
Chi ha collocato i cinque candelotti di dinamite nei grandi magazzini Printemps? Chi si cela dietro il Fronte Rivoluzionario Afghano, lo (finora) sconosciuto e misterioso nome con cui è stata firmata la rivendicazione dell’atto che ha fatto tornare la paura a Parigi? Per ora, gli inquirenti francesi hanno una certezza: non si tratta di Al Qaeda, o di qualche altro spezzone della galassia del terrorismo islamico internazionale. “Infatti, la modalità non è quella che loro seguono - conferma Anne Giudicelli, giornalista francese, esperta di sicurezza e del mondo arabo, autore di un recente libro sui gruppi fondamentalisti armati. “Non avvertono, come fatto ieri. Compiono stragi, per lanciare messaggi”. L’analisi della fondatrice di Terrorisc, una società di consulenza sul rischio del terrorismo globale, è supportata dalla lettura del volantino con cui sono stati rivendicati gli ordigni dei Printemps
“Nel testo non ci sono riferimenti specifici al Corano, al network fondato da Osama Bin Laden, o ad altri comunicati, lanciato in passati dal numero due di Al Qaeda Al Zawahiri. Questa è una traccia molto importante”. Lo stile non è il loro, anche se il riferimento all’Afghanistan, all’impegno dei soldati francesi a Kabul - rafforzato dopo la decisione di Nicolas Sarkozy di inviare nuove truppe negli scorsi mesi - ha fatto subito pensare alla pista islamica. Ma, se in passato la Francia era stata colpita da gruppi provenienti dal Maghreb, mai, prima di ora era stato minacciato da formazioni collegate ai Talebani, i quali hanno compiuto attentati anti-francesi solo in territorio afghano. L’ipotesi che si tratti di un gruppo autoctono, proveniente dalle esplosive banlieues, dove i giovani francesi di origine araba vivono una situazione di profonda frustrazione, è presa in esame da Anne Giudicelli.
“Potrebbe essere una pista, anche se, ripeto, il volantino non ha riferimenti alla Jihad. Il pensiero alle zone povere delle nostre periferie non deve essere automatico. Si ricordi che nel 2005, a Londra, gli autori dei sanguinosi attentati che colpirono la capitale britannica provenivano da quartieri della middle-classe, non dai sobborghi più degradati. Di una cosa, però, sono sicura: chi ha messo la dinamite ieri a Parigi vive da molto tempo in Francia, non è uno straniero”. L’obiettivo (raggiunto), dice la giornalista, era quello di provocare un forte impatto sull’opinione pubblica, un fremito di paura alla vigilia delle Feste. Una operazione mediatica. “L’esplosivo fatto trovare è facilmente reperibile sul mercato. La confezione era molto artigianale, niente di sofisticato. Non era in grado di esplodere. Non volevano uccidere, ma lanciare un messaggio su di un tema, l’intervento in Afghanistan, abbastanza controverso in Francia. È stato un atto contro la politica di Nicolas Sarkozy”. Per avere qualche elemento di comprensione in più, di vede lavorare sull’analisi del testo della rivendicazione. I grandi magazzini Printemps vengono definiti “capitalisti” , una parola mai usata da gruppi islamici. La telefonata preventiva all’agenzia di stampa France Press , secondo gli inquirenti francesi, ricorda le modalità adottata dall’Eta basca - o dell’Ira. Anne Giudicelli avanza una suggestiva ipotesi. “Potrebbe anche essere anche un fenomeno nuovo, una formazione che nasce con soggetti provenienti da diversi ambienti, un mix composto da estremisti marxisti e da persone, che hanno a cuore la questione afghana e che, magari, fanno riferimento al fondamentalismo islamico”.
La Polizia di Parigi e i servizi di sicurezza , per ora seguono tutte le piste. Anche quella dell’atto di un mitomane, o di un esaltato. Oppure l’ennesima puntata di una lunga storia di “terrorismo anomalo”. Uno fra tutti, il misterioso gruppo Azf, che nel 2004 ricattò il governo minacciando di compiere attentati sui binari della rete ferroviaria francese. In ogni caso, l’avvertimento di ieri è stato preso molto sul serio dalle autorità francesi. Il primo ministro Fillion l’ha giudicata “una minaccia seria”. Da ieri, la paura è tornata sulle rive della Senna.
- Mercoledì 17 Dicembre 2008
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