- Tags: gay, Iran, omosessualità, Vaticano
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L’Iran manterrà la pena di morte per i gay, in base alla legge islamica, anche se fosse approvato dall’Onu un documento della Ue sulla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo, contro il quale si è espresso ieri il Vaticano. Lo ha detto oggi all’ANSA Mohammad-Taqi Rahbar, della commissione Giustizia del Parlamento iraniano. ”In base alla sharia (legge islamica, ndr) e alle leggi divine, in Iran l’omosessualità è considerata odiosa e inaccettabile - ha affermato Rahbar, che appartiene all’ala fondamentalista maggioritaria - Gli stranieri possono dire quello che vogliono, ma noi continueremo sulla nostra strada, perché quello che facciamo serve a prevenire la corruzione”. Inoltre, ha aggiunto il membro della commissione Giustizia, ”le leggi islamiche garantiscono tutti i diritti”.
Ieri, in un’intervista all’agenzia francofona I.Media, monsignor Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ha espresso la contrarietà del Vaticano alla proposta di depenalizzazione che la Francia si appresta a presentare a nome dei Paesi della Ue. ”Anche se ratificheranno la depenalizzazione - dice da parte sua Rahbar - non potranno imporla, perché ciascun Paese ha le sue leggi, diritti e linee rosse”.
Lo scorso anno, rispondendo alla domanda di uno studente sulla pena di morte per i gay durante un dibattito alla Columbia University di New York, il presidente Mahmud Ahmadinejad affermo’ che ”in Iran non esistono omosessuali”, attirandosi reazioni di protesta e ilarita’.
Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l’omosessualità è ancora considerata reato in una novantina di Paesi, e in alcuni, come in Iran, è punita appunto con la morte. Un caso che ha scosso le coscienze a livello internazionale è stato quello di Makwan Muludzadeh, un ragazzo gay di 20 anni impiccato lo scorso anno nel nord-ovest dell’Iran perché riconosciuto colpevole di ’sodomia’ quando aveva 13 anni. In Iran, infatti, anche i minorenni possono essere condannati a morte. Makwan, secondo i giudici, aveva compiuto violenze sessuali su altri tre ragazzini. Ma alcune organizzazioni per la difesa dei diritti dei gay hanno parlato di altre esecuzioni in cui i condannati erano stati riconosciuti colpevoli di rapporti consenzienti.
Secondo Rahbar, questi casi ‘’sono rarissimi, perché il sistema giudiziario (iraniano) ha imposto una serie di limitazioni, che rendono anche difficile provare il reato, come quella in base alla quale il rapporto sessuale deve essere confermato da quattro testimoni attendibili”. E comunque, aggiunge, le dichiarazioni e convenzioni internazionali non possono essere imposte ai Paesi. ”E’ il caso - sottolinea Rahbar - della Convenzione internazionale per i diritti delle donne, adottata da molti Paesi, compresi alcuni islamici, ma non da noi, perché vi sono alcune parti che non accettiamo”.
- Martedì 2 Dicembre 2008
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Il 3 Dicembre 2008 alle 10:35 UAAR Ultimissime » Archivio » Iran: “rimane pena di morte per i gay” ha scritto:
[...] Mohammad-Taqi Rahbar, membro della commissione Giustizia del Parlamento iraniano, ha affermato che in Iran rimarrà in vigore la pena di morte per gli omosessuali, anche se dovesse passare la proposta Onu per la depenalizzazione dell’omosessualità. Rahbar afferma: “In base alla sharia e alle leggi divine, in Iran l’omosessualità è considerata odiosa e inaccettabile. Gli stranieri possono dire quello che vogliono, ma noi continueremo sulla nostra strada, perché quello che facciamo serve a prevenire la corruzione. […] le leggi islamiche garantiscono tutti i diritti”. “Anche se ratificheranno la depenalizzazione” continua Rahbar “non potranno imporla, perché ciascun Paese ha le sue leggi, diritti e linee rosse. E’ il caso della Convenzione internazionale per i diritti delle donne, adottata da molti Paesi, compresi alcuni islamici, ma non da noi, perché vi sono alcune parti che non accettiamo”. Notizie correlateChiesa cattolica e pena di morteIran: pena di morte per i blogger?Iran: proposta dei magistrati per abolire lapidazioneIran, impiccato perché era gay: “Per la sodomia c’è solo la forca”Condividi [...]
Il 3 Dicembre 2008 alle 16:32 Mohammad-Taqi Rahbar: “l’Iran manterrà la pena di morte per i gay” « Crimini e Vaticano ha scritto:
[...] da http://www.panorama.it [...]
Il 3 Dicembre 2008 alle 17:25 .:: No God ::. » Blog Archive » Seguaci di un dio assassino. ha scritto:
[...] Mohammad-Taqi Rahbar, parlamentare iraniano, a proposito della risoluzione per la depenalizzazione del reato di omosessualità, afferma con orgoglio che Allah, la sua immaginaria entità soprannaturale di riferimento, ha ordinato ai suoi seguaci di ammazzare gli omosessuali. Quindi in Iran continurà la strage dei gay qualunque sia la risoluzione dell’ ONU. Del resto anche i seguaci del Cristo cattolico, ivi compreso l’attuale Fuhrer e sedicente vicario in terra dello stesso Cristo, sono d’accordo che la strage può continuare. Qui la fonte della notizia LEGGI liran-manterra-la-pena-di-morte-per-i-gay-lo-vuole-la-sharia [...]
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