- Tags: Egitto, Gaza, Hamas, Hezbollah, Israele, Libano, Medio Oriente, Palestina
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Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha compiuto questa mattina, passando dal valico di Eretz, la prima visita nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra: ventidue giorni di operazioni militari duranti i quali la Striscia è stata sigillata non solo ai reporter occidentali, ma anche ai leader mondiali, salvo rari casi. A nessuno sfugge l’importanza simbolica della visita di Ban: è lui la prima figura di alto profilo internazionale a visitare il territorio palestinese da quando Israele e Hamas hanno dichiarato cessate-il-fuoco tre giorni fa. Ed è lui che cercherà di rendersi conto degli aiuti necessari alla popolazione e dei primi, necessari, interventi di emergenza per ridurre il rischio di epidemie e per dotare gli ospedali di tutti i medicinali necessari per curare i feriti. Ma Ban ha voluto visitare personalmente anche una scuola dell’Unrwa, l’Agenzia Onu per i rifugiati, che durante i combattimenti è stata colpita da proiettili israeliani. Nel pomeriggio si recherà poi a Sderot, in Israele, la città più bersagliata, in questi anni, dai razzi di Hamas.
Le infrastrutture di Gaza sono distrutte e i costi della ricostruzione sono stimati dall’Ufficio statistiche palestinese in circa 1,9 miliardi di dollari. 5mila abitazioni, 16 edifici del governo e 20 moschee - secondo un portavoce di Hamas - sono andati distrutti, e che 20mila case risultano danneggiate. Israele ha sempre risposto che i militanti nascondevano armi all’interno delle moschee fornendo anche numerose prove a sostegno di questa tesi.
Prosegue intanto, a tappe, il ritiro dell’esercito israeliano dal territorio palestinese. Un ritiro che non sarà completo però fino al giuramento di Obama. Fino ad oggi Israele manterrà piccole “unità di allerta per far fronte a qualsiasi eventualità” e gli aerei continueranno a sorvolare la zona per essere certa che Hamas non riprenda il lancio dei Qassam interrotta tre giorni fa.
Mentre Ban iniziava la visita, la tensione è rapidamente salita, quando una pattuglia militare israeliana è stata attaccata da miliziani palestinesi al valico di Kissufim. Poco dopo si è appreso dal campo profughi di Jabalya che un agricoltore era stato ucciso da spari. Non è escluso che fra i due episodi possa esserci un legame. In mattinata due bambini palestinesi sono stati uccisi ad est di Gaza dalla esplosione accidentale di un ordigno abbandonato inavvertitamente, secondo fonti locali, dall’esercito israeliano. Israele, per bocca del ministro degli Esteri Tzipi Livni, fa intanto sapere di non essere disposto a concedere alcuna apertura definitiva dei varchi di confine con la Striscia fino a quando non avrà ricevuto rassicurazioni sul destino del caporale Gilad Shalit, prigionieri delle milizie islamico-radicali di Hamas da due anni e mezzo.
- Martedì 20 Gennaio 2009

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