’ di consenso e di dialogo con l’opposizione, grazie alla crisi economica. Un dialogo che ora rischia di andare in fumo. “È stata un’operazione stalinesca” ha attaccato il leader dei Tories David Cameron “L’hanno condotta con una durezza senza precedenti e deve essere stata autorizzata molto in alto”, ha concluso facendo intendere che il rivale Brown ne fosse a conoscenza.
Non si è fatta attendere la replica dal numero 10 di Downing Street, che è stata irremovibile. “Il primo ministro non ne sapeva nulla, è nato tutto da un’indagine interna del ministero dell’Interno”, ha fatto sapere il portavoce di Brown. Un’indagine che era rivolta a capire come certi documenti, compreso un memorandum del ministro Jacqui Smith per i colleghi di governo, fossero finiti nelle mani della stampa. Dopo la sospensione di un giovane dirigente dell’Home Office, dieci giorni fa, gli investigatori sono arrivati a Green, che aveva ricevuto dal funzionario informazioni ben precise che il Governo avrebbe voluto tenere riservate.
Da qui, l’alzata di scudi dell’opposizione. “Sembra di essere nello Zimbabwe di Mugabe” ha commentato un collega di Green “Se volevano parlare con lui non serviva questa sceneggiata, bastava alzare il telefono e chiamarlo”. Chissà se anche a Gordon Brown basterà fare così ora per riallacciare il dialogo con l’opposizione o se sarà rimesso di nuovo all’angolo.
- Venerdì 28 Novembre 2008

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Novembre 2008 alle 20:34 ricdeboni ha scritto:
C’entra niente il caso Pegah Emambakhsh?
Ovvero c’entra niente il caso della donna che visse nessuna volta?
La ricordate? Abbiamo pianto per lei, sotto il Governo Prodi e Pollastrini, dal 23 agosto all’11 settembre 2007: poi più nulla.
Che fine ha fatto? E’ mai esistita?
L’Home Office inglese aveva minacciato di deportarla in Iran, dove sarebbe stata lapidata perché lesbica, e tutti i politici italiani di sinistra si erano sperticati in offerte d’asilo in Italia per l’infelice Pegah.
Ma la vicenda appare ora palesemente falsa ed anche il Parlamento Europeo attende una risposta dall’Home Office dal marzo di quest’anno, ma ancora niente.
A quando una nota pubblica di chiarimento da parte dell’allora Presidente del Consiglio Prodi e da parte dell’attuale leader dell’Opposizione Veltroni?
Grazie a Panorama per lo spazio concesso.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.