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Un manifesto del Pirate Party
I pirati vogliono sbarcare al Parlamento europeo. Non si tratta dei tradizionali bucanieri all’arrembaggio nelle acque internazionali, ma di un partito svedese che vuole candidarsi alle prossime elezioni europee. Pirate party riunisce soprattutto giovani con l’idea di condividere su internet musica, libri, film. Gratutitamente. Una scelta, quindi, ai limiti della legalità in molte nazioni. Ma gli hacker (pirati informatici “buoni”) hanno fatto breccia nell’elettorato di Stoccolma: il 21 per cento dei cittadini ha dichiarato che, tra gli altri, potrebbe votare Pirate party alle prossime consultazioni: fra i giovani (tra i 18 e i 29 anni) si arriva al 55 per cento. Un record. A condurre il sondaggio è stata Sifo research, una società accreditata del gruppo Wpp, leader mondiale nelle ricerche sulle opinioni (qui il report in pdf). Dati, quindi, che fanno riflettere. Qual è il programma politico degli avventurieri di internet? Il punto principale è modificare le leggi sul copyright e sui brevetti che, secondo i tecnofili, limitano la circolazione di idee e cultura. Su altre questioni, il leader del movimento, Rick Falkvinge, non si è mai pronunciato.
Per ottenere un seggio a Strasburgo, i pirati del web avrebbero bisogno di 100mila preferenze tra gli svedesi. Ma l’obiettivo principale restano le elezioni del 2010 per il parlamento di Stoccolma. Per ora i più preoccupati sono i Verdi che hanno un ampio seguito nell’elettorato giovanile. Pirate party ormai può contare su 9mila membri e sul supporto di Pirate Bay, una “baia” dove i navigatori del web accumulano brani musicali, telefilm, libri: tutti accessibili gratuitamente. Alcuni mesi fa la magistratura italiana ha ordinato di impedire l’accesso a Pirate bay, ma in seguito il provvedimento è stato revocato. Fondato tre anni fa, il partito dei pirati si è diffuso anche all’estero (dagli Stati Uniti alla Germania) e ha già ottenuto un effetto in Svezia: nel 2006, a una settimana dalle elezioni, alcune formazioni politiche hanno rivisto le loro posizioni riguardo alla condivisione di file su internet.
- Giovedì 8 Gennaio 2009

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Il 8 Maggio 2009 alle 10:50 Sentenza Pirate Bay: dimezzato il traffico internet in Svezia » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] I navigatori svedesi non viaggiano più sulle acque di internet locali: il traffico online si è dimezzato dopo il primo aprile, quando è entrata in vigore la legge che obbliga i fornitori di servizi internet (isp) a rivelare ai detentori di diritti d’autore un’informazione preziosa: gli indirizzi ip delle persone che condividono file. Un calo netto e rapido: da una media di 200 Gigabyte per secondo al giorno fino a 110. Una conseguenza del processo a Pirate Bay, l’organizzazione di hacker che ha fatto della libera condivisione di testi, musica e video una un progetto politico. Tanto che, secondo gli ultimi sondaggi, i consensi tra gli elettori per il partito ispirato ai pirati informatici sono quadruplicati. Ma c’è ancora tempo fino alle elezioni europee: secondo gli analisti si tratta di consensi destinati a diminuire fino alla data delle prossime consultazioni elettorali per Strasburgo. [...]
Il 9 Giugno 2009 alle 17:52 Parla il Partito pirata italiano: “Felici per la Svezia, qui ci vorrà più tempo” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La loro baia è stata attaccata, loro si sono vendicati con un arrembaggio al galeone del parlamento europeo. Il “Partito pirata” è riuscito a strappare un seggio grazie al sorprendente 7% guadagnato in Svezia. Eppure gli svedesi non sono gli unici “hacktivist” (hacker attivisti) che hanno deciso di buttarsi in politica: in tutta Europa è nata una “Internazionale” dei pirati. E anche in Italia c’è un loro “covo” il loro segretario si chiama Alessandro Bottoni. Nei video in cui appare in barba bianca e giubba rossa non ha l’aspetto minaccioso di un corsaro ma quello di un tranquillo consulente informatico di mezza età. Si è candidato come indipendente con Sinistra e Libertà, nella circoscrizione nord-est. [...]
Il 9 Giugno 2009 alle 19:43 Parla il Partito pirata italiano: “Felici per la Svezia, qui ci vorrà più tempo” « Ilcorsarorosso ha scritto:
[...] La loro baia è stata attaccata, loro si sono vendicati con un arrembaggio al galeone del parlamento europeo. Il “Partito pirata” è riuscito a strappare un seggio grazie al sorprendente 7% guadagnato in Svezia. Eppure gli svedesi non sono gli unici “hacktivist” (hacker attivisti) che hanno deciso di buttarsi in politica: in tutta Europa è nata una “Internazionale” dei pirati. E anche in Italia c’è un loro “covo” il loro segretario si chiama Alessandro Bottoni. Nei video in cui appare in barba bianca e giubba rossa non ha l’aspetto minaccioso di un corsaro ma quello di un tranquillo consulente informatico di mezza età. Si è candidato come indipendente con Sinistra e Libertà, nella circoscrizione nord-est. [...]
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