“L’eleganza e la bellezza di un altopiano dalle cime innevate dodici mesi all’anno, una cultura millenaria e una tradizione religiosa profondissima trasformano il Tibet in una destinazione tanto misteriosa quanto affascinante”. Inaspettatamente, è il Partito comunista cinese a parlare della provincia ribelle del sud-ovest con toni tanto altisonanti.
Dopo aver tentato con pacchetti a prezzi decisamente convenienti di invogliare cinesi e stranieri a recarsi in Tibet per le vacanze invernali a fine 2008, Pechino adotta ora una nuova strategia per interrompere la brusca frenata che ha subito il flusso di turisti diretto in Tibet: elargire bonus agli operatori turistici che riusciranno a promuovere meglio i viaggi alle pendici dell’Himalaya. I quattro milioni di visitatori del 2007 sono scesi a poco più di due nel 2008, e le stime per il 2009 prevedono che il miglior risultato possibile sia ospitare tre milioni di turisti.
Pechino evita di ricordare che il 14 marzo una protesta pacifica dei monaci tibetani è stata sedata nel sangue dall’esercito cinese e che la regione autonoma tibetana è rimasta chiusa ai turisti nazionali e stranieri fino a primavera inoltrata. Al contrario, per bocca dell’agenzia di stampa di Stato Xinhua, diffonde la convinzione che il flusso ridotto di visitatori diretti verso l’Himalaya sia una conseguenza del terribile terremoto che ha devastato il Sichuan a maggio.
Per promuovere l’immagine di un Tibet “sicuro, civile e sano” al governo della regione autonoma sono stati destinati cinquanta milioni di Yuan (più di cinque milioni di Euro) da spendere in attività promozionali, e altri 350 milioni verranno investiti tra il 2009 e il 2010 per migliorare la qualità delle infrastrutture della zona.
- Lunedì 12 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 7 Febbraio 2009 alle 6:22 pietro berti ha scritto:
FREE TIBET
domenica 1.2.2009 a Londra, durante una manifestazione organizzata davanti all’Ambasciata cinese in occasione della visita del premier Wen Jiabao alcuni pacifici manifestanti per l’indipendenza del Tibet dagli invasori cinesi, la polizia britannica ha operato degli arresti. Il premier Brown incontrerà più volte il premier cinese Wen Jiabao che sarà a Londra per tre giorni. La sezione britannica di Free Tibet ha dichiarato di aver organizzato, in occasione della visita del premier, una serie di iniziative pacifiche di protesta. Ci aspettiamo che il Governo inglese - reputato democratico nei suoi princìpi - permetta a coloro che hanno visto il loro Paese invaso con l’utilizzo della violenza ed hanno risposto con la non-violenza a questa illegittima occupazione da parte del regime comunista cinese di poter manifestare liberamente; ed inoltre, di non limitarsi durante gli incontri con il premier cinese a trattare gli argomenti oggetto del programma prefissato ma, bensì, aggiunga la legittima preoccupazione sullo status attuale degli esuli tibetani all’estero in Inghilterra e su coloro che sono rimasti nonostante tutto nella loro terra controllata militarmente dagli imperialisti.
Alla luce di quanto sopra espresso, si ritiene opportuno che, finalmente, il mondo civile, democratico e libero si muova affinchè i prodotti cinesi che vengono esportati oggi in buona parte del mondo vengano inizialmente boicottati ai fini di un radicale cambiamento di posizione da parte del regime comunista in materia di diritti umani non solo nei confronti del Tibet ma anche nei confronti delle palesi violazioni anche delle più elementari libertà (di espressione, di parola, di associazione, etc.) per cui la Cina fino ad ora ha fatto orecchie da mercante.
Concludendo, non si può non citare il fatto che la Cina vanti il triste primato di condanne a morte eseguite nel 2008, 2007 e 2006 e che la tortura – secondo dati di A.I. – è largamente praticata in modo particolare nelle carceri lontane dalla capitale. Ulteriore capitolo è riservato ai dissidenti politici ed ai membri del clero cattolico e delle altre confessioni religiose: per essi vige il principio dell’internamento coatto nei cosiddetti campi di lavoro considerati per il regime come strutture rieducative per coloro che “sfortunatamente” usano la testa per pensare . PIETRO BERTI (IMOLA - BO)
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