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Colonne di fumo a Gaza city, colpita dai missili israeliani (Photo Ap)
Massacro a Gaza. Il 2008, anno della instabile tregua tra Hamas e Israele, si chiude con un pesante raid israeliano nella striscia controllata dal movimento islamista palestinese. Il più violento degli ultimi 20 anni: l’operazione rinominata “Piombo fuso”. Dopo il primo raid aereo di ieri mattina, anche oggi sono ripresi i bombardamenti mirati di F-16 ed elicotteri Apache alle strutture e ai depositi di Hamas, che si trovano in mezzo ad edifici cittadini. Le vittime, tra le quali molti civili, sono salite a 280 circa, secondo quanto si apprende da fonti mediche. Ma secondo Hamas sono più di 400. Oltre 600 sarebbero i feriti. Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak non ha escluso un’operazione di terra, unità di riservisti sono state mobilitate e spostate vicino ai confini con la Striscia. Mentre il consiglio di Sicurezza dell’Onu ha lanciato un appello alla fine di tutte le attività militari. Le operazioni erano cominciate ieri mattina quando un attacco coordinato dell’aviazione ha colpito basi e impianti militari di Hamas, con bombe e missili. I palestinesi sono stati colti di sorpresa, molti sono morti nel bombardamento della caserma di polizia, dove si stava tenendo una cerimonia. L’attacco era stato annunciato in risposta ai numerosi lanci di razzi Qassam diretti da Gaza verso il sud di Israele ripresi nei giorni scorsi, senza fare vittime. Razzi che l’altroieri avevano causato la morte per errore di due bambine palestinesi. Negli attacchi aerei israeliani contro il quartier generale della polizia di Hamas è rimasto ucciso il suo capo, Tawfiq Jabber. Lo ha reso noto la radio di Hamas.“Quello in corso a Gaza è un massacro non è un bombardamento. È un crimine di guerra, ci sono molte vittime civili e ancora una volta nessuno lo dice”, così padre Manuel Musallam, parroco della Santa Famiglia, contattato dall’ agenzia missionaria Misna a Gaza città. Il movimento al potere a Gaza intanto ha già messo in moto la macchina dei “martirii” incitando i propri membri a compiere attacchi suicidi in Israele. Centinaia di razzi sono stati sparati verso Sderot, Ashkelon e Ashdod e un israeliano è morto, colpito nella propria abitazione.
Un portavoce militare dello stato ebraico ha riferito che l’operazione potrà essere “ampliata e approfondita” secondo le necessità. ”Gli obiettivi che sono stati attaccati erano stati individuati dai servizi informazione negli scorsi mesi e comprendono terroristi di Hamas che operavano da basi, comandi, basi di addestramento e arsenali bellici. “Il governo di Hamas” ha detto, “i suoi capi e i suoi miliziani attuano il terrorismo, agendo da tempo all’ interno della popolazione civile, hanno la sola responsabilità per la reazione militare israeliana, che è necessaria per tutelare le esigenze di sicurezza di Israele e dei suoi cittadini”. L’ operazione, ha dichiarato in serata il ministro della difesa Ehud Barak, ha lo scopo ”di cambiare radicalmente la situazione” a Gaza per ridare la quiete alla popolazione israeliana minacciata dai razzi. ”E’ giunta l’ora di combattere” ha aggiunto “non voglio illudere nessuno: l’operazione non sarà facile e nemmeno breve”.
”Non cederemo mai a Israele, non importa quale forza sia usata contro di noi” gli ha risposto il leader del governo di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh “Noi non lasceremo la nostra terra, non alzeremo bandiere bianche e non ci inginocchieremo se non di fronte a Dio”. La situazione potrebbe quindi farsi ancor più critica nelle prossime ore, anche perché l’Iran ha già avvertito che manderà una nave di aiuti umanitari a Gaza, con l’intenzione di “violare il blocco sionista e arrivare in 12 giorni in Palestina con 2000 tonnellate di cibo, medicine e apparecchiature”. Intanto a Rafah, nel sud della Striscia, centinaia di palestinesi sono riusciti ad aprire un varco nel muro di confine con l’Egitto e sono penetrati nel Sinai superando le linee dei militari egiziani. La tensione nella zona è altissima, anche perché Hamas accusa i dirigenti egiziani di collusione con Israele. A Ramallah, sede del governo palestinese in Cisgiordania retto da Al Fatah e rivale di Hamas, il presidente Abu Mazen ha condannato “la vile aggressione” e ha chiesto l’intervento della comunità internazionale per fermare l’escalation di violenza. Dalla Casa Bianca alla Ue si moltiplicano le reazioni: l’alto rappresentante per la politica estera europea Javier Solana e la commissione Ue hanno chiesto un cessate il fuoco immediato ed un appello ad Israele e Hamas per la fine della violenza è stato lanciato da Francia e Russia. Il premier Silvio Berlusconi ha chiesto di cessare “le provocazioni e il lancio di razzi così come i bombardamenti”. Stop a missili e attacchi civili, dice la Casa Bianca per bocca di Condoleezza Rice, che però non condanna il raid. Dura la condanna dell’Egitto che ha convocato l’ambasciatore israeliano. Ma anche dal fronte arabo si sono levate critiche verso Hamas: in una conferenza stampa congiunta a Il Cairo con il ministro degli Esteri egiziano Abu Gheit, Abu Mazen ha dichiaratto che “Se le fazioni palestinesi avessero continuato il dialogo, si sarebbe potuto evitare il massacro di Gaza”, mentre Abu Gheit ha criticato gli islamisti perché non permetterebbero la fuga dei feriti verso l’Egitto.
- Sabato 27 Dicembre 2008
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Il 28 Dicembre 2008 alle 13:35 “Israele non può vincere militarmente” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Leggi anche: Gaza, continua l’attacco, 280 i morti. L’Onu: “Stop alle bombe” [...]
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