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Striscia sotto assedio
Riprenderà la distribuzione degli aiuti umanitari per la popolazione della striscia di Gaza: le Nazioni Unite hanno ricevuto assicurazioni sulla sicurezza da parte di Israele. L’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, l’Unrwa, pur denunciando una situazione umanitaria “critica”, aveva sospeso da giovedì scorso le sue operazioni a Gaza dopo che uno dei suoi convogli era stato colpito da proiettili d’artiglieria israeliani e un autista palestinese era rimasto ucciso. Ma oggi nessun camion di aiuti umanitari entrerà nella Striscia di Gaza “perché l’esercito intende così onorare lo ’shabat’”, (il giorno del riposo per gli ebrei, ndr) sottolinea l’Unrwa, secondo cui, comunque, le Nazioni Unite hanno ricevuto “assicurazioni affidabili che la sicurezza del personale dell’Onu, le sue installazioni e le sue operazioni umanitarie saranno pienamente rispettate”. “Su tale base” afferma il comunicato diramato a New York “i movimenti dei dipendenti dell’Onu, sospesi giovedì, riprenderanno appena possibili”. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha ieri ridotto le sue attività nella città di Gaza dopo che uno dei suoi veicoli è stato bersaglio di tiri, apparentemente israeliani. Volantini lanciti sulla striscia di Gaza hanno avvertito i palestinesi che “la terza fase della guerra al terrorismo (Hamas) sta per iniziare”. Un messaggio preannuncia l’escalation dell’offensiva di terra anche nelle aree urbane, autorizzata giovedi dal gabinetto di guerra.
Sono proseguite per l’intera notte e ancora di primo mattino le incursioni aeree d’Israele su ogni settore della Striscia di Gaza: una quarantina di raid che hanno preso di mira, secondo una portavoce militare dello Stato ebraico, rampe per il lancio di razzi e officine clandestine per la messa a punto degli ordigni, arsenali e tunnel per il contrabbando di armi. Nel centro dell’enclave palestinese è però stato colpito anche un complesso ospedaliero: un muro perimetrale è stato demolito dall’esplosione di un missile, e un addetto è rimasto ferito. A Rafah, all’estremità sud del piccolo territorio, i bombardamenti per far crollare i cunicoli attraverso cui passano i rifornimenti bellici destinati alle formazioni estremistiche hanno condotto alla distruzione di un grande trasformatore elettrico, e la città è cosi’ rimasta priva di corrente. Almeno quindici i guerriglieri palestinesi uccisi nelle ultime ore, non soltanto di Hamas ma anche della Jihad Islamica. Secondo fonti mediche palestinesi, al quindicesimo giorno di scontri, il bilancio provvisorio delle vittime ha raggiunto quota 821 morti, di cui 235 bambini e 93 donne. I feriti sono 3.350. Sul fronte opposto gli Israeliani hanno avuto finora 13 morti, di cui tre civili, e 154 feriti.
- Sabato 10 Gennaio 2009

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