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- Un commento

È bufera, in Danimarca, per una vignetta che mostra un bambino palestinese nella stessa identica posa della celebre immagine del bambino ebreo nel ghetto di Varsavia durante le persecuzioni naziste. Il disegno del caricaturista Per Marquard Otzen, pubblicato dal terzo quotidiano del Paese, Politiken, ha suscitato un vespaio di polemiche e un’accusa, neanche troppo velata, di antisemitismo. “Davvero si ritiene che il rapporto tra Israele e Hamas possa essere paragonato a quello tra la Germania di Hitler e gli ebrei d’Europa?”, ha chiesto la comunità ebraica in una lettera aperta al quotidiano. Il direttore del giornale, Toger Seidenfaden, ha riconosciuto che il paragone con il dramma del Ghetto di Varsavia, immortalato dalla foto del 19 aprile 1943, è “sconveniente” e “spropositato”, ma ha difeso l’autonomia dei suoi disegnatori che a suo dire si sono fatti interpreti di una protesta diffusa tra i lettori. “Un paragone storico discutibile e non proporzionato non è però un atto di antisemitismo, non avremmo mai pubblicato la vignetta, se avesse avuto un carattere antisemita o razzista”, ha sottolineato il direttore.
Le polemiche sulla caricatura di ‘Politiken’ fanno seguito a quelle scatenate due anni fa in tutto il mondo dalle vignette sataniche su Maometto, pubblicate dall’altro quotidiano danese Jyllands-Posten. I quotidiani scandinavi non sono nuovi a critiche molto dure alla politica di Israele nei riguardi dei palestinesi. Due anni fa il quotidiano norvegese Dagbladet aveva pubblicato un’altra vignetta anti-israeliana, in cui si riprendeva un’immagine del film Schindler’s List di Steven Spielberg. Al posto del comandante del campo di concentramento nazista, Amon Goetz, che da un balcone sparava ai prigionieri ebrei, il caricaturista norvegese aveva inserito un sorridente premier israeliano Ehud Olmert in divisa da comandante del lager.
- Lunedì 19 Gennaio 2009

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Commenti
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Il 19 Gennaio 2009 alle 19:45 shift ha scritto:
E’ davvero incredibile che i danesi non abbiano capito da dove venga il pericolo vero, nonostante quello che gli e’ accaduto dopo le vignette su Maometto, anche se sono di sinistra un po’ di cervello lo dovrebbero avere.
La vignetta mostrata e’ identica nelle pose dei personaggi alla foto sul rastrellamento fatto a Varsavia dai nazisti, con la guerra a Gaza.
L’anti semitismo di quella vignetta fuoriesce addirittura dall’immagine quasi con mano.
E’ ovvio che nessuna guerra sia bella e che nessuno le desidera, ma e’ altrettanto vero che a volte non ci sono altre opzioni.
Criticare si può sempre, ma rimanendo nel buon gusto e nella verità dei fatti e dei valori/
Le motivazioni di un azione e le sue circostanze sono importanti, altrimenti non si e’ più in grado di giudicare il risultato.
Non si può partire dal risultato per giudicare e condannare le motivazioni e le circostanze a priori.
Mettiamo che ci siano due omicidi distinti, se dovessimo partire a giudicare da tale risultato ambedue gli omicidi sono destinati ad essere condannati.
Ammettiamo che nel primo caso sia stato un killer o un assassino per motivi risibili di vendetta, rapina o motivi d’interesse personale vario.
E’ giusto che sia il risultato che l’azione e le circostanze vadano condannate perché infrange i valori di una società comunemente accettati da tutti.
Nel secondo omicidio invece e’ stato commesso da un poliziotto per difendere dei cittadini o se stesso dal criminale morto che voleva uccidere ed invece e’ stato ucciso.
Il risultato tra le due azioni e’ identico: un uomo morto, ma le motivazioni e le circostanze sono totalmente diverse.
Se io portassi una vignetta che compara e identifica alla stessa maniera le due azioni, motivazioni e circostanze, credo che il minimo che mi potrei prendere sarebbe una giustissima denuncia e nessuna possibile giustificazione da esibire.
Come si fa a comparare i terroristi di Hamas che hanno volutamente fatto uccidere i loro figli e donne, alle vittime inermi e destinate ad essere massacrate del ghetto di Varsavia?
Bisogna avere una mente bacata per farlo o un odio anti semita, altrimenti non si spiega.
Tra l’altro il vignettista danese finge d’ignorare che sono proprio i palestinesi, così come anche gli Hezbollah, ad avere delle brigate che fanno tanto di saluto nazista, e non per scherzo.
Hanno degli antecedenti in quanto lo zio di Arafat, Gran Muftì di Gerusalemme, durante la Seconda Guerra Mondiale non solo fu alleato di Hitler, con tanto di foto storica, ma formò una divisione di SS musulmane in Europa e si salvò per il rotto della cuffia dal processo di Norimberga, in cui venne fuori che aveva collaborato per i campi di sterminio contro gli ebrei.
Non c’e’ che dire! Le sinistre sono sempre pronte a rigirare la frittata.
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