Gli attacchi terroristici di Mumbai hanno avuto effetti anche sui codici di comportamento delle televisioni indiane. Giovedì scorso le principali emittenti del Paese asiatico hanno annunciato un piano in risposta alle accuse di avere involontariamente aiutato i militanti islamici durante gli attacchi nella capitale finanziaria.
Le nuove direttive, modellate su modelli anglo-statunitensi, prevedono il divieto assoluto di mandare in onda immagini legate alle operazioni di sicurezza o ai possibili contatti con terroristi o ostaggi. Secondo la News Broadcasters Association (l’associazione che rappresenta le tv indiane) le emittenti eviteranno anche di trasmettere immagini di cadaveri o di scene di sangue. La decisione di darsi un nuovo codice è arrivata in seguito alle critiche che sono piovute sulle tv all’indomani degli attentati, in particolare nei confronti di una stazione che aveva mandato in onda una telefonata con uno dei dieci attentatori responsabili della morte di 163 persone.
Il Guardian parla arabo
I media britannici lo hanno annunciato la scorsa settimana: entro il prossimo anno il Guardian lancerà un servizio in lingua araba. Stando a quanto ha scritto Brand Repubblic, l’autorevole foglio di Sua Maestà ha già preso accordi con un quotidiano del Qatar (Al Shar) per assicurare la traduzione e la ri-pubblicazione per il mondo arabo di almeno una quindicina di articoli al giorno. L’iniziativa, consacrata da Tim Brooks (direttore generale di Guardian News & Media), non nasconde quindi le ambizioni del foglio britannico di diventare leader tra i quotidiani occidentali progressisti intenzionati a conquistare una fetta del nascente mercato arabo.
Tv digitale terrestre, la corsa francese
Parigi ha una gran fretta, vuole esser certa che i francesi siano pronti per quando la tv si riceverà solo per via digitale. Il che vuol dire entro il 2011. Stando a quanto ha scritto online il Nouvel Observateur, in settimana il governo transalpino ha contattato produttori e commercianti di apparecchiature elettroniche per assicurarsi che il grande pubblico sia bene informato e possa acquistare a breve l’occorrente. Eric Besson, segretario di Stato addetto allo sviluppo dell’economia digitale, ha quindi organizzato una riunione con i rappresentanti delle principali catene della grande distribuzione (come Carrefour, Auchan, Darty) e con i sindacati dei produttori di materiale audiovisivo (la Simavelec) per fare il punto sulla situazione e garantire che entro i prossimi mesi sugli scaffali dei negozi siano sempre
presenti ricevitori e depliant informativi. I piani per il passaggio al digitale in Francia procedono con celerità. Secondo Parigi oltre il 90 per cento della popolazione è potenzialmente coperta dal servizio, ma al momento solo il 60 per cento delle famiglie francesi sono equipaggiate per ricevere il segnale in digitale.
- Lunedì 22 Dicembre 2008

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