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Archivio di Novembre, 2008

Mumbai: liberati i sette italiani, c’è anche la mamma con il neonato

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  • Tags: Al Qaeda, India, mumbai
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oltre 100 morti

Oltre 36 ore dopo l’inizio degli attacchi che hanno messo a ferro e fuoco Mumbai, la capitale economica dell’India, è partita questa mattina l’operazione per liberare il centinaio di ostaggi rimasti bloccati nel lussuoso complesso alberghiero Oberoi-Trident. Tutti gli italiani rimasti intrappolati nell’hotel Oberai  - compresi  Patrizio Amore e Carmela Zappalà, che si trovano ancora dentro l’edificio - sono stati liberati dopo il blitz che ha consentito di ‘bonificare’ dalla presenza dei terroristi l’albergo sotto attacco.  Stanno tutti bene, compatibilmente con quanto vissuto, e si trovano già al sicuro nei locali del Consolato, dove si sono rifugiati dopo gli attacchi gli altri 40 nostri connazionali. Tra loro   ci sono anche la moglie dello chef dell’albergo e la sua bimba di appena sei mesi, rifugiatisi in uno scantinato  senza cibo, acqua e luce dopo l’assalto dei terroristi. Stremato ed emozionato al contempo,  Emanuele Lattanzi, il  marito e padre della bambina, ha detto in collegamento con ‘Unomattina’ che sua figlia di appena sei mesi ‘’sta bene” e che “sono stati due giorni da incubo”.    Il bilancio di morte dell’attacco terroristico è ancora incerto, ma il numero più credibile parla di  130 persone uccise e oltre 300 sono rimaste ferite. Tra le vittime almeno sette gli stranieri morti: oltre ad un italiano, il consulente finanziario di Livorno Antonio Di Lorenzo, anche un cittadino britannico, un giapponese, un tedesco, due australiani e un canadese.

Incertezza al Centro rabbinico. E’ invece ancora incerta la situazione nel centro ebraico ultraortodosso Chabad a Mumbai dove - secondo i media israeliani -    sono tuttora tenuti in ostaggio diversi cittadini dello stato ebraico. Mancano all’appello nel complesso circa trenta israeliani. Si presume solo che i responsabili del Centro, il rabbino Gabriel Holzberg e la moglie Rivka, siano stati uccisi nella fase iniziale dell’attacco, mentre il loro figlio di due anni è stato già tratto in salvo. Vengono invece ancora segnalati scontri davanti alla stazione ferroviaria di Mumbai, un altro obiettivo dei terroristi, secondo quanto riportato dalla tv indiana. Ma non ci sono conferme. Sarebbe invece in corso l’operazione per liberare gli ostaggiasserragliati dentro il centro rabbinico.
La ricostruzione del capo delle teste di cuoio. I terroristi in azione negli alberghi Oberoi e Trident di Mumbai - una ventina di persone armati di Kalashnikov e granate che indossavano uno strano fazzoletto arancione -  erano “giovani, agivano a volto scoperto e sparavano a chiunque si muovesse”. Gli occhi coperti da occhiali scuri e un fazzoletto sul volto, completamente vestito di nero, è  il capo delle ‘teste di cuoio’ indiane che ha  sferrato il blitz per liberare gli ostaggi negli alberghi indiani a fornire un identikit dettagliato dei componenti del commando   che tre giorni fa ha  preso d’assalto circa dieci obiettivi a  Mumbai. “Erano molto ben addestrati: sapevano chi dovevano colpire e come dovevano agire”. “Purtroppo -ha aggiunto - abbiamo visto molti cadaveri nei corridoi”. “Abbiamo agito con cautela e in maniera corale”, ha raccontato, “mettendo in salvo anzitutto gli anziani e i bambini. E possiamo dire che tutto si è  svolto con successo”.

Sul piano diplomatico, dopo le accuse di New Delhi ai servizi pachistani,  il ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee ha annunciato che il premier Mammohan Singh avrà in giornata un colloquio con il presidente pachistano Asif Ali Zardari.

Le testimonianze dei sopravvissuti

  • redazione
  • Venerdì 28 Novembre 2008

Terrorismo islamico: che cosa farà Barack Obama dopo la strage di Mumbai

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  • Tags: Al Qaeda, Barack Obama, India, mumbay, Pakistan, presidenziali-usa-2008
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obama

George W. Bush ha subito riunito il suo Team antiterrorismo a Camp David, dove il presidente si trova per la Festa del Ringraziamento. Ha avuto colloqui telefonici con il Segretario di Stato Condoleezza Rice, con altri membri dell’amministrazione e con i diplomatici Usa presenti in India.

Poi ha chiesto che il presidente eletto Barack Obama fosse costantemente tenuto informato degli sviluppi della situazione a Mumbay. L’America messa in allarme dalla segnalazione del Fbi sulla volontà di Al Qaeda di attaccare New York, si è risvegliata con l’incubo del terrorismo islamico che torna a colpire a livello globale. Nonostante la festività, tutti i network televisivi statunitensi hanno seguito passo dopo passo la carneficina indiana. La lotta contro i gruppi armati islamisti, dopo essere stata messa in sordina nella campagna elettorale, torna in cima alle priorità della nuova amministrazione democratica. Charles A. Kupchan (guarda il VIDEO), docente alla Georgetown University di Washington ed ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale ai tempi di Bill Clinton, analizza per Panorama.it quali potrebbero essere le reazioni di Barack Obama alla strage di Mumbay.

“Non credo che si sarà un cambiamento di agenda da parte del nuovo presidente - dice Kupchan. “Nel senso che Obama era ben consapevole, prima dell’attacco in India, della pericolosità dei gruppi fondamentalisti armati sparsi in Afghanistan e in Pakistan. Anche prima di questi drammatici fatti, l’allarme era aumentato rispetto a possibili azioni in quell’area”. Durante la campagna elettorale, l’ex senatore dell’Illinois aveva più volte spiegato come, una volta eletto, avrebbe focalizzato gli sforzi degli Usa contro i terroristi non più in Iraq, come aveva fatto George W. Bush, ma sul “vero”fronte di guerra: la regione che va da Kabul a Islamabad. L’attentato di Mumbay con la partecipazione di gruppi legati ad al Qaeda (e nati in Pakistan o in Afghanistan) sembra dare ragione alla strategia indicata da Barack Obama.

Gli obiettivi di Obama

“Il messaggio che arriva dalla carneficina indiana è drammaticamente preoccupante — ribadisce l’ex consigliere di Bill Clinton. “L’India è un paese che ha superato le tensioni inter religiose tra indù e musulmani. Il tentativo dei terroristi è quello di arrivare ad uno scontro aperto, ampliare il fronte del conflitto che ora è concentrato nelle zone tribali a cavallo tra il confine pachistano e quello afghano. Credo proprio che il neo presidente avesse - anche prima di oggi - compreso la portata della sfida”. Le affermazioni fatte da Barack Obama durante i mesi della lotta per la Casa Bianca, dette anche per spiegare il suo no all’invasione in Iraq, erano state chiare: gli individui che hanno attaccato l’America l’11 settembre provenivano dai campi di addestramento di Osama Bin Laden in Afghanistan: l’Iraq non doveva essere l’obiettivo, aveva detto Barack. La sicurezza nazionale americana - aveva spiegato l’allora candidato democratico - passa attraverso un potenziamento delle truppe a Kabul e nel convincere il governo di Islamabad ad avere un diverso, più convinto approccio nella lotta al terrorismo. “La minaccia terroristica in quell’area aumenterà. Basti pensare alle ultime affermazioni militari dei Talebani”. La strage di Mumbay arriva il giorno dopo l’allarme lanciato dall’Fbi secondo il quale, alla fine di settembre terroristi di al Qaida avrebbero discusso lo scenario di un attentato sui treni della metropolitana e ad altri sistemi di trasporto di New York e attorno alla “Grande Mela”.

La politica di Barack Obama cambierà dopo questo che appare il primo serio avvertimento dopo mesi di falsi allarmi ? “Penso che aumenterà la capacità della nostra intelligence di tentare di prevenire attentati - dice Charles A. Kupchan. “Ciò che è accaduto in India ci ha fatto capire che la lotta al terrorismo sarà ancora lunga. Pensavamo che con l’uscita di scena di George W. Bush il pericolo di un conflitto duratura fosse scampato. In realtà, ora ci rendiamo tutti conto che la guerra al terrorismo dovrà andare avanti ancora per molto tempo. E che sarà una priorità di Barack Obama”. Un compito difficilissimo. Immane, per il nuovo presidente Usa, se si pensa che l’altra scommessa è quella di far uscire l’America dalla più grave crisi economica degli ultimi 70 anni.

LEGGI ANCHE: Liberati cinque italiani nella notte - Chi c’è davvero dietro l’attacco di Mumbay - Mumbai, gli avvenimenti ora per ora - - Terrorismo, tutti gli attacchi simultanei contro diversi obiettivi - Citizen Journalism, gli attentati raccontati sulla rete

  • michele.zurleni
  • Venerdì 28 Novembre 2008

Massacro di Mumbai: diverse forze per una potenza di fuoco senza precedenti

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  • Tags: attentato, India, mumbai, terroristi
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oltre 100 morti
L’ombra di Al Qaeda è dietro la carneficina di Mumbai. Ma non solo. La clamorosa operazione terroristica è opera, probabilmente, anche di altre forze, in grado di mettere in campo una potenza di fuoco senza precedenti. Ne è convinto Wilson John , senior fellow dell’Observer Research Foundation, un importante centro studi strategici di Nuova Dheli.
“Dietro l’attacco di Mumbai c’è una coalizione di gruppi islamisti” dice Wilson. “Penso a formazioni terroristiche che si muovono a cavallo tra l’India e il Pakistan come il Lashkar, che nacque all’inizio degli anni’90 in Afghanistan e che ha come obiettivo non solo l’indipendenza del Kashmir, la regione contesa tra i due paesi, ma che punta anche, sogna, direi, a lanciare una guerra aperta contro gli induisti indiani”.
Oltre a loro, dietro la guerriglia di queste ore, secondo l’esperto indiano, dovrebbero esserci anche i militanti dell’Harkat-ul Jihad-al Islami, il Movimento islamico per la Jihad, nato in Pakistan nel 1984, la prima formazione fondamentalista armata creata dai mujaheddin protagonisti della resistenza contro i sovietici a Kabul. “Questi sono gruppi ispirati da Osama Bin Laden e da Al Qaeda. L’azione a Mumbai è opera del network fondato dallo sceicco saudita. Che comprende anche gruppi locali, con base proprio nella città indiana. Nel suo discorso alla nazione, il primo ministro indiano Manmohan Singh ha detto che gli attacchi terroristici che hanno causato oltre cento morti a nella capitale economica dell’India sono stati “ben organizzati” e hanno “probabilmente collegamenti esterni”.

Si riferiva solo alle formazioni islamiste o ad altri soggetti? Come l’Isi, il potente servizio segreto pachistano, più volte messo sotto accusa per i suoi contatti con i terroristi e i talebani, fautore di una “occulta” politica di destabilizzazione della regione. Cosa ne pensa Wilson? “Adesso è ancora presto per dirlo. Ma una cosa è chiara. Il servizio segreto pachistano è stato spesso protagonista di azioni simili. Penso all’attacco all’ambasciata indiana a Kabul, qualche mese fa. Il governo Usa ha raccolto le prove della partecipazione dell’Isi. O all’altro grande attentato subito dall’India nel 2003, quando venne attaccato il parlamento del nostro paese. In entrambi i casi, i servizi pachistani hanno avuto un ruolo”. A giudizio di Wilson John, però ci sarebbe anche una terza componente: le mafie locali. Sia le organizzazioni criminali di Mumbai sia quelle di Karachi avrebbero offerto manovalanza e logistica a chi voleva la strage. Secondo alcune fonti, i componenti del commando autore dell’attacco sarebbero arrivati con una nave partita dal porto pachistano. Un’ipotesi che viene presa molto sul serio dagli inquirenti.

Ma quale è l’obiettivo politico dell’attacco ? Per l’esperto del Observer Research Foundation il primo, più evidente movente, è la diffusione del terrore in India. “E poi, volevano un’azione molto spettacolare per attirare l’attenzione a livello globale. È un messaggio anche e soprattutto al mondo islamico. Siamo ancora vivi e forti, sembrano dire”. In passato ci sono stati diversi attentati simultanei, ma con modalità diverse. Ma un blitz militare così congegnato non era mai stato attuato prima. I terroristi, in questo caso, si sono divisi in gruppi e armi in mano hanno attaccato dieci diversi obiettivi tra hotel, stazioni ferroviarie, cinema, luoghi di ritrovo. Un’azione coordinata, portata avanti con una “professionalità” degna di esperti soldati. Chi ha portato avanti questa operazione forse voleva mandare segnali anche a altri soggetti? Il Pakistan e l’Afghanistan saranno i fronti di guerra privilegiati della nuova amministrazione americana. Barack Obama ha detto che il rapporto con Islamabad sarà strategico per battere il terrorismo islamico. “Io sarei prudente” risponde Wilson John. “Una cosa è certa. Questa azione non è stata portata avanti da gruppi piccoli e locali. Il ruolo di “agenti” stranieri verrà valutato. Sicuramente, la battaglia di Mumbai sposta il campo di azione della lotta al terrore laddove il neo eletto presidente degli Usa la vedeva collocata”. Il terrore globale è tornato.

LEGGI ANCHE: Attacco terroristico a Mumbai, più di 10 morti, uno è italiano - Mumbai, gli avvenimenti ora per ora - Terrorismo, tutti gli attacchi simultanei contro diversi obiettivi - Citizen Journalism, gli attentati raccontati sulla rete

Guarda i video del Tg5:

 

  • michele.zurleni
  • Giovedì 27 Novembre 2008

Terrorismo: tutti gli attacchi simultanei contro diversi obiettivi

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  • Tags: attentato, India, mumbai, terroristi
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oltre 100 morti

Questi gli attentati più gravi in cui i terroristi islamici hanno colpito diversi obiettivi simultaneamente.
LONDRA - il 7 luglio 2005 quattro attentatori suicidi si fanno esplodere nella metro e su un autobus in rapida successione. I morti sono 52 e i feriti quasi 700. Due settimane dopo, il 21 luglio una seconda serie di attentati, simili nelle modalita’, falliscono perche’ non si verificano esplosioni tali da provocare danni. Successivamente gli attentatori vengono arrestati, sono tutti fondamentalisti islamici.

MADRID - l’11 marzo 2004 in pochi minuti dieci bombe esplodono su quattro treni stracolmi di pendolari diretti al lavoro nel centro della capitale spagnola. Gli ordigni (fra i 10 e i 15 kg di dinamite e nitroglicerina) erano stati nascosti fra i bagagli. Muoiono 192 persone, oltre 1500 i feriti.

MOMBASA - il 28 novembre 2002, un attentato suicida con autobomba contro un albergo di Mombasa (Kenya), frequentato da turisti israeliani, provoca 18 vittime, fra cui i tre kamikaze.
Contemporaneamente, un aereo charter israeliano con 261 persone a bordo sfugge, poco dopo il decollo da Mombasa, a due missili lanciati da terra. Rivendica il doppio attentato Al Qaida.

BALI - il 12 ottobre 2002 due autobombe provocano la morte di 202 persone, in maggioranza turisti occidentali, di cui 88 australiani, in due locali notturni dell’isola indonesiana.

NEW YORK - l’11 settembre del 2001 gli Stati Uniti sono colpiti dall’attentato piu’ sanguinoso della storia, con un bilancio di 3.021 morti. Quel giorno 19 terroristi islamici appartenenti ad Al Qaida, l’organizzazione di Osama Bin Laden, dirottano quattro aerei: due vengono fatti schiantare sulle Torri gemelle del World Trade Center di New York, uno sul Pentagono a Washington. Il quarto aereo precipita in Pennsylvania.

NAIROBI E DAR-ES-SALAAM - il 7 agosto 1998 un’autobomba esplode davanti all’ambasciata Usa nella capitale del Kenya. I morti sono 214, tra cui 12 cittadini americani, circa 4.500 feriti, tra cui anche l’ambasciatrice Usa. Nello stesso giorno, pochi minuti dopo l’attentato a Nairobi, un’autocisterna esplode nel cortile dell’ambasciata americana nella capitale della Tanzania. Dieci le persone morte, una settantina i feriti. Le due azioni terroristiche sono rivendicate da un sedicente “Esercito islamico per la liberazione dei luoghi santi” e dal “Fronte Islamico Mondiale per la lotta contro ebrei e crociati”.

  • redazione
  • Giovedì 27 Novembre 2008

Mumbai, gli avvenimenti ora per ora

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oltre 100 morti

Ecco gli avvenimenti di oggi a Mumbai, con le indicazioni in ora italiana.
- 06:30 - Polizia ed esercito indiano si preparano ad un blitz negli alberghi di Mumbai Taj Mahal e Oberoi/Trident nel quale sono asserragliati terroristi islamici che dalle 19:00 (ora italiana) di ieri hanno dato il via ad un attacco senza precedenti contro gli occidentali nella città indiana di Mumbai.
-07:31 - Mezzi di comunicazione indiani parlano di nove vittime straniere.
- 07:33 - Funzionari indiani danno la notizia che all’Oberoi vi sarebbero ancora tra i 100 e i 200 ospiti e un commando cue 10-12 terroristi.
- 07:43 - L’agenzia indiana Pti dice che vi sono un giapponese e un australiano morti. Sono uomini d’affari.
- 07:58 - Il vice premier dello stato del Maharashtra, quello di Mumbai, afferma che “non vi sono trattative con i terroristi”.
- 08:13 - La tv indiana da notizia dell’inizio di un blitz dei reparti antiterrorismo di New Delhi contro gli alberghi in cui sono asserragliati i terroristi.
- 08:24 - Scontri a fuoco ed esplosioni sono in corso all’interno del Taj Mahal e dell’Oberoi/Trident.
- 08:28 - La Farnesina annuncia che sono nove i cittadini italiani bloccati negli alberghi.
- 08:34 - Si cominciano ad avere notizie sulle nazionalita’ dei feriti: si tratta di cittadini di Usa, Norvegia, Spagna, canada e Singapore.
- 08:55 - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Gerusalemme, segue “con apprensione” le vicende indiane.
- 08:59 - Il ministro degli Esteri Franco Frattini annuncia che gli italiani sono stati contattati tutti tranne due, che non c’e’ notizia di vittime italiane, che sono in preparazione altri blitz della polizia, che l’azione si rifa’ a proclami di al Qaida.
- 09:37 - La polizia indiana annuncia: “Riuscito il blitz al Taj Mahal Hotel”.
- 09:44 - Il capo della polizia annuncia: “Vi sono ancora ostaggi all’Oberoi/Trident”.
- 09:47 - La Farnesina annuncia: “Un italiano è morto”.
Si tratta del sig. Antonio di Lorenzo.
- 09:55 - Cominciano ad arrivare da tutto il mondo dichiarazioni di indignazione per l’orrore causato dagli attacchi: dal Papa a Pechino, dalla Ue al Parlamento italiano la condanna è unanime.
- 10:00 - Giungono le prime testimonianze: “Sembravano ragazzini”, “Vi sono morti e feriti negli alberghi”, “La polizia avanza camera per camera”, “Esplosioni ovunque”. “La strage mentre aspettavamo il treno”, una europarlamentare: ‘”Sono stata fortunata, mi sono rifugiata in cantina”.
- 10:29 - Pakistan offre collaborazione
- 10:51 - Presidente del Consiglio Berlusconi esprime cordoglio per cittadino italiano morto.
- 10:53 - Si odono esplosioni presso alberghi e presso Narinam House, ove un rabbino e’ tenuto in ostaggi nella propria residenza.
- 11:21 - Una delegazione di sette europarlamentari coinvolta negli attacchi a’ al sicuro.
- 12:01 - La tv indiana riferisce che sono impegnati a Mumbai 800 militari e che 14 agenti della polizia sono stati uccisi.
- 12:05 - Frattini annuncia che 40 italiani sono sani e salvi nel consolato italiano e che il cittadino italiano e’ morto a causa di una granata nella prima fase dell’attacco.
- 12:17 - Sette italiani sono ancora dentro il complesso alberghiero Oberoi/Trident.
- 12:20 - Il premier indiano Singh annuncia che l’attacco e’ stato ben organizzato e che dietro il gruppo terroristico si scorgono “legami esterni”.
- 12:27 - Nell’hotel Oberoi/Trident vi sono ancora 200 persone in ostaggio dei terroristi: lo afferma un responsabile dell’albergo.

- 12:40 - Le forze speciali indiane mettono sotto assedio l’hotel Oberoi.
- 13:43 - Le prime stime della polizia indiana fissano ad almeno 25 il numero degli attentatori entrati in azione a Mumbai.Uno dei terroristi è stato preso vivo.
- 14:06 - Ci sono ancora 20-30 ostaggi nelle mani dei terroristi asserragliati nell’albergo Trident-Oberoi di Mumbai, secondo il ministero dell’interno indiano.
- 14:17 - Il papa lancia un appello perche’ si ponga fine a tutti gli atti di terrorismo.
- 14:42 - Secondo il sito online del Times of India 14 ostaggi sono tratti in salvo dall’hotel Oberoi di Mumbai.
- 15:07 - Il Foreign Office conferma che un cittadino britannico è rimasto ucciso negli attentati di Mumbai.
- 15:22 - E’ in corso uno scontro a fuoco nei pressi dell’Hotel Oberoi/Trident tra membri dell’esercito indiano e terroristi asserragliati.
- 15:30 - Sono 125 i morti e 327 i feriti negli attacchi terroristici multipli a Mumbai, lo riferisce la Cnn sul suo sito Online.
- 15:39 - Il ministero degli Esteri tedesco conferma che e’ rimasto ucciso un cittadino tedesco e non esclude altre vittime.
- 15:39 - La Farnesina precisa che sono stati liberati 25 ostaggi ma non è ancora possibile indicarne la nazionalità.
- 16:42 - I terroristi, afferma un alto responsabile militare indiano, vengono dal Pakistan.
- 17:13 - L’agenzia turca Anadolu annuncia che sono stati liberati due dei tre ostaggi turchi.
- 17:29 - I commando dell’esercito indiano stanno ancora combattendo contro i terroristi rimasti asserragliati all’interno dell’Hotel Taj.ci sarebbero decine di persone ancora bloccate all’interno dell’albergo, sul cui tetto si sono verificate alcune esplosioni. Nel frattempo proseguono gli scontri all’hotel Oberoi.
- 17:39 - Sono illesi, ma ancora rinchiusi nell’hotel Oberoi Patrizio Amore e Carmela Zappalà due italiani da ieri intrappolati nell’albergo. I due sono riusciti a mettersi in contatto con i familiari per telefono.
- 18:03 - Sono fra 10 e 20 gli israeliani presi in ostaggio a Mumbai. Lo ha reso noto l’ambasciata israeliana a New Delhi.
- 18:31 - Un aereo militare della Francia, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, è in volo verso a Mumbai per evacuare la delegazione di europarlamentari rimasti coinvolti negli attacchi terroristi della notte scorsa.

  • redazione
  • Giovedì 27 Novembre 2008

Kabul, autobomba vicino all’ambasciata Usa, 4 morti

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  • Tags: ambasciata-usa, attentato, autobomba, kabul
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Afghanistan

L’obiettivo era un convoglio di soldati stranieri a 60 metri dall’ambasciata statunitense, ma a fare le spese dell’ennesimo attentato suicida a Kabul sono stati, come spesso avviene, i civili. Quattro morti già accertati e almeno diciassette feriti rimasti sul selciato sono il bilancio - si spera definitive - dell’autobomba che stamattina alle nove (ora locale), nel pieno del traffico, si è scagliata contro la colonna di soldati su una delle strade commerciali di Kabul.
Un attacco che di certo ha mancato i suoi veri bersagli perché, secondo quanto ha dichiarato il ministero dell’Interno afghano, non ci sono state né vittime né feriti fra le forze di sicurezza, sia locali sia del contingente Nato, per quanto si trovassero estremamente vicine al luogo dell’esplosione. Potrebbe però trattarsi di pura casualità: indiscrezioni provenienti da fonti d’intelligence sussurrano che la Toyota dell’attentatore suicida sia semplicemente esplosa troppo presto, mentre il vero obiettivo sarebbe stato proprio l’entrata dell’Ambasciata di Washington nel giorno simbolico della Festa del Ringraziamento. Un errore dovuto, stando a quanto riferiscono i testimoni, all’ “imperizia” del conducente, o almeno alla sua scarsa lucidità: infatti, l’auto, prima di esplodere, sbandava nel traffico, ha investito un pedone e si è scontrata con altre vetture all’altezza della Piazza Massud.
“Da come guidava, pensavo fosse ubriaco - ha dichiarato ai reporter locali Salih Muhammad, uno spazzino che faceva parte di un gruppo di nove persone che stavano lavorando sulla strada al momento dell’attacco - Poi, c’è stata quella grossa esplosione”. “Questa è la vita in Afghanistan - ha commentato amaro un altro membro del gruppo, tornato sul posto dopo aver accompagnato in ospedale due colleghi feriti - Ormai dovremmo esserci abituati”.
Oltre alle quattro vittime, i cui cadaveri sono stati rinvenuti quasi subito, dopo un’ora di ricerche gli uomini della polizia afghana hanno trovato anche il corpo dell’attentatore, volato a 20 metri dai resti carbonizzati della macchina usata per l’attacco, con cui era riuscito ad arrivare in centro nonostante i posti di blocco istituiti dalla polizia dopo l’attentato all’ambasciata indiana dello scorso luglio, quando erano morte 58 persone.

  • matteo.buffolo
  • Giovedì 27 Novembre 2008

Attacco terroristico a Mumbai, oltre 125 morti, uno è italiano

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  • Tags: attentato, India, mumbai, terroristi
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Oltre 125 morti - tra cui un imprenditore italiano Antonio di Lorenzo, ucciso da una granata - e 327 feriti: è un bollettino di guerra quello che arriva da Mumbai, teatro di uno dei più sanguinosi e spettacolari attentati dall’11 settembre. La polizia indiana è riuscita a liberare l’hotel Taj Mal, dove sono stati eliminati tutti i terroristi, ma ci sono ancora alcune decine di ostaggi negli hotel Trident e Oberoi (sette italiani, tra cui una bimba di 6 mesi) e altri nel centro residenziale di Nariman House, un centro ebraico. Le forze speciali della polizia - appoggiate da 800 militari - hanno sferrato “un’offensiva finale” e nei quartieri degli obiettivi colpiti è stato imposto il coprifuoco. Il premier indiano, Manmohan Singh, ha affermato che dietro gli attacchi di Mumbai ci sono terroristi “basati all’estero” e ha avvertito i Paesi “vicini” che dovranno pagare “un prezzo” se non prenderanno misure adeguate per fermare i gruppi anti-indiani. “Gli attacchi ben pianificati e ben orchestrati, con probabili legami esterni, mirano a diffondere il panico”, ha osservato. “Spiegheremo con forza ai nostri vicini - ha aggiunto minacciosamente - che l’uso del loro territorio per lanciare attacchi contro di noi non sarà tollerato, e che ci sarà un prezzo da pagare se non prenderanno misure adeguate”. Singh ha anche lanciato un appello al Paese a “mantenere la pace e l’armonia” in questa “ora tragica”. Tra i terroristi arrestati, ci sarebbe anche un pakistano. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha spiegato che 40 italiani coinvolti negli attacchi sono al sicuro nel consolato di Mumbai mentre con i sette ancora bloccati la Farnesina è in costante contatto telefonico.
E’ ormai da oltre 24 ore che nella capitale finanziaria dell’India si susseguono sparatorie ed esplosioni: i commandos dei terroristi hanno attaccato prima il Cafe Leopold, la stazione centrale affollata di pendolari, un ospedale. Poi sono finiti nel mirino gli alberghi lussuosi amati dai turisti, il Taj Mahal, l’Oberoi e il Trident, infine un centro rabbinico, in cui sono state prese diverse persone in ostaggio. Gli attacchi sono stati rivendicati dai Mujahiddin del Deccan, un gruppo estremista islamico finora sconosciuto, che hanno detto di combattere perche’ “i musulmani dell’India non siano oppressi”. Tra le nove vittime straniere ci sono, oltre all’italiano, un britannico, un giapponese, un australiano e un tedesco. Uccisi anche 14 poliziotti, tra cui il capo dell’antiterrorismo. Condanna e indignazione sono state espresse in tutto il mondo, dal Papa al presidente Giorgio Napolitano.

LEGGI ANCHE: Mumbai preda del terrore - Mumbai, gli avvenimenti ora per ora - Terrorismo, tutti gli attacchi simultanei contro diversi obiettivi - - Citizen Journalism, gli attentati raccontati sulla rete

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  • redazione
  • Giovedì 27 Novembre 2008

Mumbai preda del terrore: ottanta morti, attacchi ai turisti in tutta la città

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  • Tags: mumbai
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bombay

Un’immagine presa dalla tv indiana dell’hotel Oberoi, sotto attacco terrorista (Ansa)

La più grande e ricca città dell’India vittima di un terrore imprevedibile, indiscriminato, a macchia di leopardo e probabilmente coordinato. Uomini armati di kalashnikov e granate che aprono il fuoco nella stazione principale di Vittoria-Chatrapathi, mentre in altre nove zone della città esplodono auto e commandos attaccano hotel a cinque stelle (incluso il famoso Taj) frequentati da turisti, presi in ostaggio. Il bilancio delle vittime degli attacchi terroristi di oggi a Mumbai è di circa ottanta morti e novecento feriti, secondo il “Times of India“, ma potrebbe aggravarsi.
Gli attacchi sono cominciati intorno alle dieci di sera locali alla stazione ferroviaria: nell’atrio un gruppo armato ha fatto fuoco contro i passeggeri in attesa uccidendo dieci persone. Altre sparatorie, riferisce l’edizione online del quotidiano, sono avvenute nei quartieri di Colaba e Nariman point, nell’ospedale di Cama, nel sud della città e un taxi è saltato in aria per un’esplosione in una via del porto. Uomini armati “in maniera sofisticata” sono stati visti anche vicino al Gateway of India, la porta della città sul mare, uno dei monumenti-icona dell’antica Bombay. Il capo dell’antiterrorismo della città sarebbe morto in una delle sparatorie. I militari presenti nelle caserme e nelle navi ancorate nel porto della capaitale finanziaria dell’India sono stati allertati. Sempre secondo il “Times of India”, una barca contenente esplosivi è stata trovata poco lontano dal porto: i commando potrebbero essere arrivati via mare.
Gli attentati sono stati rivendicati da un gruppo terroristico islamico sconosciuto: i Mujaheddin del Deccan. La rivendicazione degli estremisti religiosi sembra fondata (questo farebbe supporre l’attacco ad alcuni tra i luoghi più frequentati dal turismo: la stazione, i lussuosi Taj Hotel, Hotel Oberoi, Hotel Trident, il quartiere di Colaba, il pub “Leopold”, il cinema “Metro”). Nel corso dell’anno sono state numerose le azioni terroristiche compiute da gruppi di fondamentalisti islamici, sotto la sigla degli “Studenti per l’Islam” nell’ultima, lo scorso 13 settembre, cinque bombe sincronizzate esplosero a Delhi in diversi luoghi della città facendo più di 30 morti e oltre 100 feriti.
La Farnesina sta verificando la situazione degli italiani. Il ministro Franco Frattini segue con “forte preoccupazione” le notizie e “viene in particolare tenuto informato in merito al coinvolgimento di cittadini italiani come indicano le informazioni sin qui in possesso”, ha reso noto il ministero, che ha attivato l’Unità di crisi. Due italiane, una donna e una bambina di sei mesi, si trovano nell’hotel ‘Oberoi’ di Mumbai preso d’assalto dai terroristi, che hanno dato alle fiamme la hall. “Le abbiamo sentite, stanno bene” ha detto il console Fabio Rugge. Nell’albergo ha fatto irruzione la polizia. I nostri connazionali nella metropoli indiana sarebbero circa duecento. Un testimone britannico intervistato dalla tv indiana ha riferito che “I terroristi cercavano persone col passaporto Usa o del Regno Unito”. “E’ stato un attacco terrorista, con esplosioni in tutta la città” ha raccontato alla televisione madrilena un membro della delegazione della regione spagnola, che si trovava in uno degli hotel assaltati. Tra i feriti, secondo “El mundo“, ci sarebbe un eurodeputato. Sarebbero decine gli stranieri presi in ostaggio nei vari hotel assaliti. Una testimonianza è arrivata da un cittadino britannico fuggito dall’Oberoi : “Un ragazzo di circa 22 anni ci teneva sotto il tiro di una mitraglietta” ha detto Alex Chamberlain a Sky news, “ci ha detto di alzare e mani e ci ha chiesto se tra di noi c’erano britannici o americani. Ho riconosciuto la brutta faccia del fondamentalismo islamico dal tono velenoso con cui l’ha chiesto”.
A quel punto, secondo il racconto, il suo amico indiano ha compreso che è questo quello che i terroristi cercavano: occidentali da tenere in ostaggio o da uccidere. “Mi ha detto: ‘non fare l’eroe, dì che sei italiano e inventa cose del genere’. Ma non ce n’è stato bisogno: siamo riusciti a scappare attraverso un’uscita di emergenza” ha raccontato, “siamo rimasti nascosti per un quarto d’ora. Ho telefonato alla mia fidanzata per dirle che l’amo e che non credevo che l’avrei piu’ rivista”. A Mumbai si sono in passato registrati i più violenti attentati terroristici della storia moderna dell’India: nel mirino sempre gli affollati treni dei pendolari che raggiungono ogni giorno la capitale dello stato del Maharasthra. L’11 luglio 2006 oltre 180 persone persero la vita nel più sanguinoso attentato degli ultimi anni quando alla stazione ferroviaria di Mumbai esplosero sette bombe in rapida successione. Il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama in un messaggio ha condannato gli attentati e promesso “collaborazione” al governo indiano per “sradicare e distruggere le reti terroristiche”

video di una sparatoria a Mumbai, dalla tv indiana

  • emanuele rossi
  • Mercoledì 26 Novembre 2008
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