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La prima conferenza stampa da presidente eletto per Barack Obama
La strada per uscire dalla crisi? Se non c’è, la costruiremo. Nel suo messaggio radiofonico del sabato il presidente eletto Barack Obama ricorda sempre di più l’era Roosevelt. E lancia un nuovo “New deal”, puntando deciso sulle infrastrutture, incluse le “autostrade” informatiche.
“Metteremo in atto il più importante piano di investimenti nelle infrastrutture dagli anni ‘50″ ha annunciato alla radio. L’obbiettivo è l’occupazione, in un periodo critico per i lavoratori statunitensi (ieri i dati sull’occupazione registravano un taglio di 533mila posti solo nell’ultimo mese; le previsioni parlano di un aumento della disoccupazione all’8% nel 2009). Obama punta alla creazione di 2 milioni e mezzo di posti di lavoro. Il piano prevede finanziamenti agli Stati che dovranno usarli con tempestività per riparare e costruire strade, ponti, dighe. “Metteremo una regola semplice” ha avvertito il futuro presidente: “o li usi o li perdi”.
Ma il piano della nuova amministrazione agirà anche su due direttrici che hanno fatto da pilastro nella campagna elettorale: il risparmio energetico e le nuove tecnologie. “Renderemo più efficienti gli edifici dal punto di vista energetico” ha detto Obama nel messaggio radio, “Il nostro governo ora paga la più alta bolletta energetica del mondo”. ”Sostituire vecchi impianti di riscaldamento e installare lampadine a basso consumo negli edifici federali” ha aggiunto “farebbe risparmiare miliardi di dollari ai contribuenti e creerebbe nuovi posti di lavoro”. Per quanto riguarda internet invece, “Rinnoveremo la nostra autostrada informatica. E’ inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al quindicesimo posto per quanto riguarda l’adozione della banda larga”, ha detto Obama, “
Internet dovrà entrare in ogni scuola”. Il neopresidente non ha però spiegato nel dettaglio da dove attingerà i soldi per pagare un piano così ambizioso. Quello che ha assicurato è che partirà subito, dal 20 gennaio, giorno in cui entrerà ufficialmente alla Casa Bianca, in poi. L’entusiasmo che attende i primi passi del prossimo governo intanto non accenna a diminuire: ne è un segno la valanga di domande pervenute ai reclutatori della nuova amministrazione: 300mila per 3mila posti. Con Bush furono 40mila.
- Sabato 6 Dicembre 2008

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Il 8 Dicembre 2008 alle 17:11 Il piano Obama mette le ali alle borse. Gm ed Eni superstar » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Se continua così, lo obbligheranno a parlare tutti i giorni. Come nel giorno dopo l’elezione, come quando ha presentato il suo team economico: le borse accolgono con entusiasmo i programmi del prossimo presidente americano. L’annuncio di un ingente piano di investimenti pubblici in infrastrutture, energia e informatica di sabato da parte di Barack Obama ha fatto sentire i suoi effetti positivi sui mercati asiatici, europei e americani. Rialzi un po’ ovunque in apertura: la borsa di Tokyo ha chiuso con l’indice Nikkei dei 225 titoli principali salito a quota 8.329,05 dopo aver guadagnato ben 411,54 punti pari al 5,19%.A Hong Kong l’Hang Sang Index ha guadagnato il 7,80% a 1.080,64 punti. La borsa di Shanghai invece ha registrato un rialzo dell’3,57% a quota 2.090,77 punti. In Europa si accodano ai maxi-rialzi messi a segno dalle piazze asiatiche. L’indice paneuropeo Dj Stoxx avanza del 5,1% mentre Parigi sale del 6,6%, Francoforte del 6,3% e Londra del 4,7%. A Milano a metà pomeriggio il Mibtel registra un più 4,77%, a 14.796 punti, con crescite per aziende bastonate nell’ultimo mese come Fiat, Unicredit e Banca Intesa-Sanpaolo. Questo dopo una delle settimane peggiori di sempre per le borse europee che avevano lasciato sul terreno circa l’8%. La prospettiva del “più importante piano per le infrastrutture negli Usa dagli anni 50″ ha contribuito al rimbalzo dei prezzi delle delle materie prime, spingendo i titoli del comparto minerario (+8% l’indice Dj Stoxx di settore). Bene anche i petroliferi (+7,2%) che beneficiano della ripresa delle quotazioni del petrolio, tornato sopra ai 44 dollari al barile. Un rialzo che spinge l’ Eni, star dei listini con un aumento del 10%, dovuto soprattutto all’interessamento della compagnia di stato libica all’acquisto di una quota consistente della società controllata dal Tesoro. Vola anche General Motors (+20%), sembra avvicinarsi un voto favorevole del Congresso Usa per le grandi corporations del settore automobilistico, che hanno bisogno immediato di soldi per la sopravvivenza. Anche se questo potrebbe costare caro a Rick Wagoner, amministratore del gigante di Detroit, di cui il leader democratico al Senato Christopher Dodd ha auspicato le dimissioni. [...]
Il 2 Marzo 2009 alle 22:01 elisa_80 ha scritto:
>>>Internet dovrà entrare in ogni scuola
questo e la rivoluzione secondo lui. Siamo messi bene, e una ventina di anni in ritardo mi sa.
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http://www.trycatch.it
Il 4 Maggio 2009 alle 14:46 me.angela.1984 ha scritto:
ma ci stano i soldi per mettere internet alle scuole perche con questa crisi che ci sentiamo in giro, non so?
———–
http://www.renovar.it/chirurgi.....itiva.html
Il 5 Maggio 2009 alle 10:39 Facebook e twitter, un’arma contro l’influenza suina » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Nell’emergenza della febbre suina sono fioccati su internet allarmi e paure. Che rischiano di alimentare il panico nelle città degli Stati Uniti dove sono avvenuti i primi casi di contagio. La Casa Bianca non ha perso tempo e ha deciso di intervenire direttamente sul web: non aspetta, però, che siano i cittadini ad andare sul suo sito, ma arriva lì dove le discussioni delle persone avvengono in tempo reale: nei blog e nei social network frequentati ogni giorno dagli americani. Così attraverso twitter, un microblog utilizzato da più di 4 milioni di persone negli Usa, la Casa Bianca consiglia dove cercare notizie affidabili sull’influenza suina, come il Centro per il controllo delle malattie di Atlanta oppure BirdFluGov. Altrimenti, il caos dell’emergenza rischia di sommergere con informazioni false o inaccurate chi naviga in rete. Generando il caos. La questione etica, invece, è uno dei temi affrontati dalla Casa Bianca su Facebook, dove ha appena aperto una pagina: in poche ore sono arrivati 160mila fan. All’interno del social network le persone possono commentare gli interventi di Barack Obama, dire la loro opinione, seguire gli aggiornamenti sulla diffusione dell’influenza suina: Facebook è soprattutto un luogo di conversazione dove le persone sono attente alla qualità delle discussioni. Qui Norm Eisen, consigliere di Barack Obama sulla trasparenza, descrive gli “aggiornamenti etici” introdotti negli ultimi mesi. Alla politica spettacolo, poi, è dedicata la pagina su MySpace: un discorso di Barack Obama e un album fotografico che mostra la famiglia presidenziale sono a disposizione del pubblico. Il fotografo ufficiale Pete Souza, infatti, ha la possibilità di curiosare tra le stanze della Casa Bianca e scattare immagini durante le riunioni o nei momenti di relax di Barack Obama: un flusso di fotografie che racconta gli aspetti quotidiani della vita a Washington. Se l’idea risale al presidente John F. Kenney (che scelse come fotoreporter Cecil Stoughton), lo staff di Obama ha deciso di diffondere le immagini sugli album di Flickr. [...]
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