
Il premier belga Yves Leterme
Il premier belga, Yves Leterme, e tutti i ministri del suo governo, hanno consegnato il loro mandato nelle mani del re Alberto II, pronti alle dimissioni. L’esecutivo, dalla storia travagliata (ci sono voluti 9 mesi “di gestazione” dopo le elezioni politiche del 2007 per formare un governo democristiano), è stato travolto dalle conseguenze dello scandalo Fortis, legato al fallimento (e al salvataggio) del gruppo finanziario principale del paese. La crisi politica è arrivata dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione, secondo la quale l’ esecutivo ha fatto pressioni sui magistrati che stavano esaminando la questione del salvataggio della banca, un dossier ribattezzato dalla stampa belga il ”Fortisgate”. Leterme è accusato di aver cercato, in sostanza, di ottenere un risultato diverso da quello che poi è stato il pronunciamento della Corte d’appello di Bruxelles, favorevole ai piccoli azionisti che si opponevano alla svendita dell’istituto di credito ai francesi di Pnb Paribas. La Corte ha quindi congelato la cessione per un periodo di 65 giorni. La prima poltrona a saltare, oggi pomeriggio, è stata quella del ministro della Giustizia Jo Vandeurzen, che ha inviato una lettera al premier in cui parla di una situazione ”penosa e inaccettabile”, non risparmiando critiche alla magistratura.
Poi lo ha seguito l’intero esecutivo. Adesso la decisione spetta al re. Ma gli organi di stampa esortano il monarca a fare presto e porre fine a “un biennio di crisi continua”: come riassume il quotidiano Le Soir, nella sua versione online, 2007 e 2008 sono stati due anni disastrosi per la politica belga. Che Yves Leterme non sarebbe stato un premier forte si era capito già dalla campagna elettorale, quando era stato pesantemente criticato per aver “sbagliato” l’inno nazionale. Mica un errore da niente: a un giornalista che gli chiedeva di cantare una strofa Leterme aveva risposto intonando “Allons enfants de la patrie…” ovvero la marsigliese.
Il video sulla gaffe del premier belga
Sacrilegio per i belgi, da sempre rivali dei “cugini”, ancora di più per la parte fiamminga, che ha fatto sempre più pesare le proprie rivendicazioni autonomiste. Ciò nonostante il democristiano Leterme ha vinto le elezioni il 10 giugno 2007. Ma per formare una maggioranza stabile ha dovuto attendere fino al 20 marzo, patendo l’opposizione del premier uscente Guy Verhofstadt, le proteste dei fiamminghi e la paralisi in parlamento. Poi, a settembre è arrivata la crisi, quella finanziaria. Che ha travolto il governo.
- Venerdì 19 Dicembre 2008

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Commenti
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Il 22 Dicembre 2008 alle 13:20 Belgio, la crisi senza fine » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Ormai è ufficiale. Yves Leterme “non è candidato né alla sua successione, né per esercitare altre funzioni in un nuovo governo”. A rivelarlo è stato ieri sera il portavoce dell’ex Primo ministro cristiano-democratico belga, dimessosi venerdì scorso in seguito all’ennesima débacle politica di un paese ormai totalmente allo sbando e a rischio dissoluzione. [...]
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