
Stamattina, l’Africa si è svegliata al suono dell’ennesimo colpo di mano militare della sua storia. Stavolta, il protagonista è la Guinea, il poverissimo stato dell’Africa occidentale che, nella sua storia, ha conosciuto solamente due presidenti, entrambi provenienti dalle Forze Armate. A séguito della morte del 74enne capo di stato Lansana Conte, avvenuta ieri notte probabilmente per motivi di salute, l’esercito ha annunciato di aver preso il controllo del Paese e di aver sciolto Parlamento, governo, partiti e sindacati.
“Al momento la situazione nella capitale Conakry è tranquilla, la gente non è scesa per strada e attende gli sviluppi della situazione”, fa sapere a Panorama.it il giornalista Abdoulaye Conde, direttore del giornale locale La Nouvelle Tribune. “Il Comitato che ha preso il potere è composto da giovani ufficiali dell’esercito, che hanno accusato le istituzioni politiche di essere le responsabili dello stato disastrato della nostra economia. Finora, nessun leader politico ha reagito”. Intenzione del Comitato sarebbe quella di nominare un presidente militare e un premier civile, che saranno responsabili della transizione attraverso la nomina di un governo. Stanchi del malgoverno di Conte, colpevole di aver precipitato nella miseria il Paese primo produttore di bauxite al mondo, ricchissimo di risorse idriche e minerarie, i giovani militari avrebbero deciso di avviare un nuovo corso. Utilizzando però i vecchi sistemi della politica guineana.
Nonostante i progressi politici realizzati dall’Africa, alcuni Paesi non sono stati toccati dalla ventata di democrazia che ha investito il continente negli ultimi vent’anni. La Guinea è uno di questi: indipendente dal 1958, grazie a quel Sekou Toure che ebbe il coraggio di affrancare il Paese dalla madrepatria francese, la Guinea cominciò il suo calvario molto presto. Isolato a livello internazionale, Toure sposò il comunismo avviando una repressione sistematica degli oppositori politici e instaurando un regime del terrore. Alla sua morte, nel 1984, l’allora ufficiale dell’esercito Lansana Conte prese il potere grazie a un colpo di stato. E se da allora la macchina repressiva si è allentata consentendo ai guineani di respirare, l’economia non si è mai ripresa dai disastri del precedente regime. Oggi il Paese è al collasso, i servizi di base sono scadenti e la disoccupazione è alta.
Il colpo di mano di oggi sarà l’alba di un nuovo corso per il Paese? “Il Comitato ha annunciato di voler allestire un governo competente, ora bisognerà capire l’atteggiamento della comunità internazionale”, prosegue Conde. L’Unione Africana per ora tace, facendo solo sapere di seguire con interesse gli sviluppi politici. Ma dubitare dell’ennesimo colpo di mano dei militari è lecito, visti i precedenti. Fumatore incallito e malato da tempo di diabete, negli ultimi anni l’autoritario Conte aveva ridotto il Paese alla paralisi, licenziando primi ministri a suo piacimento e disattendendo con regolarità tutti gli accordi presi con l’opposizione e i sindacati. Nel febbraio 2007, le manifestazioni organizzate dall’opposizione contro la crisi economica e l’operato dello stesso presidente furono represse nel sangue, provocando più di 180 morti secondo le cifre fornite dalle locali associazioni dei diritti umani. Ora la popolazione attende, nella speranza che quello appena iniziato sia veramente un nuovo corso.
- Martedì 23 Dicembre 2008
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Commenti
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Il 23 Dicembre 2008 alle 16:05 E’ Arrivato Babbo Golpe! - La Privata Repubblica ha scritto:
[...] Che magnifico regalo di Natale che arriva dalla Guinea: un bel Colpo di Stato militare subito dopo la morte del dittatore Lansana Conte, che a sua volte nel 1984 aveva preso il potere con un Colpo di Stato militare!1 Il nuovo governo sarà incaricato di combattere la corruzione e risollevare il paese dalla crisi economica. Ecco, quand’è che si riesce organizzare un golpe in Italia? Dopo la Befana? La Corruzione Lascia L’Italia, È Bufera La Torta Del FührerJappofiliaDi Ogni Erba Un LittorioLa Possibilità Di Un’Isla NublarL’Alba Dei Feisbuc Dementi [0 Commenti] Nome [...]
Il 23 Dicembre 2008 alle 21:07 matteo.fagotto ha scritto:
Qui di seguito gli ultimi aggiornamenti sul golpe:
Il Primo Ministro, Ahmed Tidiane Souare e il presidente dell’Assemblea Nazionale, Aboubacar Sompare, hanno negato che il governo sia stato sciolto, ammettendo però che un gruppo di ufficiali avrebbe tentato un golpe dagli esiti ancora incerti. I rivoltosi hanno invitato i ministri a recarsi nel campo militare di Alpha Yahya Diallo, presso la capitale Conakry, “per la loro sicurezza”, come ha reso noto il Comitato dei golpisti. Ancora non è chiaro da che parte si sia schierata la maggioranza dell’esercito, ma secondo le ultime notizie sarebbero in corso trattative tra golpisti e autorità civili per arrivare ad un accordo.
L’Unione Africana, dopo la cautela iniziale, ha condannato il tentativo di golpe, mentre il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello affinché i protagonisti della crisi evitino di ricorrere alla violenza. Al momento la situazione nella capitale Conakry è ancora calma.
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