La prima conferenza stampa da presidente eletto per Barack Obama. Dietro di lui, a sinistra Joe Biden, a destra Rahm Emanuel
Un piccolo passo, ma significativo. All’indomani del voto il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama ha aperto uno spazio per annunciare le iniziative della Casa Bianca e discutere con i suoi elettori: è il sito Change.gov, gestito da un’organizzazione non profit. Ora i testi, le foto e i video sul sito potranno essere copiati e “remixati” come è già successo durante la campagna elettorale: le parodie dei dibattiti televisivi e degli spot pubblicitari sono i casi più famosi. Forse, è ancora la punta dell’iceberg. Ma non si tratta di una decisione che viola le leggi del copyright, il diritto d’autore? No, perché Change.gov ha adottato le licenze Creative commons 3.0: semplificando, si può utilizzare qualsiasi cosa pubblicata sul sito specificando la fonte. Così il popolo della rete può riprendere, diffondere, discutere, rielaborare i messaggi del presidente eletto Usa. finora soltanto le fotografie del futuro inquilino della Casa Bianca erano rilasciate con licenza Creative Commons.
Quella di Change.gov è una storia travagliata: è qui che Barack Obama ha pubblicato la sua agenda elettorale. Un tentativo di aprire al pubblico la discussione dei punti “caldi” durante la fase di transizione che durerà fino al 20 gennaio con il passaggio di consegne ufficiale da George W. Bush a Barack Obama. Ma alcuni punti dell’agenda erano controversi e hanno suscitato reazioni animate, come per la bioetica. Pagine che sono scomparse per alcuni giorni e poi ritornate online il 22 novembre. Al momento uno dei forum più discussi riguarda la salute pubblica: circa tremila commenti.
- Mercoledì 3 Dicembre 2008

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Il 12 Dicembre 2008 alle 18:37 Brunetta, l’anti fannulloni e gli amici di Facebook: “Parlamio un po’ insieme” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Vabbé, Obama è scontato. Addirittura, c’è chi dice che (anche) grazie alla Rete e a Facebook abbia vinto le elezioni di novembre. E allora stando entro i (virtuali) confini italiani di Fb, non sono pochi i politici che si sono fatti un profilo sul sito di social network più cool e famoso del mondo. Forse anche perché blog, forum e isole virtuali su second Life non erano più sufficienti per esprimere le idee politiche. Walter Veltroni è iscritto ad un centinaio di gruppi e ha ben 5.000 amici, Antonio Di Pietro oltre 4.000 e Pier Ferdinando Casini circa 3.100. E come non citare il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia (3.389 sostenitori), Massimo D’Alema che ne vanta 3.157, Renato Soru (l’ex) governatore della Sardegna (lui parte però avvantaggiato dal suo rapporto prediletto con il web, in quanto fondatore di Tiscali) che conta 5.962 sostenitori, Giancarlo Gentilini con 7.145 sostenitori, Gianfranco Fini (4.831 sostenitori), Giulio Tremonti 4.244 sostenitori, Fausto Bertinotti (2.490 sostenitori) e Romano Prodi (2.280 amici). E adesso c’è anche lui, il ministro anti furbetti, Renato Brunetta. Forse stuzzicato dal nome di un gruppo italiano Tra Facebook e Msn anche oggi non ho combinato un c…, il responsabile della Funzione Pubblica ha pensato di approdare su Fb e dare una sbirciata. E chissà che sorpresa per i “fannulloni” che dedicare il proprio tempo d’ufficio a rintracciare i vecchi compagni di scuola o a fare giochini e test. Insomma, dopo la Gelmini su YouTube, ecco ora un altro ministro del governo Berlusconi presentarsi ai naviganti con un video-messaggio. Breve, solo 44 secondi, veloce e diretto, come va di moda in Rete: “Amici di Facebook buongiorno. So che siete in tanti. Questa è la prima volta che mi rivolgo a voi. Grazie, intanto, di esserci. Io finora non ho fatto niente per colloquiare con voi. Da adesso, se vorrete, potremo parlare un po’ insieme. Vi racconterò le cose che faccio. E magari, se voi mi date qualche suggerimento, qualche reazione, lavorerò anche meglio. Tutto qua. Grazie ancora, vediamo se funziona”. I commenti all’esordio. Ovviamente più che positivi: “Ottimo… Lei è l’idolo di mia moglie. Mia moglie è una che da sempre denunciava le “storture del pubblico… quando l’ha vista far fare una figuraccia alla Gruber era lì che faceva il tifo da stadio in casa :) Una domanda, se posso, che fine ha fatto la sua proposta per regolamentare le coppie omosessuali? Può rispondermi anche in privato nel mio profilo trova tutti i contatti”, recita uno dei 153 post inviati dai supi 13.000 e più supporter che lo piazzano ai primi posti nella classifica dei politici italiani con più fan. Ora, su Facebook manca solo Silvio Berlusconi, tanto che gli utenti hanno lanciato una vera e propria campagna online per spronare il premier a creare un suo profilo. È nato infatti il gruppo “Silvio, fatti il profilo su Fb!1.000.000 a chiederlo”, con più di centosessanta persone che invocano lo sbarco del Cavaliere sul social network. L’obiettivo del gruppo è raggiungere quota un milione di iscritti. Forse, in questo modo, Berlusconi non potrà più ignorare la proposta. Il gruppo è ancora “giovane”. Ma l’appello è unanime: “Silvio apri anche tu un profilo”. Dopo l’aria di novità portata da Obama, che ha usato il web in un modo tutto nuovo, anche gli utenti italiani reclamano a gran voce un diverso rapporto tra cittadini e politici. [...]
Il 16 Dicembre 2008 alle 12:05 Obama sbarca sull’iphone » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] L’applicazione è stata sviluppata dalla software house Cerado e rilasciata l’8 dicembre. Qualche settimana fa i gestori di Change.gov hanno deciso di offrire i contenuti del sito in pubblico dominio, con le licenze Creative commons: testi, immagini e video possono così rimbalzare da blog a blog e all’interno dei social network senza preoccupazioni sul copyright, ma citando la fonte delle notizie. [...]
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