Il presidente eletto Barack Obama celebrerà la vigilia del suo insediamento ridando vita al ’sogno’ di Martin Luther King. L’America oggi infatti commemora, come sempre il terzo lunedì di gennaio, il compleanno (il 15 gennaio in realtà) del pastore attivista dei diritti del popolo afroamericano ucciso a 39 anni. Obama, al suo terzo giorno di festeggiamenti il vista del giuramento di domani, renderà omaggio ai diritti civili con attività di volontariato nell’area di Washington. “Oggi - ha detto Obama in un comunciato - celebriamo la vita di un predicatore tutti insieme nel luogo dove ancora si odono gli echi del sogno di King”. “Qui in America - ha aggiunto - i nostri destini sono indissolubilmente legati: li capiremo camminando e dobbiamo continuare a farlo insieme”.
Già ieri Obama aveva reso omaggio al Lincoln Memorial dove Martin Luther King nel 1963 aveva pronunciato il suo celebre discorso “I have a dream”. “Martin Luther King sarebbe raggiante oggi per l’elezione di Barack Obama” scrive oggi il reverendo Jessie Jackson sul New York Times. In effetti più volte il presidente eletto afroamericano ha voluto far rivivere l’anima di Luther King nelle coscienze americane evocando il sogno di un’America che puo’ rinascere e che, se vuole, tutto puo’ realizzare. Ieri sera, prima del concerto sul Mall, Obama e Michelle sono stati in chiesa in una delle istituzioni battiste più impegnate nel Paese per la lotta alla povertà è ai diritti umani. Poi il bagno di folla del mega concerto dove in 400mila hanno assitito alle performance di star del calibro di Bono, Bruce Springsteen e Tom Hanks.
Il presidente eletto, protetto dai cristalli antiproiettile, ha preso la parola davanti al laghetto gelato per incendiare la folla con un messaggio di speranza, nonostante la difficoltà delle sfide dall’economia alla politica estera. “Possiamo ottenere qualunque cosa - ha assicurato - non c’e’ ostacolo che si possa frapporre sul cammino di milioni di voci che chiedono un cambiamento”. Domani alle 8.00 ora locale (le 13 in Italia) si apriranno i cancelli della Federal Hall per l’Inauguration Day dove a Mezzogiorno in punto, come da tradizione, si chiuderà il capitolo di Bush e si aprirà l’era di Obama. Il presidente eletto, dopo la passeggiata con Bush di rito dalla Casa Bianca a Capitol Hill, giurerà pronunciando le 35 parole previste dall’articolo 2 della Costituzione americana alla quale aggiungerà “So help me God” (che Dio mi aiuti, ndr.) appoggiando la mano sulla Bibbia che fu sempre del beneamato Lincoln. Alla celebrazione si attende un mare di folla a seguire festeggiamenti il cui costo si stima intorno ai 100-150 milioni di dollari. La sicurezza sarà come non mai: si prevedono infatti circa 42mila addetti impegnati a Washington e dintorni. Tr ale ntoe di colore l’invito speciale all’Inauguration Day arrivato al pilota-eroe protagonista dello spettacolare ammaraggio nell’Hudson: anche lui applaudirà Obama.
- Lunedì 19 Gennaio 2009
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Il 20 Gennaio 2009 alle 10:53 Obama day: il giorno dell’insediamento e “la fine del razzismo” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
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