- Tags: Afghanistan, George-Bush, Iran, iraq, politica-estera
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Nessun fuori programma, questa volta. La conferenza stampa di George Bush a Kabul è filata via liscia come l’olio. Di più. Dopo l’incidente di ieri a Baghdad (quando un cronista della tv irachena Al Baghdadia, urlando Questo è il tuo bacio d’addio, cane, gli ha tirato entrambe le scarpe) i giornalisti afghani lo hanno onorato chiamandolo Sua Eccellenza. Una richiesta però - va detto - avanzata da un portavoce del governo ospitante. Anche in questo caso si è trattato di una visita a sorpresa, ipersegreta, decisa all’insaputa della stampa americana.
Il VIDEO servizio:
Giunto a sorpresa in piena notte alla base aerea di Bagram, è sceso dal suo aereo, ha attraversato la pista e si è infilato sotto un grande tendone dove lo attendevano centinaia di soldati. “Confido che in Afghanistan avremo successo perché la nostra causa è giusta”, ha detto. Poi, ha passato in rivista una guardia d’onore insieme al presidente Karzai, con il quale si è recato, successivamente, al palazzo presidenziale, strettamente sorvegliato, per un breve colloquio. Dove ha detto che ha già ordinato l’aumento delle truppe in Afghanistan: una scelta che condivide anche il presidente eletto Barack Obama secondo il quale l’emergenza è proprio qui, in Afghanistan e in Pakistan, dove le bande estremiste filo talebane sono di nuovo all’offensiva. “Come avete contato sulla mia amministrazione - ha detto Bush rivolto a Karzai durante la conferenza stampa - ora potete fare affidamento anche sulla nuova”. Nel suo discorso in Afghanistan non c’è però traccia del trionfalismo dei primi anni della sua presidenza: “Il livello di difficoltà in Afghanistan è elevato”, ha dovuto riconoscere.
L’”eroe” Muntazer. Intanto in Iraq c’è già chi ha eletto a proprio eroe Muntazer al-Zaidi, il giornalista di Al Baghdadia che ha sfidato il presidente con un doppio lancio di scarpe e che ieri è stato portato fuori dalla sala dai servizi segreti americani e iracheni. La rete televisiva dove lavora ha chiesto di liberarlo subito “in rispetto della democrazia e della libertà di espressione che il nuovo regime (iracheno) e le autorità americane hanno promesso al popolo iracheno”. “Tutte le misure prese contro Muntazer saranno considerati come atti di un regime dittatoriale”, ha concluso il documento, che fa anche appello alle associazioni dei giornalisti iracheni e internazionali. Creata nel 2005 e con sede al Cairo, la tv Al-Baghdadia e’ finanziata da un uomo d’affari iracheno. Un collega di al-Zaidi, il giornalista Jihad al-Rubaie, oggi lo ha definito “un patriota”.
Il lancio di scarpe (il servizio Cnn)
- Lunedì 15 Dicembre 2008

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Il 16 Dicembre 2008 alle 13:42 Costole rotte per il giornalista iracheno che ha lanciato le scarpe » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Avrebbe un braccio rotto, diverse costole fratturate, lesioni a un occhio e agli arti superiori. Il giornalista iracheno Muntazer al-Zaidi ha pagato a caro prezzo il lancio delle scarpe contro George W. Bush a Baghdad. A riferire delle pessime condizioni in cui versa il cronista è il fratello Dourgham, che ha anche dichiarato di aver saputo che il reporter è attualmente rinchiuso in una cella di massima sicurezza all’interno della cosiddetta ‘Zona Verde’, il complesso super-fortificato dove hanno sede il quartier generale della coalizione multinazionale a guida Usa e gli uffici del governo iracheno. Anche altri cronisti presenti alla conferenza stampa hanno confermato di aver notato tagli e abrasioni sul suo volto mentre veniva trascinato via a forza dagli agenti della sicurezza irachena. [...]
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