
George W. Bush ha subito riunito il suo Team antiterrorismo a Camp David, dove il presidente si trova per la Festa del Ringraziamento. Ha avuto colloqui telefonici con il Segretario di Stato Condoleezza Rice, con altri membri dell’amministrazione e con i diplomatici Usa presenti in India.
Poi ha chiesto che il presidente eletto Barack Obama fosse costantemente tenuto informato degli sviluppi della situazione a Mumbay. L’America messa in allarme dalla segnalazione del Fbi sulla volontà di Al Qaeda di attaccare New York, si è risvegliata con l’incubo del terrorismo islamico che torna a colpire a livello globale. Nonostante la festività, tutti i network televisivi statunitensi hanno seguito passo dopo passo la carneficina indiana. La lotta contro i gruppi armati islamisti, dopo essere stata messa in sordina nella campagna elettorale, torna in cima alle priorità della nuova amministrazione democratica. Charles A. Kupchan (guarda il VIDEO), docente alla Georgetown University di Washington ed ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale ai tempi di Bill Clinton, analizza per Panorama.it quali potrebbero essere le reazioni di Barack Obama alla strage di Mumbay.
“Non credo che si sarà un cambiamento di agenda da parte del nuovo presidente - dice Kupchan. “Nel senso che Obama era ben consapevole, prima dell’attacco in India, della pericolosità dei gruppi fondamentalisti armati sparsi in Afghanistan e in Pakistan. Anche prima di questi drammatici fatti, l’allarme era aumentato rispetto a possibili azioni in quell’area”. Durante la campagna elettorale, l’ex senatore dell’Illinois aveva più volte spiegato come, una volta eletto, avrebbe focalizzato gli sforzi degli Usa contro i terroristi non più in Iraq, come aveva fatto George W. Bush, ma sul “vero”fronte di guerra: la regione che va da Kabul a Islamabad. L’attentato di Mumbay con la partecipazione di gruppi legati ad al Qaeda (e nati in Pakistan o in Afghanistan) sembra dare ragione alla strategia indicata da Barack Obama.
Gli obiettivi di Obama
“Il messaggio che arriva dalla carneficina indiana è drammaticamente preoccupante — ribadisce l’ex consigliere di Bill Clinton. “L’India è un paese che ha superato le tensioni inter religiose tra indù e musulmani. Il tentativo dei terroristi è quello di arrivare ad uno scontro aperto, ampliare il fronte del conflitto che ora è concentrato nelle zone tribali a cavallo tra il confine pachistano e quello afghano. Credo proprio che il neo presidente avesse - anche prima di oggi - compreso la portata della sfida”. Le affermazioni fatte da Barack Obama durante i mesi della lotta per la Casa Bianca, dette anche per spiegare il suo no all’invasione in Iraq, erano state chiare: gli individui che hanno attaccato l’America l’11 settembre provenivano dai campi di addestramento di Osama Bin Laden in Afghanistan: l’Iraq non doveva essere l’obiettivo, aveva detto Barack. La sicurezza nazionale americana - aveva spiegato l’allora candidato democratico - passa attraverso un potenziamento delle truppe a Kabul e nel convincere il governo di Islamabad ad avere un diverso, più convinto approccio nella lotta al terrorismo. “La minaccia terroristica in quell’area aumenterà. Basti pensare alle ultime affermazioni militari dei Talebani”. La strage di Mumbay arriva il giorno dopo l’allarme lanciato dall’Fbi secondo il quale, alla fine di settembre terroristi di al Qaida avrebbero discusso lo scenario di un attentato sui treni della metropolitana e ad altri sistemi di trasporto di New York e attorno alla “Grande Mela”.
La politica di Barack Obama cambierà dopo questo che appare il primo serio avvertimento dopo mesi di falsi allarmi ? “Penso che aumenterà la capacità della nostra intelligence di tentare di prevenire attentati - dice Charles A. Kupchan. “Ciò che è accaduto in India ci ha fatto capire che la lotta al terrorismo sarà ancora lunga. Pensavamo che con l’uscita di scena di George W. Bush il pericolo di un conflitto duratura fosse scampato. In realtà, ora ci rendiamo tutti conto che la guerra al terrorismo dovrà andare avanti ancora per molto tempo. E che sarà una priorità di Barack Obama”. Un compito difficilissimo. Immane, per il nuovo presidente Usa, se si pensa che l’altra scommessa è quella di far uscire l’America dalla più grave crisi economica degli ultimi 70 anni.
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- Venerdì 28 Novembre 2008
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Commenti
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Il 28 Novembre 2008 alle 12:29 prat_pratico ha scritto:
Questa esplosione di cieca violenza apre uno scenario,se possibile,ancora più inquietante sui fatti tragici di Mumbai.Non è ancora chiaro quale sia il gruppo responsabile degli attacchi di Mumbai, rivendicati solo dagli sconosciuti Mujaheddin del Deccan.
Cosa posso pensare ? I rovesci in Irak e il taglio delle linee di comando hanno profondamente modificato lo status strategico ed organizzativo di Al Qaeda.Il reclutamento locale di fondamentalisti islamici si è regionalizzato e così il grande marchio alquaidista dell’internazionale del Terrore serve ad intruppare fondamentalisti anche di religione diversa da quella islamica .Religioni diverse ,ideologie diverse accomunate da uno sponsor ideologico che deve turbare il sonn,la vita stessa delle società occidentali.
Alla luce di queste metodiche organizzative del terrorismo internazionale diventa ancora più pressante una collaborazione (stile G20)tra le diverse intelligence per analizzare il coacervo fondamentalista ed ideologico e le sue risorse regionali.
Una proficua ipotesi di lavoro non può rescindere da una lotta serrata ai flussi finanziari che alimentano le Filiali del terrore.Si rende necessario uno stravolgimento nelle strutture organizzative,politiche e diplomatiche delle istituzioni internazionali come l’ONU che fino ad oggi hanno mostrato una colpevole (interessata)abulia rispetto a tali fenomeni.Serve,inoltre un controllo sistematico della moltitudine di ONG e organizzazioni internazionali per la solidarietà che intercettano e gestiscono enormi quantitativi di danaro ,in funzione di attività umanitarie ma che nascondono il vero oggetto sociale che risponde al finanziamento delle attività terroristiche .In termini politici e culturali generali le società occidentali devono abbandonare lo stato inerziale del “buonismo per paura” di fronte all’immigrazione clandestina,di qualunque provienenza essa possa essere.Tra le moltitudini di disperati che arrivano in Europa si nascondono istruttori militari ,maestri ideologici,rimestatori ed agitatori che profittano delle difficoltà d’inserimento e condizione degli immigrati tutti.Ad esempio ci chiediamo ,senza mettere la testa sotto la sabbia ,qual è la provenienza del danaro che serve ad acquistare terreni ,immobili al fine di costruire luoghi di culto ?La nostra democrazia lascia libertà religiosa ma non prevede la silenziosa e progressiva distruzione della nostra stessa civiltà.
Sveglia!
Anche qui credo che Barack si prepari a dare una forte illusione alla sinistra terzomondista italiana.Prevarrà nell’amministrazione americana la visione pragmatica clintoniana che non è molto dissimile dalla diplomazia unilateralista di Bush:nessuno sconto ad “Al Qaeda” ed difesa ad oltranza degli interessi strategici degli US in qualunque parte del mondo !
Prat Pratico
http://www.praticomondo.net
Il 28 Novembre 2008 alle 16:40 Mumbai, l’ex capo dell’intelligence pakistana accusa gli indù » Panorama.it - Mondo ha scritto:
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Il 29 Novembre 2008 alle 2:15 Dopo Mumbai, le altre polveriere dell’India » Panorama.it - Mondo ha scritto:
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