- Tags: industria-del-sesso, porno, pornografia, sesso, sex
- 2 commenti

Joe Francis, produttore della serie di dvd Girls gone Wild, e Larry Flynt, fondatore della rivista XXX Hustler, battono cassa al Congresso americano: «A causa della recessione, gli americani sono troppo depressi per essere anche attivi sessualmente. Ed è un male per tutto il Paese: possiamo cavarsela senza auto, ma non senza sesso». Il parlamento americano, secondo i due big dell’industria porno, deve staccare subito, come per Detroit, un assegno da 5 miliardi di dollari per «rilanciare l’appetito sessuale degli americani» messo duramente alla prova dalla crisi economica e finanziaria. Dalla loro parte ci sono alcune cifre fornite dal sito web di Girls gone Wild: la vendita dei Dvd XXX è scesa del 22 per cento nell’ultimo anno. Mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro in un settore che nel 2007 ha movimentato ufficialmente negli Usa 12 miliardi di dollari ma che è entrato in crisi anche a causa della competizione dei siti porno di condivisione gratuita.
Anche Tom Johansmeyer, giornalista della rivista Atlantic, conferma la crisi dell’industria a luci rosse in un articolo che ha fatto molto discutere gli affezionati. Secondo Johansmeyer le vendite di video in America sono calate del 15 per cento dal 2005 e il boom della pornografia online, anche tramite siti di condivisione gratuiti come Youporn, Redtube e PornHub, non basta a riportare alla pari i conti. Anzi: il video-sharing gratuito sta mettendo in ginocchio tutte le più importanti società del settore. Tanto che meno di un anno fa Steven Hirsch, co-fondatore di Vivid, editore leader di Dvd a luci rosse, si è visto costretto a denunciare, seguendo le orme delle major musicali, PornoTube per violazione delle norme sul copyright. Tutti i numeri in effetti segnalano da anni un esodo biblico dei consumatori di video porno dai dvd tradizionali alla rete: dal 2006 al 2007, in base ai dati rilevati da Compete.com, la più importante società di monitoraggio online degli Stati Uniti, Xtube ha aumentato la sua audience del 241% mentre YouPorn del 9202%, e non è un refuso. Per far fronte alla crisi, anziché battere cassa al Congresso americano, alcuni imprenditori del settore però pensano a soluzioni creative che vadano incontro ai gusti del pubblico. Tra questi, Francis Koenig, fondatore e amministratore delegato di Adultvest, il più importante hedgefund a luci rosse degli Stati Uniti. La sua idea è quella di lanciare iPorn, una start-up nel portafoglio di Adultvest. Obiettivo: creare un’applicazione per rendere fruibile la pornografia su l’iPod della Apple. «Nel mondo abbiamo sei miliardi di persone - ridacchia il magnate - e vi assicuro che sono tutti terribilmente arrapati».
- Venerdì 9 Gennaio 2009
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 14 Ottobre 2009 alle 9:51 Facebook e chat sul lavoro? Non più di 20 minuti al giorno - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] sono le “aree” del web che finiscono nella lista nera? Al primo posto ci sono ovviamente i siti pornografici (56,2%), seguiti dai giochi (41,8%) e dalle scommesse (37,9). Va un po’ meglio a chi fa acquisti [...]
Il 14 Ottobre 2009 alle 12:33 » Facebook e chat sul lavoro? Non più di 20 minuti al giorno - Gregtecnologia ha scritto:
[...] sono le “aree” del web che finiscono nella lista nera? Al primo posto ci sono ovviamente i siti pornografici (56,2%), seguiti dai giochi (41,8%) e dalle scommesse (37,9). Va un po’ meglio a chi fa acquisti [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.