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Un Airbus A320 della Us Airways, appena decollato dall’aeroporto newyorchese LaGuardia, ha effettuato un atterraggio di emergenza sul fiume Hudson che costeggia Manhattan, senza fare vittime.
Una portavoce della Federal Aviation Administration (Faa, che regola i trasporti nei cieli Usa), Laura Brown, ha indicato che al momento del decollo dalla pista numero 4 dell’aeroporto LaGuardia, l’aereo sarebbe stato investito da uno o più stormi di uccelli, probabilmente oche, che hanno bloccato ambedue i motori.
In una conferenza stampa, l’amministratore delegato della UsAir, Doug Parker, ha poi fatto sapere che a bordo c’erano 150 passeggeri, due piloti e tre membri dell’equipaggio.
L’Fbi ha escluso che l’aereo dell’Us Airways sia finito nell’Hudson a causa di un atto di terrorismo. Un portavoce del Bureau, Richard Koko, ha comunicato ai media Usa che l’incidente non è legato ”a questioni di sicurezza nazionale”, e lo stesso hanno fatto sapere fonti del Dipartimento della Sicurezza Interna.
Con grande abilità, visto il poco tempo a disposizione, il pilota è riuscito a posarsi in maniera morbida sul fiume che separa Manhattan dal New Jersey, nei pressi della 48.ma strada, vicino al museo-portaerei Intrepid, scivolando poi a sud fino all’altezza della 23.ma circa.
Il velivolo non è affondato. Ha galleggiato sulle acque gelide (a New York oggi ha nevicato e le temperatura erano intorno agli otto gradi sottozero), ma per fortuna tranquille, lasciando il tempo ai numerosi traghetti in servizio nell’area di venire a prendere i passeggeri per portarli in salvo.
L’acqua ha immediatamente raggiunto i finestrini a metà, facendo temere il peggio, ma le operazioni di evacuazione, con decine di passeggeri sulle ali, sono state ordinate e veloci.
Il volo 1549, con destinazione Charlotte, in North Carolina, è durato soltanto pochi minuti (tre secondo alcuni testimoni, cinque-sei secondo la Faa), dopo che l’aereo era decollato alle 15:26 locali, le 21:26 italiane.
Secondo uno dei passeggeri intervistati dalla Cnn, Alberto Panero, tutti sono riusciti a passare direttamente dall’aereo a scialuppe di salvataggio e nessuno èfinito nelle acque gelide del fiume.
”Poco dopo il decollo - ha raccontato Panero - abbiamo sentito un forte scoppio e il velivolo ha cominciato a scuotersi tutto. Sembrava che fosse fuori controllo, c’era molto fumo e dopo alcuni secondi, il comandante ci ha detto di ‘prepararci all’impatto’. Non posso credere che sia riuscito a far scendere senza problemi l’aereo”. Panero ha descritto scene di paura, ma ha parlato anche di una rapida azione dei soccorsi nell’Hudson.
Gran parte dei passeggeri recuperati, molti dei quali dipendenti di Bank of America, che a Charlotte ha la sede, sono stati portati in un improvvisato centro d’accoglienza a Manhattan, affacciato sul fiume, e sembravano tutti in buone condizioni, anche se molto infreddoliti.
- Venerdì 16 Gennaio 2009
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Il 25 Febbraio 2009 alle 11:33 Il debutto di Obama per rialzare l’America: “Più forti dopo la crisi” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Nessuno zuccherino per indorare una pillola amara in un ambizioso discorso in stile Ronald Reagan, dominato dai temi della politica interna. Siamo onesti, ha detto Obama: “La crisi non è nata ieri”. Ci vorranno tre anni per la ripresa totale dell’economia, aveva avvertito il capo della Fed, Ben Bernanke, poche ore prima che Obama cominciasse a parlare alle 21 ora di Washington. Un cocktail di speranze e di dure realtà di oltre 50 minuti, interrotti da applausi scroscianti davanti a deputati, senatori, membri del governo, generali, giudici costituzionali, eroi come il pilota Sully Sullenburger, miracolosamente ammarato sull’Hudson, e il banchiere di Miami Leonard Abess, che ha distribuito ai 399 dipendenti il bonus da 60 milioni di dollari. [...]
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