- Tags: Egitto, Gaza, Hamas, Hezbollah, Israele, Libano, Medio Oriente, Palestina
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Osama Bin Laden, il leader di Al Qaeda, esorta i musulmani alla jihad contro l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza: “La jihad è l’unico modo giusto per recuperare al Aqsa (la spianata delle moschee) e la Palestina. Allah ci ha conferito la pazienza di proseguire sul cammino della guerra santa per altri sette anni, e poi altri sette e sette anni e la questione è: potrà l’America continuare la sua guerra contro di noi per altri decenni? Le notizie e le prove che abbiamo indicherebbero di no”. L’appello, contenuto in un messaggio audio divulgato da alcuni siti islamisti, segue un altro video del numero due del network terrorista, l’egiziano Ayman Al Zawahiri, che invitava i palestinesi, durante i primi giorni di guerra, ad unirsi nella lotta globale contro tutto l’Occidente e tutti i Paesi arabi moderati: “Ciò che state affrontando ora è un’occupazione coloniale che sembra limitata a una sola area e a un’unica Nazione”, affermava il medico egiziano, “ma è in realtà è parte della Crociata che hanno scatenato contro l’Islam. Questi bombardamenti sono un regalo di Obama prima dell’insediamento e di Hosni Mubarak, il traditore che ha preso larga parte in questo massacro”. Non è stato ancora appurato se il messaggio audio attribuito ad Osama sia effettivamente una nuova registrazione, ma l’obiettivo di Al Qaeda - che in passato non ha lesinato critiche contro Hamas - è chiaro: trasformare una guerra contro Israele in una jihad anti-occidentale e anti-semita che vada oltre i confini storici della “Palestina”.
No alle truppe al confine con l’Egitto. Novità anche sul fronte diplomatico. Se c’è un elemento sul quale Egitto, Israele e il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) concordano è che forze internazionali non devono essere dispiegate sul confine con l’Egitto, perché ”l’Egitto ha truppe in grado di controllare quella frontiera”. Da angolazioni diverse - e con un risultato che per ironia della sorte è condiviso anche dagli integralisti di Hamas - Abu Mazen chiede che quelle forze non vadano sul confine, ma siano destinate all’interno di Gaza e anche della Cisgiordania. E l’Egitto respinge quel dispiegamento perché ”le armi passano via mare e non dal confine terrestre”. Il Cairo cerca così di riaffermare con orgoglio il proprio ruolo, con una strategia che gli sta costando pero’ l’accusa di ‘tradimento’ da parte di molti arabi e musulmani, proprio per la concordanza della sua posizione con il governo di Tel Aviv. Sostiene il rifiuto egiziano e di Abu Mazen anche Israele. ”Come potrebbero soldati danesi o svedesi impedire il contrabbando d’armi?” si è chiesto oggi il generale Amos Gilad, consigliere politico del ministro della difesa israeliano, che domani sarà al Cairo per nuovi colloqui con i dirigenti egiziani.
Razzi dal Libano. E novità anche sul terreno, dove rischia di riaprirsi il fronte nord, quello al confine con il Libano. In Galilea, la popolazioneè entrata stamani nei rifugi quando nella città di Kiryat Shmona si sono udite le esplosioni di tre razzi katyuscia. Israele ha risposto al fuoco con alcune cannonate. Non si ha notizia di vittime. In seguito il portavoce militare ha ribadito che è responsabilità del governo libanese e delle sue forze nazionali di impedire attacchi del genere. Un vero guaio: Hezbollah, che controlla il sud del Libano, fa parte del governo di unità nazionale di Fouad Siniora. E disarmare le milizie che lanciano i razzi contro Israele - eventualmente con l’aiuto del l’Unifil - potrebbe trascinare il Paese dei cedri in una nuova sanguinosa guerra civile.Un rischio che, a Beirut, sono in pochi a voler correre.
- Mercoledì 14 Gennaio 2009

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Il 15 Gennaio 2009 alle 21:57 pietroancona ha scritto:
La puntuale, miracolosa apparizione di Bin Laden
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A Washington, al Pentagono, qualcuno continua a pensare che il mondo è fatto da creduloni citrulli e, ammesso che non fosse cosi, è convinto che la forza dissuasiva del suo intervento è tale, il controllo sui massmedia cosi potente,
che si finisce con l’accreditare per vera una notizia anche se palesemente fasulla.
E’ diventata ridicola, grottesca, lugubre e piena di presentimenti tenebrosi, la periodica apparizione di Osama Bin Laden o del suo
gran visir, il medico egiziano di cui non ricordo mai il nome.
Tutte le volte che l’Occidente è in difficoltà, tutte le volte che la gente comincia a domandarsi il perchè di tanta violenza, di tanta devastazione, di tanto sangue innocente versato sempre e soltanto da coloro che sono indicati come “terroristi”, “stati canaglia”, fondamentalisti ecco che appare la ieratica, provvidenziale figura dell’uomo con la barba che ammonisce l’Occidente e promette punizioni ai traditori musulmani della Fede, ammonimenti che non servono naturalmente a niente e punizioni che non arriveranno mai.
Questa storia del Grande Fantasma del terrorismo Mondiale che appare oramai da quasi sette anni ed ogni volta è sempre utile alla Casa Bianca per trarla di impaccio o per cambiare in qualche modo discorso. Faremo un elenco ragionato delle sue apparizioni e dei contesti nei quali è stato sommamente utile alla politica di prepotenza degli USA-
Se la gente inorridisce per i massacri dell’esercito nazista israeliano a Gaza l’apparizione di Bin Laden opportunamente ricorda che siamo tutti sempre sotto il pericolo mortale di AlQaeda e magari indotti a pensare che la morte di poche centinaia di bambini ci salveranno dalla catastrofe planetaria di un terrorismo che aggredisce il pianeta e lo distrugge dalle fondamenta.
Un gioco semplice, stupido, quasi puerile. Ma
gli americani contano sull’avanzato grado di infantilizzazione della popolazione mondiale dovuta ad una stampa, ad una televisione che ha fatto diventare reale un pericolo virtuale e crea ansia e sgomento e magari voglia di chiudere gli occhi dinanzi al dolore vero che intanto viene inflitto ai disgraziati bombardati di Gaza o di Bagdad o dell’Afghanistan.
Mentre Bin Laden minaccia l’Occidente con la sua parlata monocorde, enormi carri armati sfondano a cannonate le strade di Gaza, gli Ospedali, la croce Rossa ed ammazzano, ammazzano, ammazzano, alla ricerca dei terroristi di Hamas cosi come ieri aerei e carri armati americani distruggevano Bagdad ed i suoi tesori di storia e d’arte alla ricerca delle armi di distruzioni di massa.
Nell’apparizione di Bin Laden c’è solo un piccolo dato positivo: c’è una difficoltà del soldato blu mentre incendia le tende del villaggio indiano…..
Se l’Ufficio Cia o Controinformazione del Pentagono lo tira fuori vuol dire che qualcosa ha bisogno di essere meglio supportata..
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro......gspot.com/
http://www.spazioamico.it
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Il 16 Gennaio 2009 alle 0:50 lucia rosi ha scritto:
Come può Israele accettare la tregua a Gaza con queste premesse?
Il 16 Gennaio 2009 alle 17:01 shift ha scritto:
Forse Bin Laden e’ ancora vivo oppure no, di sicuro ha provveduto a lasciare delle registrazioni che vengono centellinate ad uso e consumo della Jihad, magari utilizzate dai suoi eredi a capo di Al Qaeda.
La domanda che si pone retoricamente Bin Laden, però, non e’ campata in aria, cioè: “potrà l’America continuare la sua guerra contro di noi per altri decenni?”, ma molti commentatori internazionali e la gente normale la prende sotto gamba, perché ignora del tutto la religione islamica.
Non per niente gli islamici hanno fatto guerre in tutto il loro percorso storico, arenandosi solo di fronte alla modernità e alla tecnologia.
E’ la loro religione che li spinge, volenti o nolenti, a fare guerre di conquista e a mostrarsi vittime degli altri mentre sono gli aggressori.
Hanno iniziato così con Maometto, sterminando le popolazioni ebraiche che esistevano da millenni in Arabia Saudita, perché non hanno voluto seguire la follia religiosa del cosiddetto “Profeta”
La Jihad, la guerra santa, e’ un pilastro fondamentale della fede di qualsiasi musulmano, anche di quelli che chiamiamo moderati, neanche si preoccupano di nasconderlo, spesso e volentieri lo dicono apertamente.
L’islamismo funziona come una valanga, cui basta che al suo inizio inizi con poco, con la spinta di qualcuno per poi ingigantirsi e smuovere anche coloro che sembravano inamovibili, che possono addirittura divenire i più pericolosi, proprio per equilibrare il loro iniziale immobilismo.
Non vedrete mai moderati musulmani andare contro i musulmani della Jihad, non li vedrete mai denunciare nefandezze inumane che costoro combinano, proprio come nel caso degli scudi umani innocenti usati dai terroristi di Hamas, per il semplice motivo che pur essendo ancora immobili, tuttavia condividono la stessa natura e fede di coloro che agiscono.
Basta vedere le piazze musulmane che si agitano in ogni dove all’unisono, per comprendere questa semplice verità.
Di conseguenza Bin Laden ha perfettamente ragione quando dice che una guerra temporanea su piccola scala non potrà avere alcun effetto, USA o non USA, perché qui non si tratta di un gruppuscolo di terroristi più o meno grandi, come le stesse nazioni occidentali hanno voluto far credere ai loro stessi popoli, ma di un fanatismo religioso fortemente sentito e fortemente difeso, sia contro l’esterno che dall’interno addirittura con la morte e la sottomissione assoluta.
Fin tanto che il Medio Oriente era povero di mezzi e risorse, nulla ha potuto per tentare di far prevalere il suo fanatismo, come aveva fatto nei secoli precedenti, ma con il petrolio e l’immensa ricchezza accumulata dai suoi capi hanno ripreso a sragionare, come hanno sempre fatto e come continueranno a fare, fin tanto che avranno nella testa una simile assurdità “religiosa”.
Il nazionalismo sbandierato della Palestina nulla ha a che fare con i motivi reali della lotta contro Israele e l’Occidente, e’ solo una scusa propagandistica, per abbindolare gli occidentali e renderli confusi e indecisi sul da farsi, mentre loro conquistano e spargono terrore a spizzichi e bocconi, senza un gran contrasto a ciò che fanno, ma addirittura, come nel caso in esame, con appoggi perfino da frange estremiste occidentali di sinistra.
I contrasti tra Egitto e Iran non sono sull’obiettivo comune che si prefiggono entrambi di distruggere e di sconfiggere, in un modo o nell’altro, ma sulle modalità d’intervento e su chi debba dirigere la lotta perché esiste una divergenza religiosa e etnica tra sunniti salafiti e sciiti.
L’Egitto ha già subito tre gravi sconfitte da Israele, quindi e’ cauto in ciò che fa a tale proposito, agisce rifornendo di nascosto armi a quelli di Hamas. attraverso decine di tunnel ai suoi confini con Gaza o permettendogli una comoda via di fuga in caso di sconfitta, come si appresta ad essere l’attuale scontro.
E’ anche per questo che non vuole forze ONU ai suoi confini, come già nel passato le aveva cacciate per poter dispiegare il suo esercito, in attesa di attacco senza scocciatori a frapporsi.
L’Iran che controlla sia gli Hezbollah libanesi che i terroristi di Hamas palestinesi, invece, vuol dimostrare la sua potenza per strappare al mondo arabo la guida di tutto il Medio Oriente.
Sono pericolosi perché si stanno dotando di armi di distruzioni di massa, visto che i missili a lunga gittata li hanno di già.
Di conseguenza, il timore nel mondo arabo si e’ trasformato in una spaccatura politica d’intenti, che li fa tifare per Israele, visto che attacca Hamas fedeli esecutori dell’Iran, anche se apparentemente la condannano.
Lo scopo ultimo dell’Iran e’ di prendere il controllo del Medio Oriente e con questo partire al ricatto energetico e alla guerra contro l’Occidente, in primis l’Europa.
Il piano salafita sunnita, invece, si regge sulla furbizia dei Sauditi, resisi conto dell’impossibilita’ di conquistare l’occidente con i mezzi tradizionali di guerra, hanno deciso di farlo con l’invasione apparentemente pacifica, quindi con l’emigrazione musulmana verso l’Europa e l’America, con la costruzione di moschee che finanziano e che mantengono vivo il fanatismo religioso della collettività musulmana, in attesa di prendere il potere appena maggioranza o appena ne avranno la forza per farlo, dall’interno piuttosto che dall’esterno come gli iraniani.
In ambedue i casi attueranno la distruzione del cristianesimo e del laicismo in occidente e di chiunque si opponga alla loro fede, come fanno solitamente nelle loro stesse nazioni o in quelle in cui stanno creando disastri come Sudan, Nigeria, Kenya, Somalia, ecc., facendoci precipitare tutti nell’oscurantismo e in qualcosa di molto peggio del Medioevo.
L’unico imprevisto al piano saudita e’ stato proprio uno di loro, quel Bin Laden di cui si parlava, che impaziente ha cercato di forzare i tempi con azioni dirette, mettendo in allarme tutto l’occidente, anche se non abbiamo ancora compreso del tutto la vera portata della minaccia, oppure la sottovalutiamo allegramente, pensando di poter convertire fanatici di quel calibro, mentre e’ ormai evidente a tutti che non intendono farsi assimilare e si mantengono estranei a chi li accoglie.
L’occidente si deve svegliare dal suo sonno, altrimenti a noi e ai nostri figli non resteranno nemmeno gli occhi per piangere.
La deve smettere di ostracizzare e condannare Israele, che praticamente funge da nostro ultimo confine e trincea, ma la deve sostenere e condannare tutte le azioni del mondo musulmano senza se e senza ma.
La religione islamica deve essere messa all’indice, vietare una “religione” che predica di conquistarci e sottometterci, addirittura reclama lo schiavismo e il disconoscimento di tutti i diritti umani finora acquisiti, in un mondo moderno e globale una simile assurdità sopravvissuta al medio evo deve essere non solo condannata, ma sradicata del tutto.
Ha causato morti a milioni nel passato e continua, come se niente fosse, a causare morti anche nel presente e in diversi luoghi della Terra.
Non ci possono essere dubbi sulla sua pericolosità e violenza, oltre che anacronismo.
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