Crolla un mito negli Stati Uniti, quello del giornale di provincia impegnato a raccontare la storia della vicina di casa che ha chiamato i pompieri per salvare il gatto sull’albero. Già, secondo un rapporto Fitch Ratings, entro il 2010 molte città a stelle e strisce non avranno più un loro quotidiano locale. Motivo? La crisi finanziaria che spinge numerosi editori a ridurre i costi, incluso il gigante Gannett (la casa editrice di USA Today, il foglio più letto d’America) che ha annunciato in settimana il taglio in totale di oltre 2mila posti tra il personale degli 85 quotidiani da lei controllati. Secondo gli autori dell’indagine (ripresa anche da Editor & Publisher), due “media company globali” saranno le prime vittime della crisi che sta colpendo il settore: la McClatchy e la Tribune Co. Tra queste, la seconda è già stata data per spacciata anche dal Wall Street Journal. Nell’edizione di domenica, il foglio finanziario newyorkese ne ha ipotizzato la bancarotta entro la fine della settimana.
Francia: chi è il più bello di Internet?
E’ scontro infinito, quello tra Le Monde e Le Figaro. Sul piatto della bilancia un ambito premio: il titolo di sito più cliccato del Paese. Già, ogni volta che da un sondaggio emergono i dati sulle pagine web di informazione più visitate, i due quotidiani si contendono il primato con percentuali risicate. L’ultima notizia (diffusa dal prestigioso istituto di ricerca Nielsen NetRatings) è che Le Figaro, con 5,38 milioni di visitatori nel mese di ottobre, è al momento il giornale online francese più amato. E il quotidiano non ha perso tempo a rimarcare che sono loro adesso a guidare la classifica. “Lefigaro.fr reprend la 1ère place des sites d’information”, si leggeva in Rete un paio di giorni fa. Le Monde si è dovuto accontentare di “appena” 4,8 milioni di aficionados. Dietro ai due colossi dell’informazione transalpina si sono piazzati il gratuito 20 Minutes (3,2 milioni di visitatori) e Parisien (2,3 milioni di lettori).
Media made in UK: crollo degli investimenti pubblicitari
Per il mercato pubblicitario britannico si preannuncia un 2009 terribile. Stando a un recente rapporto pubblicato da una società del gruppo WPP www.wpp.com (l’ente britannico leader internazionale nel settore della comunicazione e che dà lavoro in 106 Paesi a oltre 100mila impiegati), il prossimo anno le spese per l’advertising registreranno un calo generale prossimo al 6 per cento. A soffrire di più sarà il settore della carta stampata. Secondo il rapporto, i quotidiani nazionali vedranno un calo del 12 per cento, quelli regionali del 13, mentre la stampa business-to-business dovrà vedersela con un meno 14 per cento. Meglio andrà per gli investimenti online (più 4 per cento), per quelli legati alle relazioni pubbliche (2 per cento di crescita) e per le ricerche di mercato (più 1,8 per cento). E la vecchia regina dei media, la Tv? Male anche lei: meno 6 per cento.
- Venerdì 12 Dicembre 2008

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