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	<title>Mondo &#187; Gaza sotto le bombe: &#8220;Rischiamo la catastrofe umanitaria&#8221;</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Gaza sotto le bombe: “Rischiamo la catastrofe umanitaria”</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 08:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano cibo, acqua e medicine per curare i feriti. Persino gli aiuti internazionali vengono bloccati   alla frontiera con Israele. Il racconto del portavoce dell'Agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi: “I combattimenti di  terra hanno costretto tutto il nostro personale a sospendere le attività a Gaza. Se non interveniamo sarà un ecatombe" ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/gaza_guerra_totale_contro_hamas/150884_alcuni_palestinesi_con_un_ferito.html" title="Alcuni palestinesi con un ferito"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/12/30/495a02cd0bd2f_zoom.jpg" alt="Alcuni palestinesi con un ferito" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Le immagini televisive sono impietose, ma mostrano solo una parte del dramma della guerra. Le telecamere inquadrano  alte colonne di fumo fuori da Gaza City, poi si staccano per  riprendere  in diretta l&#8217;attacco di una squadriglia di elicotteri apache:  nel cielo azzurro, si vedono i  missili partire dal fianco degli apparecchi per cadere sugli obiettivi palestinesi nel mirino; un&#8217;altra sequenza di un altro network televisivo internazionale si sofferma sullo   scambio di colpi tra un tank israeliano e una postazione di mortai di Hamas (guarda il <a href="http://video.aol.com/video-detail/israel-invades-gaza-heavy-fighting-as-tanks-cross-border/1958630165/?icid=VIDURVHOV03" target="_blank"><strong>VIDEO</strong></a>).  Nella cupa luce del tramonto, i lampi dei cannoni sfrecciano veloci da una parte all&#8217;altra del teleschermo. Dietro quelle inquadrature, le voci e i racconti di chi, questo conflitto, deve subirlo. Come gli operatori dell&#8217;<em><a href="http://www.un.org/unrwa/english.html" target="_blank">Agenzia per gli aiuti alla Palestina delle Nazioni Unite</a></em>, la missione dell&#8217;Onu che ha, come mandato &#8217;storico&#8217; di gestire le innumerevoli crisi umanitarie in cui rimangono coinvolti i  palestinesi.</p>
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<p class="ArwC7c ckChnd">Sami Mshasha, il portavoce, risponde da Gerusalemme. Nella Striscia, intrappolati dai combattimenti tra le migliaia di soldati che l&#8217;hanno invasa e i miliziani di Hamas, ci sono almeno diecimila impiegati dell&#8217;Unrwa, e Mshasha riporta i loro racconti, dopo averne sentiti alcuni  nelle ultime ore per telefono. Storie e resoconti che hanno un solo protagonista: la popolazione civile. “I combattimenti di  terra hanno costretto tutto il nostro personale a sospendere le attività a Gaza. I nostri posti di pronto soccorso non funzionano più, le forniture agli ospedali sono interrotte. Decine di persone, che avevamo   ricoverato dopo che erano state ferite negli attacchi aerei degli ultimi sette giorni, ora rischiano di non ricevere l&#8217;assistenza necessaria. Possono morire. C&#8217;è poi, l&#8217;emergenza alimentare: migliaia e migliaia di persone dipendono dal nostro cibo e noi abbiamo dovuto sospendere la distribuzione che avevamo iniziato ieri, prima del lancio dell&#8217;offensiva terrestre. Una situazione disperata – continua il portavoce dell&#8217;Unrwa – aggravata dal fatto che gli aiuti umanitari non riuscivano a entrare nella Striscia ancora prima dell&#8217;inizio delle ostilità perché gli israeliani avevano chiuso i valichi per motivi di sicurezza”.</p>
<p>Cibo  e medicine (non delle agenzie umanitarie)  entravano  anche attraverso i tunnel scavati al confine con l&#8217;Egitto, usati per il contrabbando del cibo, delle medicine, ma anche utilizzati per fare arrivare a Gaza i missili che poi i soldati di Hamas sparano sulle città meridionali di Israele. Ora, la maggior parte di quei cunicoli è  stata distrutta dagli aerei israeliani e non possono essere più utilizzati. “Ma c&#8217;è un&#8217;altra emergenza – racconta Sami Mshasha – Manca acqua. Gli acquedotti non funzionano. Il sistema di distribuzione  dell&#8217;acqua, palazzo per palazzo, è saltato. Le pompe utilizzate per l&#8217;erogazione dell&#8217;acqua vanno a benzina e lì a Gaza è finito anche il carburante”. Tra poco finirà anche negli ospedali, dove  la situazione già drammatica, diventerà un vero e proprio inferno per i feriti. Se riusciranno ad arrivarci. Il portavoce dell&#8217;Agenzia Onu per la Palestina spiega che le loro ambulanze non possono raggiungere i luoghi dove si combatte. I feriti vengono abbandonati per strada, insieme ai morti. Non solo miliziani, ma anche civili, finiti sulla  linea del fuoco. Che neppure  i funzionari della Croce Rossa Internazionale riescono a raggiungere. Sugli scontri, Sami Mshasha, non può dare informazioni. Non è compito di un funzionario delle Nazioni Unite entrare nei particolari di un conflitto bellico. Non può parlare delle cannonate, dello scambio di colpi di mortaio, o delle raffiche di mitragliatrice che si registrano da ore a Gaza City; non può spiegare in quali punti della Striscia si combatte.</p>
<p class="ArwC7c ckChnd">Può raccontare un altro elemento del dramma: gli sfollati. Sono sempre di più, centinaia, ma, spiega, non possono raggiungere i rifugi che sono stati costruiti dall&#8217;Unrwa. “Le persone affidate a noi  sono state ospitate nelle nostre scuole di Rafah o Khan Younis, ma molti non hanno il coraggio di lasciare le loro case per raggiungere i nostri rifugi e mettersi così al sicuro”. Una popolazione terrorizzata, con la maggior parte dei bambini – racconta ancora Mshasha – traumatizzati dalle bombe”. Un dramma che rischia di diventare sempre più grave con il passare delle ore e dei giorni.</p>
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